Numero asili in Italia ancora troppo basso, il PNRR riuscirà a rimediare?
Attualità
15 Novembre 2021

Numero asili in Italia ancora troppo basso, il PNRR riuscirà a rimediare?

In Italia c’è un gran bisogno di aumentare gli asili nido per far fronte al numero delle richieste che è di gran lunga superiore ai posti disponibili. E così che ogni anno molte famiglie restano senza questo servizio essenziale. Il piano asili nido del PNRR è un importante occasione per migliorare questa situazione a condizione che, oltre ad incrementare la copertura a livello nazionale, vengano eliminate le gravi disuguaglianze che esistono tra le regioni.

di Paola de Majo

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Favorire un maggiore accesso delle donne al mercato del lavoro e conciliare la vita familiare e lavorativa significa, innanzitutto, riconoscere a mamme e padri la possibilità di poter contare su maggiori servizi per l’infanzia.

Se in Italia si fanno pochi figli e solo un numero ridotto di donne ha un’occupazione, una delle cause principali va infatti individuata nell’insufficienza di misure di welfare che trova la sua maggiore espressione nella carenza di asili nido.

Questo dato emerge con evidenza dal report Istat Nidi e Servizi integrativi per la prima Infanzia, pubblicato il 4 novembre, in riferimento all’anno educativo 2019/2020.

Cosa dicono i dati Istat?

Il report riferisce che alla fine del 2019, rispetto all’anno educativo 2018/2019, c’è stato un aumento della percentuale di copertura dei posti dei bambini, che dal 25,5% è passato al 26,9%, in rapporto al numero dei residenti da 0 a 2 anni. Ma l’offerta resta ancora ben al di sotto del target disposto dall’UE pari al 33%, che si doveva raggiungere entro il 2010, come previsto nel 2002 in sede di Consiglio europeo.

Si tratta quindi di un miglioramento insufficiente, che, tra l’altro, è solo in parte da attribuire ad un reale aumento dell’offerta complessiva. In realtà, nel trend positivo incide anche la riduzione dei bambini sotto i tre anni a causa del calo delle nascite.

L’Italia si trova dunque in una posizione di grave ritardo nel raggiungere standard accettabili per garantire un servizio fondamentale alle famiglie. Basti pensare che Francia e Spagna hanno raggiunto già nel 2019 una copertura del 50 % degli asili nido.

Divario tra le regioni italiane

Se si tralascia il dato nazionale e si guarda ai singoli territori, si scopre che la situazione non è omogenea tra le regioni. Alcune comunità sono più svantaggiate di altre poiché soffrono maggiormente l’assenza di un adeguato numero di asili.

Sia il Nord-est che il Centro Italia vantano una copertura di posti sopra il target europeo rispettivamente con il 34,5% e 35,3%. Il Nord-ovest si avvicina all’obiettivo con il 31,4%, mentre ne restano lontani il Sud con il 14,5 % e le Isole con il 15,7%.

È la Valle d’Aosta che con il 43,9% si intesta il livello di copertura più alto, dalla parte opposta si trovano Campania e Calabria che sono ancora sotto l’11%.

Insomma, uno scenario non degno di un Paese civile considerando che le note diseguaglianze che esistono tra i cittadini italiani, a seconda di dove risiedono, interessano anche i servizi per l’infanzia, tanto decisivi per il contrasto alla povertà educativa.

Cosa ha detto la ministra delle Pari Opportunità e la Famiglia

Sulla necessità di aumentare i posti degli asili nido e colmare il divario territoriale è intervenuta recentemente con delle dichiarazioni la ministra delle Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, durante l’Assemblea annuale dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) dal titolo Rinasce l’Italia. I comuni al centro della nuova stagione. Durante l’evento la ministra ha sottolineato come i posti negli asili nido raddoppieranno per effetto del PNRR precisando che le risorse stanziate saranno finalizzate a costruire più di 300mila posti, che significa arrivare al 50% della copertura con una uniformità territoriale che oggi non esiste.

Ma è proprio così? L’analisi dell’OCPI sul piano asili nido del PNRR

Il possibile raggiungimento di questi obiettivi può essere verificato attraverso un’analisi svolta dall’Osservatorio dei Conti Pubblici Italiani (OCPI), diretto da Carlo Cottarelli. L’Osservatorio ha fornito alcuni importanti chiarimenti sul piano asili nido previsto con il PNRR che, con 4,6 miliardi di euro, risulta il settimo investimento in termini di importo stanziato.

Carlo Cottarelli

Innanzitutto, quanto riferito dalla ministra, secondo l’OCPI, ha fondamento se riguarda i posti negli asili nido pubblici. Invece l’incremento degli asili nido totali si prevede sia più lento, passando, secondo un’ipotesi ottimistica, dall’attuale copertura del 26,9 % a quasi il 40 % entro la fine del 2025.

Altro dato da non trascurare, a parere dell’Osservatorio, riguarda l’obiettivo che si propone il piano che è stato individuato nella creazione di 264.480 nuovi posti per i servizi educativi, entro il quarto trimestre del 2025, senza però aver individuato una distinzione tra asili nido (da 0 a 3 anni) e servizi per l’infanzia (da 3 a 6 anni).

Quindi non esiste un risultato specifico da raggiungere sull’aumento dei posti degli asili nido, che è la vera emergenza per l’Italia. Per quel che riguarda i servizi per l’infanzia, invece, non vi sono esigenze particolari di incremento, considerando che il tasso di partecipazione scolastica (91 %) addirittura supera la media europea (87 %).

A ciò si aggiunge che nel PNRR non è presente alcun criterio che garantisca la diminuzione del divario tra le regioni italiane.

Quindi se è vero che le risorse previste nell’accordo con l’UE rendono possibile sia un aumento della copertura nazionale dei posti di asilo nido che la diminuzione delle differenze territoriali, resta una questione non ancora affrontata quella di garantire procedure/criteri certi per il raggiungimento di queste finalità.

Soprattutto per ridurre il gap tra territori, andrebbe assicurata agli enti locali la stessa possibilità di accesso alle risorse del Piano, per escludere che i fondi stanziati vengano assegnati in modo diseguale con il rischio concreto che arrivino risorse insufficienti (o non arrivino proprio) nelle aree con un’offerta di asili nido sotto target.

In conclusione il PNRR è sicuramente una fondamentale occasione per occuparsi della carenza di asili nidi e sono consistenti le risorse finanziarie previste per raggiungere obiettivi dignitosi. Ma vanno ancora sciolti alcuni nodi per un intervento omogeneo sul territorio italiano e una risoluzione strutturale di questo annoso problema.