Emergenza Femminicidio, il governo interviene

Emergenza Femminicidio, il governo interviene

Stop-al-femminicidioGli atti di violenza contro le donne si stanno susseguendo con un ritmo che è oramai insostenibile e il Governo decide di intervenire portando il problema da discutere al primo consiglio dei ministri, che dovrà occuparsi dell’emergenza “femminicidio”.
É stato il ministro dell’Interno, Angelino Alfano,  a darne la notizia in occasione della riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, a cui era presente anche il premier Enrico Letta.
Il Consiglio dei ministri,  ha detto il ministro dell’Interno, affronterà il problema sulla base della proposta del ministro Josefa Idem, che propone una task force, tenendo anche presente il piano nazionale contro la violenza sulle donne approvato nella scorsa legislatura.
Sempre secondo  Alfano, la situazione dell’ordine pubblico in Italia attualmente si può ritenere nella normalità.
Francesca Puglisi, senatrice del Partito Democratico, che invece firmato l’appello “Ferite A Morte” ed è anche la prima firmataria del ddl 397 contro il femminicidio. ha detto: “Quest’Aula e questo Parlamento, finalmente con una maggiore rappresentanza femminile, hanno il dovere di agire subito per l’approvazione di una legge nazionale contro il femminicidio per affrontare in modo risoluto questa vera e propria emergenza nazionale”
La senatrice Puglisi ha anche ribadito: “Oltre all’immediata ratifica della Convenzione di Istanbul, la strategia per battere la violenza, come suggerito dalla Convenzione No More, deve puntare sulle 4 P: prevenzione, protezione, persecuzione del reato e del persecutore e promozione di una cultura differente”.
Si auspica quindi che il Governo trovi delle soluzioni urgenti per arginare questo odioso fenomeno e che ci si possa, quanto meno, avvicinare un po’ di più a quelle che sono le indicazioni del  Consiglio d’Europa, che raccomanda un centro antiviolenza ogni diecimila persone e un centro d’emergenza ogni cinquantamila abitanti”.  In Italia attualmente, siamo molto distanti  dagli standard europei, secondo cui  dovrebbero esserci 5.700 posti letto, mentre invece se ne cintano solo 500.

Sebastiano Di Mauro
8 maggio 2013

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