Elezioni Roma: candidature al completo, ora necessario confronto diretto

Sono finalmente noti gli sfidanti che si contenderanno la guida di Roma alle prossime elezioni amministrative, rinviate in autunno dal Consiglio dei Ministri a causa della pandemia.

Già da tempo si stanno susseguendo i sondaggi per misurare le intenzioni di voto dei cittadini romani, ma il quadro completo delle principali candidature si è fatto attendere, come abbiamo anche raccontato in questo articolo.

Chi sono i candidati

Mentre la discesa in campo del leader di Azione, Carlo Calenda, e della sindaca uscente del M5S, Virginia Raggi, erano già note da mesi, solo il 9 giugno il centrodestra ha trovato l’accordo sul nome di Enrico Michetti, avvocato e professore universitario di diritto degli enti locali.

Per il centrosinistra, invece, si è dovuto aspettare l’esito delle primarie, che il 20 giugno hanno confermato la candidatura espressa dal PD, dell’ex ministro delle finanze, Roberto Gualtieri.

Alla competizione elettorale, ci saranno inoltre diversi candidati indipendenti, tra i quali spiccava il nome di Vittorio Sgarbi, che però, dopo l’accordo del centrodestra su Michetti, si è mostrato disponibile ad una rinuncia alla corsa a sindaco per ottenere la guida dell’Assessorato alla Cultura.

Alleanze e coalizioni

Adesso è anche più chiaro e definito lo scenario relativo agli schieramenti politici ed alle alleanze su cui potranno contare i candidati.

In particolare, Virginia Raggi, ora sa di avere il supporto dell’ex primo ministro, Giuseppe Conte, che ha preso la guida del M5S seppure con una serie di nodi ancora da sciogliere sul nuovo statuto del partito.

Dopo settimane di incertezza che hanno visto un pressing per la candidatura di Nicola Zingaretti, il PD è ritornato ai primi annunci e ha scelto Gualtieri, poi “incoronato” alle primarie del centrosinistra.

Questo assetto ha visto quindi fallire un’alleanza tra PD e M5S su Roma, che è comunque parsa sin dall’inizio impossibile vista la ferma candidatura della Raggi, nome su cui non avrebbero mai potuto convergere i dem.

Nessun accordo tra PD e Calenda, che aveva già convintamente scelto di non partecipare alle primarie, sulle quali non ha risparmiato critiche. A sostegno dell’ex Ministro dello sviluppo economico si è comunque espressa Italia Viva e sembra a lui vicina anche Più Europa.

Il centrodestra, dopo alcune lungaggini e difficoltà nell’accordarsi sul nome del candidato, vede adesso Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, compatti nel sostenere Michetti, con al fianco il magistrato Simonetta Matone, come candidata vice sindaco.

Una sfida aperta che richiede contraddittorio tra candidati

Al momento, i vari sondaggi commissionati prevedono che, al primo turno, arriveranno il candidato di centrodestra e quello centrosinistra. Ma ancora bisogna entrare nel vivo della campagna elettorale, che vedrà il suo picco nel mese di settembre.

Il risultato non è quindi scontato, anche perché l’elezione diretta del sindaco alle amministrative, generalmente, spinge i cittadini a votare con logiche diverse rispetto a quelle che prevalgono alle elezioni politiche.

Sembra certo, invece, che per la scelta del primo cittadino si dovrà arrivare al ballottaggio, poiché nessuno dei candidati risulta in grado di ottenere la maggioranza assoluta dei voti al primo turno.

Ci si augura di assistere quanto prima a confronti diretti tra i candidati, e non solo alle solite apparizioni individuali fatte di monologhi, dileggio degli avversari e domande rituali di giornalisti non sempre pronti a smontare eventuali dichiarazioni false o inverosimili.

C’è bisogno di chiarezza e competenza in politica, tanto più per amministrare. E il confronto tra i candidati, con una sfida su idee e programmi, è la migliore formula per far comprendere agli elettori lo spessore di chi si presenta a gestire una città complessa come Roma, che con quasi 3 milioni di abitanti, si trascina da almeno un decennio una serie di emergenze e problemi, che non hanno ancora trovato soluzione.

Quindi, oltre al sindaco saranno fondamentali le persone di cui si avvarrà per lavorare in un sistema di poteri e governance a dir poco complicato, tra comune, città metropolitane e municipi.

Chiunque la spunterà alle prossime elezioni, trattandosi della Capitale, è interesse di tutti gli italiani che sia una persona all’altezza di questo arduo incarico.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook