Lavoro: in Italia il sindacato entra in Amazon. Non è ancora così in USA
Attualità
20 Settembre 2021

Lavoro: in Italia il sindacato entra in Amazon. Non è ancora così in USA

La recente intesa raggiunta tra Amazon e i sindacati presso il Ministero del Lavoro segna l’avvio di una nuova gestione delle relazioni sindacali, che ci si augura possa portare ad un’armonizzazione virtuosa delle condizioni di lavoro di tutti i lavoratori della filiera.

di Paola de Majo

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Ha avuto grande risonanza la notizia dell’accordo siglato, il 15 settembre, tra il leader statunitense dell’e-commerce Amazon, assistito dall’associazione datoriale Conftrasporto, e i Sindacati di categoria Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti.

La multinazionale notoriamente accusata di sfruttare i lavoratori e ostacolarne i tentativi di sindacalizzazione, con la sottoscrizione del protocollo riconosce per la prima volta il ruolo delle relazioni industriali e si impegna ad applicare e rispettare il contratto nazionale Logistica, Trasporto Merci e Spedizioni per i propri lavoratori.

Ma non solo. L’accordo prevede una serie di iniziative di confronto rispetto alle strategie e agli investimenti aziendali, ai trattamenti economici, all’organizzazione del lavoro e alle opportunità di formazione professionale dei dipendenti. Fino a prevedere interlocuzioni per individuare gli strumenti che possano favorire la continuità occupazionale.

Non manca inoltre l’impegno a mantenere un dialogo con le Istituzioni competenti anche su problematiche sociali e sanitarie, come quelle legate all’emergenza Coivid-19. 

Considerati i rapporti conflittuali da sempre esistiti tra Amazon e i sindacati, questo cambio di passo rappresenta un’importante svolta per i lavoratori, che, solo pochi mesi fa, hanno aderito ad uno sciopero nazionale di 24 ore per protestare contro il colosso della gig-economy e rivendicare diritti, condizioni contrattuali dignitose e sicurezza sul lavoro.

Frutto anche di quella battaglia dei lavoratori, questo nuovo percorso di relazioni industriali nel settore della logistica, a cui si è giunti dopo lunghe e travagliate trattative tra le parti, si riferisce però solo ai dipendenti di Amazon Italia logistica. Continuano invece le interlocuzioni tra le parti sociali per l’individuare uno specifico accordo a tutela dei lavoratori di quelle realtà aziendali private, che non fanno parte di Amazon ma portano a termine le consegne finali ai clienti.

Fallimento della sindacalizzazione in USA. Il caso dello stabilimento in Alabama

I sindacati hanno definito “storico e unico a livello mondiale” l’accordo raggiunto in Italia con la multinazionale americana. Questo successo delle relazioni sindacali spicca anche per essere in controtendenza con quanto è successo negli USA.

Lo scorso mese di aprile, in uno stabilimento di Amazon a Bessemer (Alabama) che conta 6000 dipendenti, si è tenuta una votazione per decidere se istituire o meno un sindacato interno per migliorare le condizioni di lavoro. Queste persone lamentavano in particolare ritmi di lavoro estenuanti, l’uso di dispositivi di controllo da parte dell’azienda e la mancanza di un salario minimo.

Poteva essere il primo magazzino di Amazon negli Stati Uniti ad organizzarsi sindacalmente, eppure la maggioranza dei lavoratori (il 70%) ha votato contro la creazione del sindacato in quel sito.

Questo verdetto se da una parte è stato giudicato sintomo di una sfiducia rispetto ai sindacati e alla loro capacità di migliorare realmente le condizioni di lavoro, dall’altra sembra dipenda anche dalle forti pressioni che Amazon ha esercitato sui propri dipendenti, pur di dissuaderli dal votare a favore della creazione del sindacato. Ed è proprio contro queste condotte, ritenute illegali che i sindacati hanno fatto ricorso allo scopo di ottenere la ripetizione del voto.

Vedremo dunque se in Alabama questa vicenda avrà ulteriori risvolti o si confermerà la debacle delle organizzazioni sindacali nei confronti di Amazon.

Sta di fatto che gli avvenimenti che ruotano attorno alla multinazionale mostrano situazioni disomogenee e in contrapposizione. Salta infatti agli occhi che se l’accordo concluso in Italia genera un ragionevole ottimismo rispetto alle intenzioni di Amazon di migliorare le condizioni dei lavoratori riconoscendo un valore ai sindacati, le politiche che porta avanti di là dall’Atlantico fanno comprendere che è ancora lunga la strada affinché venga garantito il rispetto di una cornice di regole comuni che riconoscano diritti essenziali del lavoro a tutti i suoi dipendenti.