Copasir: sul controllo dei servizi segreti si sta assecondando la violazione della legge

Copasir: sul controllo dei servizi segreti si sta assecondando la violazione della legge

Sul Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir), si sta trascinando una diatriba tra Lega e Fratelli d’Italia, che sembra ancora lontana da una soluzione. Il gruppo politico di Giorgia Meloni reclama la presidenza che gli spetta per legge, ma la Lega non intende lasciare la guida del Comitato.

Questa situazione sta generando un’inammissibile paralisi delle attività del Copasir che ha il compito primario di controllare che il Sistema dei Servizi segreti venga svolto nel rispetto della legge e della Costituzione, con l’obiettivo di difendere la Repubblica italiana da ogni pericolo e minaccia proveniente sia dall’interno sia dall’esterno del territorio nazionale.

Data l’importanza di questo organo, è incomprensibile che venga assecondata questa fase di stallo a cui, invece, avrebbero dovuto porre rimedio tempestivamente i presidenti di Camera e Senato, quali organi garanti del rispetto delle norme e procedure parlamentari.

Il caso

Il Copasir è attualmente presieduto dal parlamentare, Raffaele Volpi, del gruppo Lega, partito attualmente in maggioranza di governo. Ma la legge n. 124/2007, che ha istituito il Comitato di controllo dei servizi segreti, stabilisce che alla guida di questo organo di garanzia deve esserci un esponente dell’opposizione, ossia della minoranza parlamentare.

Di conseguenza, con l’entrata in carica del governo di Mario Draghi, la presidenza del Comitato spetta a Fratelli d’Italia o comunque ad un rappresentante dell’opposizione.

Nonostante il chiaro dettato della legge, il leghista Volpi, fino ad oggi, non si è voluto dimettere e ha così impedito la sua sostituzione con un esponente della minoranza parlamentare. Comportamento discutibile anche se si considera che il suo predecessore, il deputato Lorenzo Guerini del Partito Democratico, rassegnò le dimissioni quando il suo partito entrò in maggioranza con il governo Conte bis, proprio per consentire il doveroso subentro nella carica di presidente ad un esponente dell’opposizione. È così che giunse la nomina di Volpi.

Appello dei costituzionalisti contro l’inerzia dei presidenti Fico e Casellati

Di fronte al reclamo della presidenza Copasir da parte di Fratelli d’Italia e il rifiuto della Lega nel consentire l’avvicendamento, il presidente della Camera, Roberto Fico, e la presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, invece di agire per garantire il rispetto della legge, hanno scelto, di fatto, di tagliarsi fuori da questa vicenda invocando la necessità di un accordo tra i partiti per risolvere la disputa.

Scelta inadeguata visto che non siamo di fronte a una controversia di natura squisitamente politica, ma è in ballo il rispetto della legge.

È per questo che è intervenuto un gruppo di cinquantuno giuristi –  tra esperti di diritto costituzionale, diritto pubblico e scienza politica – che hanno scritto ai presidenti di Camera e Senato, ricordandogli il “loro ruolo di primi Garanti dell’osservanza delle norme parlamentari all’interno delle Camere” che gli consente di intraprendere ogni iniziativa utile per “ripristinare le condizioni di legalità costituzionale nel superiore interesse del buon andamento dell’attività parlamentare”.

Nella lettera gli esperti di diritto mettono in evidenza i principi per i quali il legislatore ha riconosciuto un preciso rilievo costituzionale al ruolo dei rappresentanti delle opposizioni nella composizione del Copasir, quale organo “a cui sono affidati i delicatissimi compiti di raccordo tra il Parlamento e il Sistema di informazione e sicurezza della Repubblica.”

Inoltre, è stato chiarito che la contrarietà di Volpi a lasciare la presidenza non può trovare giustificazione neanche invocando il precedente di Massimo D’Alema durante il governo Monti, quando lo stesso mantenne la guida del Copasir pur facendo parte di un partito di maggioranza. A quel tempo, si raggiunse un accordo politico che riconfermò il suo nome, con il pieno sostegno dell’opposizione.

Nel caso attuale – che vede in contrapposizione Lega e Fratelli d’Italia –  il presidente leghista non ha neanche rassegnato le dimissioni per agevolare un accordo politico, che, comunque, per essere valido dovrebbe trovare il consenso del gruppo di opposizione.

Gli esperti di diritto chiedono, quindi, ai Presidenti Fico e Casellati di intervenire per fare rispettare la legge, i regolamenti e la prassi parlamentare, stigmatizzando che dopo più di due mesi dall’entrata in carica del nuovo esecutivo il Copasir è ancora presieduto da un esponente della maggioranza parlamentare.

In sostanza, c’è stata una sonora bocciatura del comportamento tenuto dai presidenti delle due Camere, che hanno ignorato le legittime rivendicazioni dell’opposizione e assecondato una situazione che viola l’assetto garantista del sistema.

Possibili soluzioni

Sulla vicenda si è espresso il vice presidente della Camera di FdI, Fabio Rampelli, sollecitando delle soluzioni, tra le quali una modifica della legge istitutiva del Copasir che introduca la decadenza automatica della presidenza dal momento in cui non sia più ricoperta da un membro dell’opposizione. Ipotesi che escluderebbe anche per il futuro vicende come quella attuale che pregiudica i diritti delle minoranze parlamentari, determinando un evidente vulnus democratico.

La leader Meloni ha perfino chiesto un intervento di moral suasion del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e stamane ha dichiarato: “È assurdo essere costretti a tirare in ballo il Quirinale per ottenere il rispetto delle leggi e di un principio chiaro in ogni democrazia: il controllato non può fare il controllore. La violazione degli equilibri democratici alla quale stiamo assistendo non è un dispetto a FdI, ma un grave precedente che domani potrebbe ritorcersi contro chi oggi lo sta attuando“.

È palese che il superamento di questa situazione richiede l’interessamento di tutti gruppi politici, che dovrebbero attivarsi per pretendere il rispetto della legge. Altrimenti si tratterà di un grave precedente in cui si lasceranno prevalere dinamiche e interessi di partito, sul rispetto delle norme.

 

 

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