Reddito di cittadinanza: uno strumento complesso che va riformato
Attualità
23 Novembre 2021

Reddito di cittadinanza: uno strumento complesso che va riformato

Il reddito di cittadinanza ha fatto emergere troppe falle in fase di attuazione, a causa di un meccanismo complesso e contraddittorio. Da una valutazione delle criticità, è nato un programma di interventi per modificarlo nella legge di bilancio. Funzionerà? L'obiettivo prioritario è renderlo uno strumento realmente adeguato per contrastare la povertà e favorire l'inclusione sociale.

di Paola de Majo

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Dalla sua istituzione, il reddito di cittadinanza (rdc) è stato al centro di forti polemiche che non accennano a diminuire.

Per i più aspri oppositori resta il sussidio che favorisce chi vuole restare “in poltrona” a spese dello Stato, invece, per chi l’ha fortemente voluto, è una misura indispensabile per sostenere le fasce più deboli della società.

Qual è la verità sul rdc?

Anche i più critici, verosimilmente, non si oppongono a questo sussidio come iniziativa di contrasto alla povertà (quella vera).

Del resto, prima del rdc esisteva a questo scopo il reddito di inclusione (rei), poi eliminato per essere sostituito dalla misura di bandiera del M5S, che, in quanto tale, ha portato a ideologizzare e politicizzare l’argomento impedendone un’analisi equilibrata.  

Per andare al concreto, ciò che lascia non poco perplessi del rdc è che a fronte di un ingente investimento di risorse pubbliche, il meccanismo che lo governa ha dimostrato, in più di due anni di applicazione, di avere importanti pecche, alcune delle quali già preannunciate al tempo della sua introduzione: non raggiunge efficacemente le persone realmente bisognose, si presta a truffe e irregolarità e ha fallito nella parte in cui prevede l’avvio di politiche attive del lavoro per ricollocare i beneficiari.

Informativa del ministro del lavoro sul rdc

Dopo gli ennesimi casi balzati alle cronache di gruppi di persone che hanno ottenuto il rdc illecitamente attraverso frodi e raggiri in danno alle casse dello Stato, è stata richiesta un’informativa urgente del Governo sui criteri e sulle modalità di erogazione del rdc e sugli esiti applicativi.

A rendere l’informativa, lo scorso 18 novembre, è intervenuto alla Camera il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, che ha riferito ogni informazione sul funzionamento dell’istituto del reddito, soprattutto in relazione alla verifica dei requisiti e controlli.

Orlando ha voluto mettere in primo piano i meriti di misure come il reddito di inclusione e, successivamente, il rdc che hanno consentito all’Italia di allinearsi agli altri Paesi europei nel dotarsi di uno strumento di lotta alla deprivazione materiale, per sostenere persone in condizioni di bisogno, precarietà e fragilità.

Inoltre, ha sottolineato come il rdc si sia rivelato essenziale per attutire l’ulteriore disagio economico dovuto all’emergenza sanitaria, per quelle persone che si trovano più a rischio emarginazione.

Tuttavia, accanto a questi effetti positivi il ministro ha precisato che sono emerse importanti criticità, anche dovute alla complessità di questo istituto che richiede per il suo funzionamento un livello di organizzazione, qualità e efficienza dei servizi coinvolti, che ancora oggi non è sufficiente. Di conseguenza, è venuto meno un adeguato monitoraggio nel riconoscere il diritto al sussidio e ciò ha favorito molteplici distorsioni.

Comitato scientifico per la valutazione del rdc

Orlando ha riferito che il rdc è stato anche oggetto di valutazione da parte di un comitato scientifico, per individuare i correttivi necessari a migliorarlo.

Dal dossier sono emerse problematiche soprattutto rispetto al criterio di accesso al sussidio e alla valutazione dell’importo, all’efficacia dei patti per il lavoro e di patti per l’inclusione sociale.

Secondo l’analisi del comitato, si sono determinati squilibri e disomogeneità nella copertura della popolazione che si trova in povertà. Quindi il reddito dovrebbe essere rivisto anche per quanto riguarda la sua missione principale, per garantire maggiore equità tra gli aventi diritto, considerando che in alcuni casi è stato dato troppo, in altri casi troppo poco o addirittura nulla perché non è stato riconosciuto il diritto al sussidio.

Il comitato ha poi evidenziato la necessità di intervenire sulle procedure che riguardano l’inserimento lavorativo e un’effettiva inclusione sociale dei percettori di reddito.

Insomma, un duro giudizio sull’applicazione di questa misura che richiede dei provvedimenti tempestivi per rimediare.

La legge di bilancio modificherà il rdc

Il ministro del Lavoro ha chiuso l’informativa rendendo note alcune linee di intervento che l’esecutivo intende portare avanti, nella legge di bilancio, per modificare la disciplina del reddito. L’obiettivo è riparare alle criticità che le evidenze e i dati riferiscono, garantire maggiori controlli, favorire l’occupazione dei percettori e in generale semplificare il funzionamento di questo strumento.

Il rdc verrà dunque riformato nella legge di bilancio ed è immaginabile che durante l’iter di esame in Parlamento tutti i gruppi politici proporranno delle modifiche di questo istituto, in base alla loro visione sulla sua efficacia e adeguatezza.

Ben vengano quindi iniziative che siano realmente migliorative del reddito. Ma resta doveroso monitorare su questa misura considerando che ad oggi per il rdc sono stati spesi 20 miliardi di euro, che diventeranno 30 miliardi con la fine del 2021, oltre a considerare il rifinanziamento disposto dal 2022. E non si può di certo consentire che si verifichino ancora illeciti o inefficienze del sistema che portino ad uno spreco di queste risorse, che devono essere destinate ad allontanare dalla condizione di povertà donne, uomini, ragazzi e bambini e consentire la loro inclusione sociale.