Amministrative 2022: in attesa dei ballottaggi, sotto la lente d’ingrandimento l’esito del primo turno
Attualità
21 Giugno 2022

Amministrative 2022: in attesa dei ballottaggi, sotto la lente d’ingrandimento l’esito del primo turno

Domenica si ritorna a votare per le amministrative in 13 capoluoghi. In attesa dell’esito finale delle consultazioni, è in atto un’analisi da parte delle forze politiche del risultato ottenuto al primo turno lo scorso 12 giugno, soprattutto in quei partiti di maggioranza che ne sono usciti sconfitti.

di Paola de Majo

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Il prossimo 26 giugno si terrà il ballottaggio in quei Comuni i cui candidati a sindaco non hanno raggiunto, al primo turno, il quorum necessario per essere eletti.

Torneranno alle urne i cittadini di Alessandria, Cuneo, Como, Monza, Gorizia, Verona, Viterbo, Parma, Piacenza, Lucca, Frosinone, Catanzaro e Barletta.

Intanto tra campagne elettorali che proseguono e risultati definitivi delle amministrative, si dibatte sullo stato di salute dei partiti e delle coalizioni in vista delle prossime competizioni elettorali.

Esito primo turno

Da una proiezione a livello nazionale dei risultati, in riferimento a 142 Comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti, il PD si attesta come il partito che ha ottenuto più voti (17, 2% dei voti), segue Fratelli d’Italia (10% dei voti) che supera la Lega (6,7 dei voti) e Forza Italia (4,6 %dei voti). Tra i partiti di maggioranza il Movimento 5 Stelle è quello che ottiene il risultato più basso (2,1% di voti). Positivo il bilancio della nuova federazione politica Azione-Più Europa (3,2 % dei voti), che fa un miglior risultato di Italia Viva (1,4 % di voti).

Il centrodestra, dove compete coeso, supera il centrosinistra. Tra i dati significativi va considerato il miglior risultato di Fratelli d’Italia rispetto alla Lega, anche in aree che apparivano roccaforti dei leghisti. Ci si chiede, quindi, quali saranno le conseguenze nella coalizione dei nuovi equilibri di forza – che d’altronde confermano i sondaggi di questi mesi su base nazionale – soprattutto rispetto a quella che era considerata una regola condivisa da i tre schieramenti: in caso di vittoria alle elezioni politiche, il candidato premier dovrà essere il leader del partito di centrodestra che ha ottenuto più voti.

Il centrosinistra può vantare un buon risultato elettorale guadagnando terreno anche nelle aree del settentrione. Emblematico è l’esito del primo turno in una città come Verona, tradizionalmente di dominio degli avversari, dove va al ballottaggio il candidato sostenuto da un’ampia coalizione di centrosinistra. Risultato agevolato da una destra che si è presentata divisa in questo Comune, esprimendo due candidati diversi.

Crisi M5S e Lega

Colpisce la disfatta del M5S, che è pur sempre il primo partito in Parlamento per numero di eletti alle politiche del 2018. Il M5S non ha mai ottenuto risultati incoraggianti alle amministrative, dato che attesta una evidente difficoltà di radicamento sul territorio per esprimere adeguati candidati a livello locale. Inoltre, il partito dei grillini deve fare i conti con una perdurante crisi di identità, visti i mutamenti radicali che ha avviato i questi anni in relazione alla struttura e ai valori fondanti del movimento, oltre il cambio di leadership.

Non se la passa meglio la Lega dopo il risultato deludente di queste amministrative, che pesa soprattutto nel settentrione. Al riguardo – al netto del cambio di linea con l’allargamento al centrosud – per un partito che è nato per rappresentare gli interessi del nord, la perdita di voti proprio in quell’area porta ad un’inevitabile messa in discussione sul proprio futuro e su chi debba guidarlo. Tra i leghisti si trascinavano da tempo malumori interni, per la linea portata avanti a livello nazionale e adesso molti esponenti di spicco chiedono che venga stabilito un congresso.

M5S e Lega hanno probabilmente anche pagato un ambiguo comportamento nell’ambito della maggioranza di governo. Non di rado si sono espressi pubblicamente con toni duri contro l’indirizzo politico dell’esecutivo su questioni centrali – dalle iniziative fiscali, alla giustizia sino ai provvedimenti legati alla guerra in Ucraina – come se rappresentassero l’area di opposizione.

Non resta che attendere l’esito dei ballottaggi di domenica per avere un quadro complessivo delle forze politiche che dovranno sfidarsi nei prossimi mesi, prima in autunno, alle elezioni regionali e poi a quelle politiche che – salvo una mancata tenuta dell’attuale maggioranza di governo – si svolgeranno nel 2023.