Elezioni Roma: il punto della situazione, tra candidature e coalizioni ancora incerte  

Elezioni Roma: il punto della situazione, tra candidature e coalizioni ancora incerte  

Il prossimo autunno, si terranno le elezioni amministrative in importanti città del Paese come: RomaMilanoNapoliTorino e Bologna.

A pochi mesi dal confronto elettorale, c’è ancora grande incertezza sulle candidature e sulle possibili alleanze politiche, scenario che riflette bene la crisi del sistema dei partiti che ha poi portato alla nascita del governo di Mario Draghi.

Questa situazione è evidente soprattutto nella Capitale, dove al momento ci sono poche certezze e molte questioni su cui si temporeggia in attesa di soluzioni, sia nel centrosinistra che nel centrodestra.

I candidati e le incognite che aleggiano

La sindaca uscente, Virginia Raggi, a dispetto di un percorso travagliato in Campidoglio, da mesi ha già fatto sapere che intende ripresentarsi alle elezioni per puntare al secondo mandato.

Sulla sua ricandidatura, sebbene ci sia stato un segnale di approvazione da parte di Beppe Grillo, non è ancora del tutto chiaro se il M5S sarà compatto nel sostenerla. Questa incertezza non sembra incidere sulla decisione della sindaca, che intende contare sulla sua base elettorale romana per una riconferma.

Altra candidatura che sembra ormai confermata è quella del parlamentare europeo ed ex ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che lo scorso ottobre ha annunciato di essere della partita su Roma e, da allora, sta portando avanti la sua campagna elettorale.

Dopo avere in qualche modo atteso il sostegno del Partito democratico, il leader di Azione ha fatto sapere che è disposto a correre per il Campidoglio anche senza questa alleanza. Non intende infatti partecipare ad eventuali primarie del PD per la scelta del candidato di centrosinistra, ritenendole uno strumento legittimo ma non adeguato per rinnovare la classe dirigente su Roma. Sarà appoggiato da Italia Viva che ha recentemente dichiarato di voler sostenere Calenda, sentendosi in linea con il suo programma riformista.

Nel Partito democratico, è il nuovo segretario Enrico Letta che sta gestendo le questioni che riguardano il voto su Roma, con non poche difficoltà, anche perché sarà arduo confermare alle amministrative la coalizione di governo con il M5S, dal momento che il PD non intende sostenere la Raggi.

Più volte è stata espressa da Letta la necessità di ricorrere alle primarie, che proprio ieri il segretario ha definito “la via maestra”, per individuare il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra.

In questi mesi sono comunque circolati diversi nomi del PD come possibili candidati, tra i quali quello di Monica Cirinnà, Marianna Madia e, soprattutto, Roberto Gualtieri. Ma si fanno sempre più insistenti le voci di forti pressioni nei confronti dell’attuale presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, per convincerlo ad una sua candidatura. L’ex segretario del PD è infatti dato dai sondaggi come favorito per una vittoria alle elezioni, ma al momento non ha espresso la sua volontà di lasciare la guida della regione Lazio per la carica di sindaco.

Neanche dal centrodestra è arrivata una candidatura ufficiale su Roma. Tra i nomi che sono circolati, il più insistente è quello di Guido Bertolaso, anche se non sembra convincere tutti i partiti della coalizione. Ad ogni modo, nessuna conferma di disponibilità è ancora arrivata dall’interessato, attualmente impegnato come consulente nel piano organizzativo della campagna vaccinale della Lombardia.

In sostanza, anche nell’area politica di centrodestra sembra non imminente una svolta sul nome del candidato. Non si esclude che un accordo tarda ad arrivare per il peso delle scelte diverse che sono state portate avanti rispetto al governo Draghi, sostenuto da Lega e Forza Italia e che vede, invece, Fratelli d’Italia convintamente all’opposizione.

Ha dichiarato che si presenterà alle amministrative capitoline il critico d’arte e parlamentare, Vittorio Sgarbi, che correrà con il simbolo Rinascimento, movimento da lui fondato nel 2017.

Sgarbi nel chiedere il sostegno del centrodestra, ha comunque espresso la propria disponibilità ad un diverso accordo con la coalizione, per ottenere la guida dell’Assessorato alla Cultura.

Tutto ancora da vedere, dunque, su quali saranno i protagonisti delle prossime elezioni a sindaco della Capitale, in attesa che vengano districati i nodi politici che hanno determinato uno stallo sulle candidature dei principali partiti.

Non mancano, comunque, anche aspiranti sindaco che si presenteranno con liste civiche indipendenti.

Quando si svolgeranno le elezioni e come si elegge il sindaco

Come ormai noto, le elezioni amministrative, che dovevano tenersi nel mese di giugno 2021, sono state rimandate a causa dell’emergenza epidemiologica.

Il decreto-legge n. 25/2021, pubblicato lo scorso 5 marzo, ha infatti stabilito che le elezioni dei consigli comunali si terranno tra il 15 settembre e il 15 ottobre 2021, in due giornate da individuare: una domenica, dalle ore 7 alle ore 23, e il lunedì successivo, dalle ore 7 alle ore 15.

Per quanto riguarda l’elezione del sindaco, a differenza delle amministrative di Comuni con meno di 15.000 abitanti per cui viene eletto sindaco il candidato che al primo turno prende più voti (maggioranza relativa), nei Comuni con più di 15.000 abitanti, come Roma, è previsto il doppio turno (ballottaggio) tra i due candidati più votati, nel caso in cui nessuno raggiunga la maggioranza assoluta dei voti al primo turno (50% + 1 dei voti).

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