DDL Concorrenza e lo scoglio delle concessioni balneari
Attualità
31 Maggio 2022

DDL Concorrenza e lo scoglio delle concessioni balneari

Nella legge annuale per il mercato e la concorrenza l’Italia assume alcuni importanti obblighi in materia di concorrenza, che sono essenziali per ottenere i finanziamenti europei del Pnrr. Ma questo provvedimento sta avendo non poche difficoltà ad arrivare ad una definitiva approvazione in Parlamento. Tra le questioni più ostiche c'è quella relativa alla regolamentazione delle concessioni balneari.

di Paola de Majo

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Dopo un iter lento e difficile, è stato approvato in prima lettura al Senato il disegno di legge sulla Concorrenza con 180 voti favorevoli, 26 contrari e un astenuto.

L’esame della legge annuale per il mercato e la concorrenza era in stallo da mesi al Senato – in Commissione Industria, commercio, turismo – a causa delle difficoltà dei partiti di raggiungere un accordo.

Si tratta di un provvedimento vasto e articolato, nel cui ambito la riforma delle concessioni balneari è apparsa tra i punti più problematici. Il presidente Draghi, per scuotere i partiti, aveva precisato che sarebbe stata posta la  fiducia sul testo in mancanza di soluzioni condivise. E a pochi giorni da quell’avvertimento, è stato superato l’impasse con un compromesso al tavolo della maggioranza sulle concessioni dei lidi, che ha poi portato all’approvazione del ddl nella giornata di ieri.

Qual è il nodo sulle concessioni

Sui lidi balneari esiste l’annoso problema legato alle proroghe delle concessioni in assenza di bandi pubblici. A ciò si aggiunge che gli attuali concessionari corrispondono allo Stato dei canoni annuali non proporzionati alla redditività del bene demaniale che detengono.

In materia è intervenuta già da tempo la direttiva europea 123/2006, cosiddetta direttiva Bolkestein, che, a tutela della concorrenza, prevede l’obbligo di bandire gare per attribuire le concessioni di beni demaniali, tra i quali le spiagge.

L’Italia per lungo tempo ha introdotto una serie di proroghe – l’ultima individuata al 2033 – allontanando nel tempo l’attuazione della direttiva.

La necessità di adeguarsi alla normativa europea è stata ribadita anche dal Consiglio di Stato con la sentenza 18/2021, che sancisce l’illegittimità della proroga al 2033 – stabilita nella legge di Bilancio 2019 – e che lo Stato, entro due anni, deve procedere alle gare per riassegnare le concessioni. I giudici hanno ritenuto che la mancanza di una regolamentazione nazionale delle concessioni demaniali marittime determina una violazione delle regole sulla concorrenza del diritto dell’Ue, perché si continua a portare avanti un sistema che ostacola l’accesso nel settore a nuovi soggetti.

La proroga delle concessioni era dunque un terreno di scontro già da anni, tra chi spingeva per dare attuazione alla direttiva Bolkestein e chi perorava gli interessi dei detentori delle concessioni demaniali.

Sicché nel ddl Concorrenza il governo ha voluto inserire una soluzione per adeguarsi alla Bolkestein affinché tutti i beni demaniali, fino ad oggi mantenuti in base ad un regime di proroghe, vengano riaffidati dallo Stato mediante evidenza pubblica in conformità a principi di imparzialità e trasparenza.

Il tema divisivo ha impedito per lungo tempo in via libera del testo, presentato al Senato il 3 dicembre 2021, fino a quando si è giunti ad un accordo.

Cosa prevede il compromesso

Viste le difficoltà tra gli schieramenti di fare la quadra sui criteri di indennizzo da riconoscere ai concessionari uscenti, la definizione di questa delicata questione è stata rimandata a futuri decreti delegati.

Nel ddl non è cambiata la scadenza delle concessioni al 31 dicembre 2023 e la conseguente messa a gara, salvo la previsione di una proroga eccezionale al 2024 – che dovrà essere adeguatamente motivata – nell’ipotesi in cui vi siano specifiche ragioni tecniche che non consentono l’avvio delle gare.

Inoltre, è stata eliminata la disposizione che ammetteva la possibilità di acquisire concessioni balneari da parte delle società pubbliche titolari di concessioni di altra natura.

Adesso il testo passa alla Camera dei deputati, prevedendo l’approvazione definitiva entro il mese di luglio. Anche in questa sede è stata annunciata una nuova battaglia, soprattutto da parte di Fratelli d’Italia che ha aspramente criticato la riforma delle concessioni balneari votando contro il ddl al Senato.