Dopo la rielezione, strada in salita per Macron alle legislative
Attualità
26 Aprile 2022

Dopo la rielezione, strada in salita per Macron alle legislative

Emmanuel Macron è stato rieletto presidente della Repubblica, ma non è finita la competizione elettorale in Francia. A giugno i partiti attendono le elezioni per il rinnovo del Parlamento e questa volta non sarà facile per il presidente avere la maggioranza, insieme ai suoi alleati.

di Paola de Majo

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I francesi scelgono la continuità e assegnano un secondo mandato a Emmanuel Macron, che vince le elezioni presidenziali con il 58,5% contro il 41,5% ottenuto dalla sua rivale Marine Le Pen.

Con la rielezione il presidente dovrà procedere alla nomina del primo ministro al posto di Jean Castex, che tecnicamente potrebbe proseguire l’incarico sino alle presidenziali, ma ha già fatto sapere che presenterà le dimissioni del suo governo, “come da tradizione repubblicana”.

Sembra che Macron sia intenzionato a puntare su una donna premier e, a quanto riferisce il suo più stretto collaboratore Clement Beaune – sottosegretario responsabile dei rapporti con l’Ue – la scelta potrebbe ricadere sulla ministra del lavoro, Elisabeth Borne. 

Le insidie del secondo mandato

Quella di Macron è una vittoria che porta con sé non poche insidie.

I prossimi cinque anni di mandato sono considerati particolarmente difficili per il leader di La République En Marche, in considerazione delle spaccature emerse nel Paese da queste elezioni che nei numeri vedono prevalere le aree politiche estreme e un astensionismo record, che al ballottaggio si è attestato al 28%, il dato più alto dal 1969.

Di questo scenario è ben consapevole lo stesso Macron che nel celebrare il successo elettorale sugli Champs-de-Mars, ai piedi della Tour Eiffel, ha promesso un cambio di rotta esprimendo la necessità di dare risposte al malessere lamentato dai francesi, rivolgendosi a chi non lo ha votato e a chi ha preferito non andare alle urne. E definendosi “debitore” verso chi lo ha sostenuto al ballottaggio solo per impedire un trionfo della destra lepenista. Si è poi pronunciato sui temi che saranno al centro delle sue politiche in questo secondo mandato: giovani, lavoro ed ecologia.

Marine Le Pen pur avendo subito un’altra sconfitta si è detta comunque soddisfatta del risultato. Del resto, in questi anni è riuscita a far accrescere il proprio consenso portando l’estrema destra mai così prossima ad un trionfo. La leader di Rassemblement National guarda adesso alla prossima sfida che viene dalle elezioni politico-legislative che si terranno il 12 e il 19 giugno.

Rinnovo del Parlamento francese

Il sistema francese prevede, infatti, che con la chiusura delle presidenziali si proceda al rinnovo del Parlamento che conta 577 deputati. Ciò sul presupposto che il nuovo Capo dello Stato possa fare affidamento su una solida maggioranza.

Ma questa volta non è detto che il presidente riesca ad ottenere il maggior numero di eletti in Assemblea Nazionale. Un sondaggio di OpinionWay per CNews, rivela che un elettore su tre non vuole una vittoria di Macron alle elezioni legislative, preferendo una “coabitazione”, ossia un premier proveniente da un partito diverso da quello del Capo di Stato: l’83% degli elettori di Macron spera sia Mélenchon, mentre il 9% preferirebbe Valérie Pécresse del partito repubblicano.

Il presidente dovrà quindi lavorare per fare accordi volti ad escludere che il risultato delle consultazioni legislative porti instabilità, sottraendogli il controllo del Parlamento. Le possibili alleanze da stringere per garantirsi un numero sufficiente di seggi comprendono il partito Socialista e i Repubblicani, quegli schieramenti tradizionali usciti sconfitti dalle presidenziali.

Si prevede quindi un’agguerrita campagna elettorale in vista delle legislative di giugno, con Le Pen a destra e Mélenchon a sinistra intenzionati ad ottenere il massimo risultato per avere voce in capitolo sul nuovo governo.

Rielezione auspicata dal fronte europeista

Nonostante tutte le incognite sul fronte interno, non c’è dubbio che la rielezione di Macron è stata accolta come un trionfo dal blocco europeista, che vedeva come un pericolo l’eventuale cambio di guida della Francia con il sopravvento della Le Pen. Questa competizione elettorale è stata di grande interesse al di fuori dei confini francesi anche perché considerata uno scontro tra una visione che mette al centro l’importanza di un’azione rafforzata dell’Unione europea e quella contrapposta in cui prevalgono posizioni euroscettiche e sovranismo. Va da sé che la scelta dei francesi è stata considerata di grande importanza anche come “conferma” del progetto europeo.