La decisione di Mattarella: governo istituzionale e convocazione di Mario Draghi

La decisione di Mattarella: governo istituzionale e convocazione di Mario Draghi

Non era un mistero che non sarebbe stato facile ricomporre la maggioranza frantumata del secondo governo di Giuseppe Conte. Oggi possiamo dire che questo tentativo, condotto con l’intermediazione del presidente della Camera, Roberto Fico, si è risolto in un fallimento ed è stato evidente che una maggioranza non esiste.

In queste ore si é determinata un’accesa discussione, per imputare colpe e responsabilità del mancato accordo tra i gruppi della ormai ex coalizione.

Ma andando oltre e considerando quanto è emerso con l’epilogo delle consultazioni, non si può che rilevare che quella maggioranza “da verificare” e che governava insieme da settembre 2019 non aveva un programma condiviso e si reggeva su equilibri precari che sono venuti meno.

Il presidente Fico, pertanto, salito al Quirinale non ha potuto fare altro che riferire le distanze che permangono tra i gruppi politici e la non riuscita del negoziato.

Terminato il mandato esplorativo, il presidente della Repubblica, Sergio Matterella, ha comunicato la sua decisione: la formazione di un governo istituzionale.

I motivi della decisione di Mattarella

Prima del suo responso, Mattarella ha illustrato le strade alternative che si prospettavano, in assenza di una maggioranza in Parlamento: “Dare, immediatamente, vita a un nuovo Governo, adeguato a fronteggiare le gravi emergenze presenti: sanitaria, sociale, economica, finanziaria. Ovvero quella di immediate elezioni anticipate”.

Il presidente ha sentito la necessità di spiegare che la strada delle elezioni sarebbe stata quella più giusta quale “esercizio di democrazia”. Ma ha ritenuto che la situazione di emergenza e i provvedimenti urgenti da assumere, in particolare, lo svolgimento della campagna vaccinale, la scadenza del blocco dei licenziamenti e l’esigenza di portare in Europa un valido Recovery plan, richiedono un governo nella pienezza delle sue funzioni, nel più breve tempo possibile.

Il Capo dello Stato ha, quindi, evidenziato che lo scenario che si prospetta è incompatibile con i tempi che conducono alle elezioni dopo lo scioglimento delle Camere e ha rimarcato i rischi a cui ci si esporrebbe con lo svolgimento della campagna elettorale e le successive votazioni, in piena emergenza epidemiologica.

Dopo giorni quasi surreali e non edificanti per la politica, che hanno generato molta confusione e sconforto nei cittadini, Mattarella ha voluto riportare tutti alla difficile realtà che si sta affrontando, per spiegare perché sostiene che in questo momento, alla guida dell’Italia, è necessario un governo di alto profilo che “non debba identificarsi con alcuna formula politica”.

Una scelta, dunque, dovuta allo stallo che si è creato in Parlamento e che ha messo in luce anche una crisi di identità e solidità dei partiti politici.

Poco dopo l’intervento di Mattarella, il suo portavoce Giovanni Grasso ha annunciato la convocazione al Quirinale dell’ex presidente della BCE, il professor Mario Draghi, per un incontro che si terrà questa mattina alle ore 12.00. Non resta che attendere gli ulteriori sviluppi, che conseguiranno a questa importante decisione.

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