Elezioni Francia 2022: chi sarà il nuovo presidente?
Attualità
6 Aprile 2022

Elezioni Francia 2022: chi sarà il nuovo presidente?

Mancano pochi giorni alle elezioni che decideranno il ventiseiesimo presidente della Repubblica francese. Macron è in vetta nei consensi ma non può essere escluso un colpo di scena, vista l'ascesa nei sondaggi di Marin Le Pen. Saranno decisivi i voti degli indecisi e la percentuale di astensione.

di Paola de Majo

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Il 10 aprile i cittadini francesi saranno chiamati alle urne per eleggere il presidente della Repubblica, la più alta carica di Stato.

Per comprendere meglio il sistema politico francese va considerato che in Francia esiste una repubblica semipresidenziale. A differenza dell’Italia quindi il Capo di Stato è una figura di rilievo non solo istituzionale ma anche politico.

Il potere esecutivo è esercitato dal presidente, eletto a suffragio universale diretto, e dal primo ministro di nomina presidenziale e sottoposto al voto di fiducia del Parlamento.

Il mandato del Capo dello Stato dura 5 anni e non possano essere esercitati più di due mandati consecutivi.

L’elezione del presidente si svolge con un sistema a doppio turno. Ciò significa che se alla prima tornata elettorale nessuno dei candidati ottiene la maggioranza assoluta dei voti (50% più uno), è previsto il ballottaggio tra i due pretendenti che al primo turno hanno ottenuto il maggior numero di consensi.

Chi sono i candidati

Il presidente uscente Emmanuel Macron del movimento politico centrista La République En Marche è in corsa per la rielezione, dopo un mandato senz’altro complesso che lo ha visto affrontare dapprima la rivolta dei gilet gialli, in seguito la pandemia fino allo scoppio del conflitto in Ucraina, che lo ha impegnato in un’intensa attività diplomatica.

A distanza di pochi giorni dal voto francese, sembra certo un ballottaggio tra il presidente candidato e la leader di estrema destra Marine Le Pen del Rassemblement National. In questo caso, si replicherebbe la sfida al secondo turno delle ultime elezioni del 2017.

Insieme a loro sono in corsa per l’Eliseo altri dieci candidati.  Jean-Luc Mélenchon, ex senatore e ministro socialista, poi fondatore de La France Insoumise di sinistra radicale; Eric Zemmour, giornalista e saggista, candidato di estrema destra particolarmente discusso per le sue posizioni radicali e fondatore del partito Reconquete;   Valérie Pécresse, ex ministra e consigliera di Chirac e attualmente governatrice della regione Ile-de-France, si presenta per Les Républicains; Yannick Jadot, candidato dei Verdi (Europe Ecologie-Les Verts), ex attivista dell’ONG Greenpeace; Fabien Roussel leader del Partito comunista, consigliere comunale e deputato nel nord della Francia; Anne Hidalgo candidata del Partito socialista e sindaca di Parigi dal 2014; Jean Lassalle tecnico agrario che si presenta per Résistons;  Nicolas Dupont-Aignan, candidato di Debout la France di area politica sovranista ed euroscettica; Philippe Poutou, operaio e sindacalista, candidato del Nuovo Partito Anticapitalista di estrema sinistra; Nathalie Arthaud professoressa di economia, del partito trotzkista Lutte Ouvrière (lotta operaia).

Ultimi sondaggi

Macron resta il favorito, sia al primo che al secondo turno, ma il risultato non è scontato poiché negli ultimi giorni è in crescita il consenso per Marine Le Pen.

Dall’ultimo sondaggio dell’istituto Harris Interactive emerge uno scarto di voti tra i due ben inferiore di quello che esisteva alle elezioni di 5 anni fa.

La leader di Rassemblement National, attestata al 23%, si avvicina al presidente dato al 26,5%. Ancora più ridotta appare la distanza al secondo turno, dove Macron risulta avanti solo con il 51,5 % delle intenzioni di voto. 

Se saranno loro a confrontarsi al ballottaggio, previsto il 24 aprile, per eleggere il nuovo presidente giocheranno un ruolo fondamentale il numero degli indecisi e la percentuale di astensione.

Proprio nel timore che anche i suoi sostenitori possano decidere di non andare a votare affidandosi ai sondaggi che comunque lo danno vincitore, Macron, nel corso di un recente comizio, ha invitato i cittadini ad andare alle urne senza dare per scontata la sua rielezione. Ha per questo ricordato quanto successo negli ultimi anni con la Brexit e altre elezioni, dove ciò che si è realizzato era dato dai sondaggi improbabile, se non impossibile.