Piccoli tesori nascosti in Etruria

Piccoli tesori nascosti in Etruria
Photo: Marta Visentin

1912 anno del ritrovamento dell’Efebo, opera in bronzo risalente al primo periodo imperiale: “Era essa deposta a capo al’ingiù tra la terra, e prima ad apparire fu la gamba sinistra che era distaccata”.

Etruria
Photo: Marta Visentin

Con queste parole il contadino Giacomo Brignotti descrisse la piccola statua ritrovata mentre dissodava il suo terreno a Sutri. Non essendoci in zona alcun indizio di resti romani si concluse che l’opera fosse stata nascosta o abbandonata. Il ritrovamento venne subito denunciato alle Autorità e il contadino venne compensato, permettendo a questo piccolo capolavoro di entrare a far parte delle collezioni di Stato.

La statua rappresenta una figura maschile di giovane nudo in posizione eretta con il braccio destro sul capo e il sinistro piegato verso il volto, atto a portare un oggetto purtroppo mancante, forse uno specchio, così hanno dedotto gli esperti che hanno studiato l’efebo.

Tali figure erano usate nell’età ellenistica per decorare le case nel III e II secolo a.C., questo costume passò nelle città romane ellenizzate come Pompei e forse la produzione era dovuta ad un’officina nazionale, merce di buona fattura come si conveniva al gusto e al lusso della borghesia romana.

Per cento anni è rimasta chiusa in qualche magazzino, ma finalmente è visitabile nel Museo del Patrimonium di Sutri valorizzando ancor di più i reperti e i luoghi di questa parte di Etruria meridionale.

Un altro rinvenimento anch’esso esposto nel Museo riguarda una lastra di marmo con rilievo mitraico, che rappresenta Mitra che sacrifica un toro nel classico schema con il cane, lo scorpione e il serpente, ritrovato a Sutri.

Etruria
Photo: Marta Visentin

Il mitreo di Sutri risalente al II-III secolo d.C. venne trasformato in chiesa cristiana nel V secolo, dedicata prima a San Michele Arcangelo e poi alla Madonna col bambino o Santa Maria del Parto: gli affreschi ancora ben conservati sono davvero meritevoli e nella nicchia del luogo di culto era conservato il bassorilievo.

Fino a metà maggio nella vicina Villa Savorelli è allestita un’interessante mostra sui Culti orientali in Etruria, una bella occasione per visitare il Parco naturale regionale dell’Antichissima Città di Sutri e le sue tante emergenze.

La ricchezza di valori archeologici, paesaggistici e naturalistici testimonia l’importanza anche dei siti più piccoli come quest’area protetta di soli 7 ettari, che fa parte della rete regionale di Parchi e Riserve del Lazio.

FdA

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