Legge di bilancio 2022: partendo da Quota 102, ecco tutte le novità sulle pensioni
Attualità
2 Novembre 2021

Legge di bilancio 2022: partendo da Quota 102, ecco tutte le novità sulle pensioni

Le pensioni sono uno dei capitoli più complessi e discussi della manovra finanziaria. Anche quest’anno è assente una riforma organica e si continua a procedere con misure di uscita anticipata - rispetto al regime ordinario previsto dalla legge Fornero - rivolte a chi possiede determinati requisiti anagrafici e contributivi. Seguono poi specifiche iniziative su determinate categorie, come quella dei giornalisti.

di Paola de Majo

Condividi:

La legge di Bilancio 2022, approvata lo scorso 28 ottobre dal Consiglio dei Ministri, approderà in Parlamento questa settimana a partire dal Senato, dando inizio all’iter di esame.

In questa fase, tra le misure che accenderanno particolarmente la discussione tra i parlamentari ci sono quelle in materia di pensioni. Nelle prossime settimane si vedrà se ci saranno margini per ottenere delle modifiche agli interventi già decisi dal governo, dopo un intenso confronto con i partiti di maggioranza e le parti sociali in cui non sono mancati momenti di conflitto.

Ma quali sono i principali provvedimenti sulle pensioni?

La finanziaria prevede innanzitutto delle misure per assicurare una maggiore flessibilità per uscire dal mondo del lavoro ed accedere all’assegno previdenziale, con gli istituti di pensionamento anticipato Quota 102, Ape sociale e Opzione donna.

Spicca poi nel testo un’importante novità che riguarda il sistema pensionistico dei giornalisti, che passeranno dall’istituto nazionale di previdenza dei giornalisti Italiani (Inpgi) all’Inps.

Come funziona Quota 102

Quota 102 nasce per ristabilire un progressivo ritorno all’applicazione generale della legge Fornero, che prevede l’età ordinaria di pensionamento a 67 anni.

Prima di Quota 102, si ricorda che il decreto legge n. 4/2019 aveva introdotto Quota 100, per un periodo sperimentale di tre anni, che consentiva di andare in pensione a 62 anni e con 38 anni di anzianità contributiva.

Per supplire alla mancata proroga di questo regime che scade alla fine del 2021, l’esecutivo ha introdotto, solo per un anno, Quota 102 che richiede 64 anni di età e 38 anni di versamenti contributivi.

Rispetto a Quota 100 il meccanismo è il medesimo, tuttavia il requisito anagrafico viene innalzato di due anni, per rivolgersi alla platea dei nati nel 1958 o negli anni precedenti. Il diritto alla pensione potrà essere esercitato anche dopo il 2022, purché venga conseguito entro l’anno.

Il numero di potenziali lavoratori che potrebbero andare in pensione con Quota 102 è stato stimato in circa 50mila persone. Da qui le critiche dei sindacati a questa misura introdotta dall’esecutivo, proprio in considerazione dell’esigua platea che va a interessare.

Ape sociale

La manovra 2022 prevede anche la proroga dell’Ape sociale che è un’indennità riconosciuta dall’Inps, su domanda, ed erogata fino alla maturazione dell’età prevista per la pensione di vecchiaia, a lavoratori in particolare difficoltà (disoccupati, coloro che prestano assistenza a parenti disabili, invalidi, addetti a mansioni gravose). Per accedervi sono richiesti almeno 63 anni di età e 30 anni di contributi o 36 anni di contributi se si tratta di lavoratori che svolgono occupazioni usuranti.

In sostanza, l’Ape sociale non è strettamente un trattamento previdenziale ma una misura di sostegno che accompagna al pensionamento.

L’attuale legge di bilancio accorda la proroga al 2022 e amplia la platea di riferimento dei possibili beneficiari che svolgono lavori considerati gravosi. A questa categoria infatti, alle attività già esistenti, ne sono state inserite delle nuove, come ad esempio le maestre di scuola primaria e materna, i magazzinieri, le estetiste e i lavoratori delle pulizie.

Opzione donna

Oltre all’Ape sociale viene prorogata anche Opzione donna, che è un trattamento di pensione anticipata. Viene riconosciuto alle donne, purché scelgano di accedere ad un assegno ridotto calcolato interamente con il sistema contributivo. Per quanto riguarda i requisiti richiesti per usufruirne, nella manovra 2022, rispetto al passato, viene innalzata l’età anagrafica. Oltre 35 anni di anzianità contributiva, vengono richiesti 60 anni di età (non più 58 anni) per le lavoratrici dipendenti e 61 anni per le lavoratrici autonome (non più 59 anni).

La modifica del requisito anagrafico ha già scatenato non poche critiche da parte di tante donne, che contavano di poter andare in pensione avvalendosi dei vecchi requisiti. Questo aspetto quindi sarà di certo oggetto di dibattito in sede parlamentare, nel tentativo di far ripristinare le precedenti condizioni per placare questo malcontento.   

Pensioni giornalisti

Per dare una risposta alla crisi finanziaria dell’Inpgi, l’ente previdenziale dei giornalisti, ed evitarne il commissariamento, la manovra prevede un profondo cambiamento rispetto alla gestione delle posizioni previdenziali di questa categoria. A partire dall’1 luglio 2022, i giornalisti professionisti, pubblicisti e i praticanti titolari di un rapporto di lavoro subordinato di natura giornalistica confluiranno da Inpgi in Inps. Con il trasferimento, il loro regime previdenziale sarà uniformato a quello degli iscritti al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti di Inps, fatto salvo quanto maturato entro il 30 giugno 2022.

L’Inpgi manterrà invece la propria funzione di ente di previdenza e assistenza per i giornalisti professionisti e pubblicisti che svolgono attività autonoma di libera professione, anche sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa.

Ulteriori misure sulle pensioni

Oltre a queste misure, la legge di bilancio 2022 introduce una serie di specifiche disposizioni di natura previdenziale che interessano il personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Viene poi istituito un Fondo per incentivare l’uscita anticipata dal lavoro, su base convenzionale, dei lavoratori dipendenti di piccole e medie imprese in crisi, con un’età anagrafica minima di 62 anni.

E infine viene prorogato, per gli anni 2022 e 2023, il contratto di espansione che, allo scopo di favorire il ricambio generazionale, consente di accordare piani di esodo per i lavoratori che si trovano a non più di 5 anni dalla maturazione del diritto alla pensione.