Superbonus: tutte le storture di un sistema di incentivi rinnovato dal Parlamento
Attualità
16 Febbraio 2022

Superbonus: tutte le storture di un sistema di incentivi rinnovato dal Parlamento

Nonostante il Superbonus sia in questi giorni al centro di uno scontro politico per le frodi fiscali emerse, sono molteplici le problematiche che ruotano attorno a questo incentivo. Sembra quindi che sarà presto oggetto di modifiche per preservarne il fine virtuoso di riqualificare e mettere in sicurezza gli edifici.

di Paola de Majo

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Non si placa la diatriba sul Superbonus 110% tra chi difende questa misura e chi ritiene si regga su un sistema colmo di falle, che mette in subordine i benefici a cui è diretto, ossia rilanciare il settore edilizio e riqualificare il patrimonio immobiliare.

Il Superbonus 110% è stato introdotto dal secondo governo Conte nel 2020 con il decreto Rilancio (d.l. n. 34/2020). Si tratta di una detrazione pari al 110% delle spese per interventi di efficienza energetica e misure antisismiche sugli edifici, per il quale lo Stato rimborsa – oltre a corrispondere una piccola somma aggiuntiva – i costi dei lavori di ristrutturazione degli edifici residenziali.

Frodi bonus edilizi

Le accese polemiche di questi giorni nascono dai dati emersi sulle frodi attraverso le quali imprese e professionisti hanno acquisito crediti collegati ai bonus edilizi, tra i quali il Superbonus, attraverso l’emissione di fatture false.

Durante un’audizione al Senato dello scorso 10 febbraio, l’Agenzia delle entrate ha presentato i risultati dell’attività di controllo svolta dalla stessa Agenzia fiscale e dalla Guardia di finanza. È emersa l’esistenza di un vero e proprio sistema di truffe che ad oggi ha causato un danno di circa 4,4 miliardi di euro alle casse dello Stato, attraverso crediti d’imposta inesistenti legati agli incentivi del settore edilizio. Di questo importo 2,3 miliardi sono stati sottoposti a sequestri preventivi da parte dell’autorità giudiziaria, mentre le indagini sono ancora in corso su ulteriori condotte fraudolente.

Ma le problematiche segnalate già da tempo sul Superbonus vanno oltre le truffe fiscali, che, tra l’altro, al momento, sembra abbiano interessato soprattutto altre tipologie di bonus edilizi, in particolare, il cosiddetto bonus Facciate.

Costi per lo Stato del Superbonus

Innanzitutto resta l’incentivo che ha i costi più rilevanti per lo Stato, basti pensare che solo al 31 gennaio 2022, erano in corso interventi edilizi incentivati per detrazioni che vanno oltre i 20 miliardi. Ciò a fronte di una spesa complessiva che si attesta sui 30,8 miliardi tra il 2022 e 2036 (dati Ufficio parlamentare di bilancio). Un intervento oneroso che oltretutto ha una scadenza che supera la data indicata dal piano di investimenti del PNRR.

Iniquità

Il Superbonus appare inoltre una misura iniqua, a cui si può accedere nella stessa misura a prescindere dalla propria situazione patrimoniale, con il conseguente rischio che questi soldi pubblici andranno soprattutto a favore dei cittadini più facoltosi che detengono un patrimonio immobiliare.

È per questo che l’esecutivo sotto la guida di Draghi aveva spinto per introdurre delle modifiche a questo strumento con l’ultima manovra di bilancio, prevedendo l’accesso alle famiglie con un Isee entro 25.000 euro, oltre all’esclusione di interventi sulle ville unifamiliari.

Senonché questi correttivi non sono stati accolti e il Superbonus è stato poi confermato dal Parlamento nella sua struttura originaria, al netto di alcune modifiche.

Aumento anomalo di società di costruzioni

Una delle più gravi distorsioni che ha determinato questo incentivo, come denunciato  dall’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), è l’aumento anomalo di nuove imprese di costruzioni mancanti di quella organizzazione e professionalità necessarie per poter operare nell’edilizia.

Nel secondo semestre del 2021, sono nate 11.563 imprese che operano nei settori dell’edilizia privata. Un aumento del 50% superiore a quello del 2020 che già aveva fatto registrare un trend in crescita.

Il presidente dell’Ance, Gabriele Buia, ha anche evidenziato come questa assurda situazione stia avendo delle conseguenze anche in termini di sicurezza del lavoro, vista l’improvvisazione di costruttori privi di competenze e esperienza che vengono meno al rispetto delle normative di settore, a partire da quelle sulla sicurezza. Non a caso, negli ultimi mesi la cronaca attesta un aumento di gravi incidenti proprio nell’edilizia.

Necessità di correttivi

Pur non dimenticando che lo scopo del Superbonus è certamente virtuoso in quanto legato all’ efficientamento energetico, non sembrano di poco conto le problematiche segnalate sulla sua applicazione. È per questo che l’esecutivo, in questi giorni, sta lavorando per introdurre dei correttivi che possano permettere la continuazione dei lavori di riqualificazione degli edifici a condizioni più sicure sotto ogni profilo.

C’è comunque da chiedersi se non sarebbe stato più opportuno prevedere un piano di riqualificazione del patrimonio immobiliare con interventi di altra natura, invece di continuare ad investire tanti miliardi in incentivi.

Oltretutto, perseguire la politica dei bonus concentrando notevoli risorse solo in alcuni settori, porta a trascurare quelle che sono invece le politiche strutturali che il Paese attende da decenni.