Ees: La nuova frontiera dei tatuaggi elettronici

di Enrico Ferdinandi

Il progresso tecnologico e scientifico ci porta a constatare quanto alcune invenzioni che un tempo si pensavano legate solo a film fantascientifici, possano invece divenire realtà, ed essere oltretutto molto utili. L’invenzione della quale vi parleremo quest’oggi è stata definita dai media il “tatuaggio elettronico”, ovvero un dispositivo delle dimensioni di un capello, per la precisione 50 micron, creato da un gruppo di ricerca internazionale coordinato dall’americano John Rogers, dell’universita’ dell’Illinois a Urbana.

Si tratta di un Sistema elettronico epidermico (Ees) in grado di aderire alla pelle (proprio come i tatuaggi temporanei, ad esempio quelli per i bambini) ridonando, grazie ai suoi sensori sensazioni tattili a chi le a perdute, ad esempio con ustioni o ferite profonde, e monitorare alcuni parametri corporei come quelli relativi al funzionamento del cuore.

 Inoltre il Sistema elettronico epidermico sarebbe in grado di guarire ferite ed ustioni, difatti il dispositivo ha la stessa elasticità della nostra pelle, si adatta perfettamente al nostro corpo ed è in grado di auto-ricaricarsi grazie ad un sistema che comprende uno strato di poliestere elastico nel quale sono stati integrati sensori in miniatura, led, piccoli trasmettitori e ricevitori, una mini antenna wireless e minuscole celle solari che riforniscono il sistema di energia, non ricorda  forse un film di fantascienza?
Finora il dispositivo è stato testato su un gruppo di volontari dove si è constatato che non vi è stato alcun caso di rigetto e che il tatuaggio artificiale potrà in futuro esser molto utile anche per essere usato sulle protesi dei pazienti che hanno perso gli arti.

13 agosto 2011

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