Il voto più importante in tempi di pandemia
Attualità
24 Gennaio 2022

Il voto più importante in tempi di pandemia

Nel giorno della prima seduta per eleggere il Capo dello Stato, regna ancora grande incertezza tra i partiti sui nomi su cui puntare. Mentre procedono le trattative per un’intesa, i Grandi elettori si preparano a votare con procedure anche eccezionali. Alcuni ostacoli all’esercizio del voto dovuti all’emergenza sanitaria, hanno infatti richiesto specifici provvedimenti. Ma non tutte le problematiche emerse sono state risolte.

di Paola de Majo

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L’Italia si prepara a seguire gli scrutini che porteranno all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Si terrà oggi alle ore 15.00 la riunione del Parlamento in seduta comune con la partecipazione dei delegati regionali, per procedere alla prima votazione.

Ancora in corso le trattative dei partiti

Nonostante i molti nomi circolati in questi mesi sul possibile successore di Sergio Mattarella, alla vigilia dello scrutinio continuano le interlocuzioni tra gli schieramenti politici, nessuno dei quali ha reso noto un proprio e definitivo candidato di bandiera.

Resta in corsa l’attuale presidente del Consiglio, Mario Draghi, la cui eventuale elezione aprirebbe una crisi di governo, con tutte le incertezze del caso. Si è invece ritirato dalla partita Silvio Berlusconi, dopo il discusso tentativo di reclutare voti a sostegno della propria candidatura contattando direttamente alcuni elettori presidenziali.

Sulla possibilità di eleggere per la prima volta una donna come PdR, alla rosa di nomi al femminile si è aggiunto quello di Elisabetta Belloni, attualmente capo del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza.

Ostacoli all’esercizio del voto dei Grandi elettori

Ma in queste settimane il dibattitto non si è concentrato solo sui candidati, bensì, sulle problematiche eccezionali determinate dalla pandemia che ostacolano l’esercizio del voto dei Grandi elettori positivi al Covid o obbligati alla quarantena, oltre a quelli sprovvisti di super green pass.

Molti costituzionalisti hanno invocato la necessità che Camera e Senato mettessero anche questi elettori in condizione di poter votare per il Presidente della Repubblica e dunque esercitare la propria funzione costituzionale, rimuovendo – ai soli fini del voto – quegli impedimenti dovuti ai provvedimenti legislativi che limitano gli spostamenti e che non consentono di raggiungere Montecitorio per partecipare all’elezione.

Iniziative per gli elettori positivi al Covid o in quarantena

Iniziative risolutive, in parte, sono arrivate solo il 21 gennaio con un decreto legge con cui il governo, su richiesta del Parlamento, ha adottato delle misure specifiche per garantire l’esercizio del diritto di voto a coloro che sono sottoposti all’isolamento, in quanto positivi, o in quarantena precauzionale, per aver avuto contatti stretti con infetti.

In questi casi, parlamentari e delegati regionali potranno eccezionalmente lasciare il proprio domicilio per raggiungere un’apposita postazione allestita presso un’area esterna di pertinenza della Camera dei deputati e dovranno attenersi agli stringenti limiti fissati dal decreto: divieto di utilizzo dei mezzi pubblici; divieto di sosta in luoghi pubblici; divieto di entrare in contatto con soggetti diversi da coloro che sono preposti alle operazioni di voto; divieto di pernottamento e consumazione dei pasti nei luoghi diversi da quelli indicati come sede di isolamento o quarantena; obbligo di utilizzo costante di mascherine di tipo Ffp2.

Corte Costituzionale ed elettori senza super green pass

Nessuna soluzione è stata invece individuata per i Grandi elettori privi di super green pass, attribuito a chi ha completato il ciclo vaccinale o è completamente guarito dal Covid. Sebbene infatti per votare sia sufficiente il green pass, la mancanza della certificazione verde rafforzata impedisce l’accesso ai mezzi di trasporto pubblico, rendendo difficoltoso il raggiungimento della sede di elezione soprattutto a chi si trova nelle isole.

Alcuni Grandi elettori residenti in Sardegna e in Sicilia hanno così proposto ricorso alla Corte costituzionale per conflitto di attribuzioni tra poteri nei confronti del Governo, in riferimento alla norma che, per l’appunto, non consente  di servirsi dei trasporti senza super green pass (art. 1 comma 2, decreto legge n. 229 del 2021).

I ricorrenti hanno sostenuto che questa previsione impedisce loro di partecipare all’elezione del Presidente della Repubblica, non potendo raggiungere la sede del Parlamento con aerei o traghetti pubblici dalle isole. Per questo motivo hanno chiesto d’urgenza la sospensione cautelare della disposizione normativa in questione.

La Corte costituzionale ha dichiarato il conflitto inammissibile, escludendo la violazione delle prerogative costituzionali dei parlamentari. Ha evidenziato che la disposizione di cui si è reclamato il conflitto non si riferisce alle attribuzioni specifiche di deputati o senatori ma disciplina le condizioni di accesso al trasporto pubblico che si applicano a tutti i cittadini.

Inoltre, la Corte ha precisato che sono gli organi di Camera e Senato che devono garantire l’esercizio del voto anche ai Grandi elettori senza certificazione verde. Ma a poche ore dalla prima seduta, dalle Camere nessuna iniziativa è stata disposta in questo senso.

In definitiva, se è stata adottata una soluzione per l’elettore presidenziale positivo, non può dirsi lo stesso per chi non è in possesso del super green pass.

Un unico provvedimento che avrebbe reso possibile l’esercizio del voto a tutti gli elettori sottoposti a restrizioni dovute alla pandemia, poteva essere quello di disporre una votazione a distanza, sistema già attivo nel Parlamento europeo. Ma considerazioni legate alla mancanza di precedenti, insieme alle difficoltà tecniche di garantire privacy e tracciabilità, hanno escluso che si procedesse per questa via.  

Ora non resta che attendere l’inizio della seduta di oggi per scoprire l’esito del primo scrutinio, mettendo in conto, per le ore e i giorni che verranno, tutti i possibili colpi di scena che potrebbero venire dalle manovre della politica per l’elezione più importante del Paese.