Decreto Agosto: cosa prevede. Focus su lavoro

Decreto Agosto: cosa prevede. Focus su lavoro

Dopo un lungo esame al Senato, nella giornata di ieri, la Camera dei deputati ha approvato la legge di conversione del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, cosiddetto decreto Agosto, con 265 voti favorevoli, 180 contrari e due astenuti.

Vengono così stanziati ulteriori 25 miliardi per finanziare misure urgenti per la ripresa dell’economia del Paese, duramente colpita dall’emergenza Covid.

A questo fine, oltre a introdurre nuovi interventi, con il decreto Agosto vengono prorogati alcuni sostegni economici, già previsti dai precedenti decreti Cura Italia e Rilancio.

Focus Lavoro

Molteplici sono i campi di intervento del provvedimento, dal rinvio dei versamenti fiscali al sostegno dei settori più colpiti (come turismo e ristorazione), dal superbonus del 110% per specifici interventi alla messa in sicurezza degli edifici scolastici.

Ma, in particolare, nel decreto sono presenti misure a sostegno del lavoro per 12 miliardi di euro, che, innanzitutto, prorogano i trattamenti di cassa integrazione ordinaria e in deroga. Si prevedono, al riguardo, 18 settimane di trattamento, con una differenza: le prime nove settimane saranno a carico della fiscalità generale per tutti i datori di lavoro, mentre, per le seconde non si prevede un obbligo di contribuzione solo per i datori di lavoro che, tra il primo semestre 2020 e 2019, hanno registrato un calo di fatturato pari almeno al 20%; se le perdite sono inferiori alla predetta percentuale sono dovuti dei contributi addizionali, a carico dei datori.

Vengono riconosciuti degli sgravi contributivi per i datori di lavoro che non richiedono la cassa integrazione, già utilizzata, condizionandone l’accesso all’obbligo di non licenziare; obbligo che vale anche per i datori che, dal 13 luglio al 31 dicembre, utilizzano la cassa integrazione, prorogata di 18 settimane.

Ed ancora, per incentivare la stabilizzazione dei lavoratori, è riconosciuto, fino a sei mesi, l’esonero al 100% dal versamento dei contributi previdenziali, per le imprese che assumono a tempo indeterminato.

L’accesso al lavoro agile viene previsto per i genitori con figli che hanno una disabilità grave e per quelli con un figlio under 14, in quarantena a causa di un contatto Covid. Inoltre, questa modalità di svolgimento del lavoro da remoto viene riconosciuta per i lavoratori fragili, che possono essere adibiti anche a diversa mansione ricompresa nella area di inquadramento secondo il ccnl, in alternativa al congedo per malattia. Sui lavoratori fragili, quindi, il decreto Agosto ha colmato la lacuna dovuta alla mancata proroga delle disposizioni a loro tutela, introdotte dal Decreto Cura Italia e scadute il 31 luglio.

Infine, per i lavoratori rimasti senza lavoro, il provvedimento prevede la proroga della fruizione delle indennità di disoccupazione NASpI e DIS-COLL.

Questi sono, in estrema sintesi, tra i principali interventi presenti nel decreto a sostegno del lavoro, durante il persistere dell’emergenza Covid.

Criticità iter di esame del decreto Agosto

Non si può far a meno di rilevare che, con la conversione di questo decreto, si è ancora palesata la pratica distorta di un iter parlamentare in cui solo la Camera che ha in esame il provvedimento in prima lettura è quella che, concretamente, ha la possibilità di esaminarlo e proporre delle modifiche. Mentre, quella in seconda lettura, di fatto, viene costretta a “ratificare” il testo senza potervi incidere adeguatamente.

È così che, alla Camera dei deputati il decreto Agosto è arrivato, di fatto, blindato per essere velocemente approvato, ad un giorno dalla sua scadenza, prevista per oggi, 13 ottobre.

Sul punto, è vero che il celere susseguirsi dei provvedimenti sull’emergenza sanitaria incide sui lavori parlamentari, mettendone in crisi lo svolgimento. Tuttavia, è bene chiarire che questa anomalia nell’iter di esame e approvazione delle leggi si verificava anche prima dell’avvento dell’emergenza Covid e ciò, in qualche modo, ripropone il tema del reale funzionamento del bicameralismo paritario e della necessità di metterlo in discussione, ai fini di una riforma.

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