Centri estetici: nuovo decreto per tutela clienti

di Enrico Ferdinandi

Da oggi i centri estetici saranno più sicuri. Grazie ad un decreto interministeriale del Ministero della Salute saranno riformulate le credenziali per  esercitare la professione di estetista, cercando di garantire così maggior professionalità per tutelare gli assidui frequentatori di centri di bellezza. Le nuove norme sono quindi rivolte alla tutela del consumatore e dei suoi diritti, non vi sarà solo più rigidità nella formazione degli operatori ma anche maggior controllo nella pratica quotidiana, che si tratti di massaggi, cerette o quant’altro.

Angela Pippo, presidente di Confestetica (La Confederazione nazionale estetisti) ha dichiarato che ciò “Rappresenta un passo importante. Restano tuttavia alcuni aspetti da chiarire, a partire dall’accesso alla professione d’estetista”. Ed ha poi aggiunto che la Confestetica si sta “battendo per eliminare questa possibilità e per realizzare una sorta di patentino per gli operatori che intendano utilizzare apparecchiature sofisticate, come i laser per la depilazione: se vogliamo veramente tutelare i nostri clienti dobbiamo spingere sulla formazione e l’aggiornamento continuo. Tanto più se si considera che, in caso di effetti indesiderati o incidenti nel corso dell’utilizzo di questi apparecchi, l’estetista ne risponde sul piano civile e penale”.
Un patentino quindi che servirebbe per garantire al consumatore una sicurezza maggiore sulle qualità dei servizi apportati dall’estetista e che andrebbe a chiarire ancor meglio i confini di una professione che è ancora regolata da una legge, non solo vecchia di 21 anni, ma che limita la sicurezza e la qualità dei servizi. Difatti secondo la legge del 1990, per diventare estetista basta conseguire un diploma, naturalmente da estetista e lavorare per tre anni presso una struttura. Ciò comporta che il così detto “praticantato” esuli da rigidi controlli qualitativi e devi l’apprendista dalla giusta formazione, lasciando che addetti alle prime armi si ritrovino ad usare macchinari sofisticati, e trattare parti delicate del corpo senza la minima preparazione.
È per questo che la preparazione deve essere la chiave di volta non solo per dare più prestigio a questo mestiere ma anche per dare maggiori garanzie ai consumatori. In merito il presidente e fondatore della Società internazionale di dermatologia plastica, Antonino Di Pietro, ha dichiarato che “Oggi la tecnologia è entrata anche nei centri estetici e per consentirne l’utilizzo in sicurezza è fondamentale che l’operatore sia adeguatamente preparato. Per esempio, in caso di utilizzo di laser o luce pulsata deve essere in grado di capire il tipo di pelle del soggetto e agire di conseguenza per evitare bruciature, deve sapere che in presenza di capillari superficiali non bisogna ricorrere ad apparecchiature per massaggi meccanici, aspiranti o a pressione che rischiano di peggiorare la situazione, facendo rompere i capillari”.
I centri estetici in Italia sono oltre 22.000, e possono contare oltre 20 milioni di clienti per un giro d’affari annuo che supera i 10 miliardi di euro. Per questo è importante che vi sia una giusta regolamentazione, come ha affermato il presidente dell’Aiceb Confesercenti, Gianmarco Rossi, che ha sottolineato come questo sia: “Un settore in esplosione con incrementi fino all’80-90% l’anno, ma si può rischiare una crescita incontrollata senza regolamentazione; preoccupante sia per l’intero comparto che per l’utente laddove non si fosse in regola con le normative e con il personale. C’è una sola legge del 1990 – continua Rossi – ma riguarda le estetiste. A 17 anni di distanza serve una vera e propria legge, che non contingenti il settore ma lo regolamenti. La proposta di legge che abbiamo promosso – ha concluso il presidente dell’Aiceb Confesercenti – cerca dunque di colmare questa lacuna normativa fissando dei parametri certi, nell’interesse dei clienti e degli stessi operatori del settore”.

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  • Daniela la Pusata

    Quanti massaggi corpo posso effettuare io estetista manualmente in una giornata di lavoro?