Ballottaggio Macron-Le Pen: attesa per il confronto finale prima del voto
Attualità
20 Aprile 2022

Ballottaggio Macron-Le Pen: attesa per il confronto finale prima del voto

La Francia si prepara per il voto al secondo turno delle elezioni presidenziali, dopo una prima consultazione elettorale che ha visto prevalere Macron e Le Pen. Due leader di aree politiche distanti che stasera di sfideranno con i loro programmi in un atteso dibattito televisivo.

di Paola de Majo

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Continua la campagna elettorale di Emmanuel Macron e Marine Le Pen a pochi giorni dal ballottaggio del 24 aprile, che deciderà chi sarà il nuovo Capo di Stato francese.

Negli ultimi sondaggi il presidente uscente de La République En Marche viene dato in vantaggio di dieci punti con il 55% contro il 45% della leader di Rassemblement National.

Intanto in Francia c’è grande attesa per il faccia a faccia televisivo di questa sera tra i due candidati, in cui si confronteranno su questioni economiche, sociali e di politica estera.  Una sfida moderata da due giornalisti, che nella settimana della consultazione al secondo turno avrà la sua rilevanza per cercare di convincere gli elettori ancora indecisi.

Si ricorda che alle precedenti elezioni del 2017, il dibattito televisivo in vista del voto finale vide prevalere Macron su Le Pen. Esito che venne poi sancito dalla definitiva vittoria elettorale dell’attuale presidente francese.

I cittadini francesi sono chiamati a scegliere tra il candidato centrista e la candidata di destra che competono con programmi altrettanto distanti – soprattutto sull’Unione europea – al netto di qualche punto di contatto su temi di politica interna.

I programmi di politica interna

Nel suo programma elettorale, Macron punta sulla transizione energetica con proposte che insistono sullo sviluppo di energia solare e parchi eolici offshore e la costruzione di nuovi reattori nucleari per accompagnare il passaggio verso l’incremento delle rinnovabili. In materia di pensioni, il presidente vuole portare l’età pensionabile da 62 a 65 anni e aumentare l’assegno minimo mensile. Intende introdurre degli sgravi fiscali che interessano le tasse di successione e le imposte per le coppie che convivono. Sull’immigrazione dichiara di voler garantire un nuovo irrigidimento delle regole evocando maggiori controlli dei confini nazionali e procedure di espulsione più rapide, a seguito dell’esame delle richieste di asilo e permesso di soggiorno. Inoltre, sul piano militare ritiene che bisogna aumentare gli investimenti della difesa per rafforzare l’esercito.

Le Pen sulla politica energetica critica apertamente le energie da fonti rinnovabili e ha dichiarato di voler smantellare i parchi eolici per concentrare gli investimenti nell’energia nucleare e idroelettrica. Vuole mantenere l’età pensionabile a 62 anni e anche lei propone un aumento della pensione minima. Promette di diminuire le tasse agendo su beni essenziali e energia. La leader di destra intende dare una stretta all’immigrazione prevedendo che le istanze di asilo passino solo per le ambasciate e i consolati francesi all’estero. Per di più, afferma la necessità di porre fine allo ius soli e al conseguimento diretto della nazionalità francese attraverso il matrimonio. Altro cavallo di battaglia è la sicurezza interna, nel cui ambito vuole contrastare misure di riduzione di pena e riconoscere la presunzione di legittima difesa per le forze dell’ordine.

Posizione su guerra in Ucraina

Sul conflitto in territorio ucraino, la posizione del presidente candidato è in linea con quella della maggior parte dei leader europei a sostegno dell’Ucraina e a favore dell’inasprimento delle sanzioni alla Russia. Ha comunque promosso attivamente, soprattutto nelle prime settimane, azioni di dialogo con Putin per una soluzione diplomatica della guerra.  

La candidata di destra, invece, notoriamente vicina al presidente russo, pur avendo disapprovato l’invasione militare dell’Ucraina, è contraria alle sanzioni economiche contro la Russia ritenendo che potrebbero avere effetti dannosi per il potere d’acquisto dei francesi. Oltretutto, ha più volte ribadito di volere l’uscita della Francia dal comando integrato della Nato.