Stato, Regioni, Comuni e covid: tra rimpalli di responsabilità e non collaborazione

Stato, Regioni, Comuni e covid: tra rimpalli di responsabilità e non collaborazione

Si avverte un disorientamento generale su come gestire questa seconda fase dell’emergenza, pur se preannunciata. Tra improvvise misure restrittive, contraddizioni e modalità di comunicazione non proprio efficaci, legittimamente, non mancano le recriminazioni nei confronti dei governanti, sia a livello centrale che regionale. D’altro canto, bisognerebbe abbandonare infruttuose polemiche e considerare che non tutto è risolvibile e l’epidemia dovrà comunque fare il suo corso, prima di riportare ad una vita normale, sia in Italia che negli altri Paesi.

Complicata sovrapposizione di competenze

Ma c’è una questione oggettiva su cui porre l’attenzione che si sta palesando dall’inizio dell’emergenza sanitaria. Si tratta del caos e delle interferenze che dominano i rapporti tra lo Stato, le Regioni e i Comuni, che hanno generato uno scenario sempre più complicato, che favorisce i rimpalli di responsabilità, rendendo difficile per i cittadini comprendere quando devono prendersela con il Governo e quando con la Regione o altro ente, di fronte ad inefficienze e inadempimenti.

Questa sovrapposizione di competenze istituzionali è evidente, in primo luogo, rispetto alle iniziative a tutela della salute pubblica, che l’art. 117 della Costituzione inserisce tra le materie a competenza concorrente tra Stato e Regioni. È così che sul territorio nazionale, nello stesso periodo temporale, sono intervenuti provvedimenti eterogenei per contrastare l’aumento dei contagi che, seppure motivati da condizioni diverse tra le aree del Paese, in un clima generale di incertezza e tensione, hanno portato alle accese proteste di quei cittadini destinatari delle misure più restrittive e a conflitti tra Governo e Regioni, sul merito delle soluzioni adottate.

 Inosservanza del principio di leale collaborazione

L’inadeguatezza di questo sistema che richiederebbe delle soluzioni di riforma, per evitare interferenze e garantire a tutti i cittadini la stessa qualità di servizi, è stata aggravata da un ulteriore elemento distorsivo, ossia la mancanza di un responsabile dialogo tra i diversi livelli di governo per concertare i vari provvedimenti, nel rispetto del principio di leale collaborazione, a cui sono tenuti Stato, Regioni e Comuni e, più in generale, tutti soggetti pubblici, nei rapporti tra di loro.

La mancanza di un corretto coordinamento nell’assunzione delle necessarie decisioni, in un momento così delicato, si è resa evidente soprattutto nelle numerose dichiarazioni pubbliche dei rappresentanti dei diversi livelli di amministrazione, troppo spesso poco opportune e che hanno fatto trapelare una situazione di frequente violazione dei principi costituzionali (di leale coordinamento, di proporzionalità e di sussidiarietà) che vigono nel confronto tra istituzioni.

Di questo modo di agire, che contribuisce a creare apprensione e incertezza nei cittadini, ne abbiamo non pochi esempi dall’inizio dell’emergenza: sindaci contro presidenti di regione, questi ultimi contro il governo e viceversa. Controversie, tra l’altro, spesso emerse con esternazioni dei governanti in sedi inappropriate come i salotti televisivi. Ciò si è verificato, anche di recente, lo scorso 23 ottobre, in occasione dei violenti episodi di protesta a Napoli contro i provvedimenti restrittivi assunti dalla Regione. Durante questi disordini alcune accese polemiche tra i vari livelli di amministrazione sono apparse, a dir poco, sconvenienti in un momento di grande tensione, in cui era necessario operare con l’obiettivo comune di placare gli animi.

Se da una parte, quindi, si richiede ai cittadini di osservare, con buon senso, le misure di contenimento del virus, dalle istituzioni si pretende dialogo e collaborazione responsabili, per assicurare un buon governo ad ogni livello. Questo presuppone l’assenza di comportamenti sconsiderati e rivendicazioni, che non giovano alle comunità che si amministrano, poiché minano l’instaurazione di un clima di fiducia e affidabilità, che è essenziale, tanto più per affrontare un’emergenza.

 

 

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