Verso la manovra di bilancio 2022: conferme e misure ancora da definire
Attualità
25 Ottobre 2021

Verso la manovra di bilancio 2022: conferme e misure ancora da definire

Tra misure già accordate e altre ancora da definire, il governo sta lavorando alla Manovra finanziaria. Trattandosi del provvedimento di politica economica e sociale più importante dell’anno, non mancheranno discussioni e momenti di tensione per mettere d’accordo gruppi politici e parti sociali su come impegnare le risorse a disposizione.

di Paola de Majo

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Si è in attesa del testo della legge di bilancio del Governo di Mario Draghi per il triennio 2022-2024, che con un tesoretto di circa 23 miliardi di euro (1,2 punti di Pil) definirà gli interventi con i quali intende rilanciare l’economia e sostenere i cittadini, dopo quasi due anni di emergenza sanitaria.

Molteplici sono gli ambiti di intervento: fisco; investimenti pubblici, privati e imprese; sanità; lavoro e politiche sociali; scuola, ricerca e università; regioni e enti locali.

Documento Programmatico di Bilancio

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 20 ottobre il Documento Programmatico di Bilancio (DPB) che definisce lo schema generale della manovra con le valutazioni macroeconomiche, le riforme strutturali e gli obiettivi.

Il DPB è stato quindi inviato alla Commissione europea che deve valutare se la manovra sia conforme alle politiche europee di bilancio. Se necessario, potrebbe richiedere che vengano apportati dei correttivi entro il 30 novembre.

Per la definizione dettagliata delle misure si dovrà poi attendere il disegno di legge di bilancio, il cui testo sarà discusso in Consiglio dei Ministri giovedì prossimo, per essere poi trasmesso in Parlamento. Da quel momento avrà inizio l’iter di esame delle due Camere, per approvare il bilancio dello Stato entro il 31 dicembre.

Tante le questioni ancora da risolvere su questa manovra. Ma alcune trattative per il governo si prevedono più difficili, per il peso politico che hanno specifici temi.

8 miliardi di euro per riduzione tasse

In primo piano ci sono le misure in materia fiscale, per le quali saranno impegnati 8 miliardi di euro con l’obiettivo di ridurre le tasse.

Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, si era espresso per destinare queste risorse soprattutto per la riduzione del cuneo fiscale. Una delle strade percorribili è la revisione dell’Irpef per i redditi tra i 28mila ed i 55mila euro, su cui pesa una aliquota del 38%.

Tuttavia, va trovata un’intesa con i partiti di maggioranza che avanzano proposte che vanno anche in altro senso, ad esempio, per l’eliminazione dell’Irap e la riattivazione del cashback.

Il governo ha comunque già anticipato alcuni specifici interventi che saranno nel testo della manovra di bilancio, come il rinvio al 2023 della plastic tax e della sugar tax, la riduzione al 10 % dell’Iva su prodotti assorbenti femminili e lo stanziamento di risorse per contenere gli oneri energetici nel 2022.

Reddito di cittadinanza e Pensioni

Altro capitolo particolarmente spinoso è quello sul destino del Reddito di cittadinanza e Quota 100, misure di bandiera rispettivamente di M5S e Lega.

Per il Reddito di cittadinanza è stato accordato un rifinanziamento di 800 milioni di euro che il centrodestra vorrebbe però ridimensionare. Inoltre potrebbe essere oggetto di modifiche il sistema di funzionamento del Reddito rispetto al regime dei controlli e all’importo del sussidio, con l’introduzione di un meccanismo che ne potrebbe prevedere la progressiva riduzione. Nulla ancora é stato deciso in merito, ma il M5S è pronto a remare contro correttivi del Reddito che possano svilire questa misura.

Su Quota 100 – pensionamento con 62 anni di età e 38 anni di contributi – Draghi ha fatto già sapere con estrema fermezza che non sarà prorogata. La posizione del presidente del Consiglio è quella di superare gradualmente queste forme si pensionamento eccezionali, troppo onerose per il sistema previdenziale. Si discute quindi del varo di Quota 102 per il 2022 e Quota 104 per il 2023, per poi ritornare definitivamente al regime ordinario previsto dalla Legge Fornero.

L’intesa sulla riforma pensionistica si prospetta particolarmente difficile anche per l’opposizione dei sindacati che già si sono espressi in senso contrario alla mancata proroga di Quota 100 e che chiedono più risorse per le pensioni in legge di bilancio.