Milano: intitolato un auditorium a Enzo Tortora nel trentennale della sua scomparsa

Milano: intitolato un auditorium a Enzo Tortora nel trentennale della sua scomparsa

TortoraDopo 30 anni dall’arresto di Enzo Tortora,  ieri la Provincia di Milano ha voluto intitolargli  l’Auditorium del “Polo Soderini”.
la cerimonia è stata preceduta da una tavola rotonda, moderata dal giornalista Paolo Liguori, durante la quale si è  discusso sul rapporto talvolta “distorto” tra giustizia e media nel nostro Paese.
All’incontro hanno preso parte il presidente della Provincia Podestà,  Roberta Angelilli,  vicepresidente del Parlamento europeo, Rita Bernardini, già presidente del Partito Radicale, Raffaele Della Valle, avvocato di Tortora, Vittorio Feltri, direttore editoriale de «Il Giornale», Massimo Fini, giornalista e saggista, Clemente Mastella, europarlamentare, ex ministro della Giustizia, ed altri.
Alla manifestazione erano presenti anche, Gigliola Barbieri, storica collaboratrice di Enzo Tortora,  Francesca Scopelliti, presidente della Fondazione internazionale per la Giustizia “Enzo Tortora”, l’attrice Giulia Lazzarini, che ha interpretato un brano tratto dalla “Storia della colonna infame” di Alessandro Manzoni, a cui Tortora si ispirò per le sue battaglie e che portò con se anche da morto.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha fatto pervenire un messaggio che è stato letto durante la cerimonia, nel quale ha ricordato: “la drammatica vicenda giudiziaria di Tortora, contrapposta al suo corretto comportamento civile, anche in quei momenti che pure lo videro “ingiustamente colpito”.
Il presidente Podestà nel suo discorso ha affermato: “In occasione dei 30 anni dall’arresto, era doveroso dedicare a Tortora l’Auditorium della Provincia. Il nostro obiettivo è quello di consentire alle future generazioni di comprendere il dramma vissuto da Enzo mentre tentava di affermare verità e innocenza. Il mio pensiero va, in questo momento, a quei detenuti che non hanno voce, che spesso non sono in grado di difendersi. Quanto al rapporto tra media e magistratura (o, meglio, una parte di essa), tema che ha caratterizzato il dibattito di oggi, ritengo sia necessario circoscrivere il pericolo legato alla “spettacolarizzazione” dei casi giudiziari, che talvolta prescinde dalle vere responsabilità. Lo dico senza polemica ma nell’interesse di un Paese con molte difficoltà, ma che è, senz’altro, capace di superarle».

Sebastiano Di Mauro
17 giugno 2013

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