Con iniezioni di virus si potranno vincere i tumori

di Enrico Ferdinandi

un virus giustiziere derivato dal vaiolo potrà combattere i tumori per endovenaCon l’evolversi delle scoperte mediche spesso ciò che è creduto come un dogma o una certezza incrollabile può venir sovvertito aprendo alla ricerca sentieri prima inusitati.  Ad esempio fino ad oggi abbiamo accostato alla parola virus un qualcosa di negativo, così tanto da riprodurre il suo utilizzo anche in altri ambiti come quello tecnologico ad esempio, ma da una ricerca di un gruppo di ricercatori canadesi pubblicata sulla rivista Nature emerge che in un futuro non troppo lontano i virus potranno esser usati per curare i tumori. Come?

 

La ricerca ha dimostrato che in alcuni virus vi sono delle proprietà in grado di uccidere i tumori, si tratta di virus “oncolitici” (varianti attenuate, modificate del virus di origine ma ancora capaci di moltiplicarsi ed attaccare le cellule) che in questo caso sarebbero in grado di attaccare solo le cellule malate lasciando intatte quelle sane.

 

I ricercatori dell’Università di Ottawa hanno scelto di praticare questa terapia per endovena così da poter raggiungere meglio i diversi organi che possono esser colpiti da un tumore. Inoltre i virus somministrati per endovena, si replicano in maniera migliore nei tessuti neoplastici. A contatto con il tumore il virus ha la naturale capacità di replicarsi e di creare anche geni estranei, utili per lo studio di nuove terapie. La ricerca guidata dal Dott. John Bell è naturalmente ancora in fase di studio ed il virus antitumorale creato dai ricercatori che prende il nome di JX-594 (un derivato del vaccino contro il vaiolo) dovrà ancora a lungo esser studiato per far si che il suo utilizzo sia accessibile e sicuro per tutti. Per il momento è stato condotto un test su 23 pazienti affetti da cancro in fase avanzato, che dopo aver provato già le tradizionali terapie hanno accettato di sottoporsi alla sperimentazione. Ogni paziente ha ricevuto 5 dosi diverse del virus JX-594 il risultato ha visto nell’87% dei pazienti che hanno ricevuto le dosi più alte la moltiplicazione del virus nel tumore, inoltre il 75% dei pazienti ha avuto una riduzione ed in alcuni casi stabilizzazione della crescita del tumore. Gli effetti collaterali sono stati di lieve entità, pari a quelli di una comune influenza stagionale.

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