SPAZI INDECISI | L’associazione che esplora i luoghi in abbandono della Romagna

SPAZI INDECISI | L’associazione che esplora i luoghi in abbandono della Romagna
Images © James Kerwin

James Kerwin è un fotografo inglese che gira l’Europa alla ricerca di chiese e luoghi abbandonati per immortalarne le atmosfere mistiche e spirituali.

Il titolo della sua ultima opera è “Disprezzata”, ed effettivamente sono disprezzati, dimenticati, abbandonati questi spazi che un tempo a volte anche non troppo lontano possedevano un senso e sprigionavano vita.

Gilles Clement è invece uno scrittore, architetto del paesaggio e ingegnere agronomo francese che scrive: “se smettiamo di guardare il paesaggio come oggetto di attività umana, subito si scopre una quantità di spazi indecisi, privi di funzione sui quali è difficile posare un nome. Quest’insieme non appartiene né al territorio dell’ombra, né a quello della luce. Si situa ai margini”.

E Spazi Indecisi è proprio il nome di un’associazione che dal 2009 esplora i luoghi in abbandono della Romagna, scavalca cancelli, scatta fotografie, intervista persone, setaccia archivi, organizza eventi, raccoglie testimonianze di un immenso patrimonio culturale che rischiamo di perdere per sempre.

Molti di questi fanno parte della mappatura presente sul sito www.spaziindecisi.it, ma solo una parte di questi luoghi, per la loro storia ed il fascino che emanano, sono diventati parte del museo diffuso dell’abbandono chiamato In Loco.

In Loco rappresenta il tentativo di scegliere quali di questi tramandare al futuro. Non salvandone e conservandone i muri, ma valorizzandone in prima istanza il patrimonio culturale di storie, racconti ed emozioni che narra un territorio e le sue evoluzioni. Rocche, borghi, conventi, chiese, cimiteri, archeologia industriale, discoteche, colonie marine, macelli pubblici, edifici razionalisti, case del popolo, parlano di un territorio e una società che cambia.

In Loco racconta questo paesaggio abbandonato, connettendone i luoghi attraverso itinerari di viaggio alternativi che rivelano le evoluzioni sociali, culturali ed economiche di un territorio.

Attraverso due itinerari In Loco racconta anche un’altra peculiarità del nostro paesaggio, l’architettura del ventennio, attraverso “Totally Riviera” un viaggio sulla costa attraverso quello che resta di 8 colonie di stampo razionalista e “Totally Terrae” che riconnette nell’entroterra edifici come Case del Fascio, colonie marine, industrie belliche, ma anche mirabili villini.

Conoscenza, conservazione, comunicazione e valorizzazione delle tracce e delle memorie diffuse nel paesaggio o nei territori urbani è sicuramente un’attività che andrebbe stimolata in tutte le regioni del nostro paese.

Accompagnare nel futuro i segni di un passato più o meno recente risulterebbe fondamentale per mantenere viva la memoria, non dimenticare non lasciar scivolare nell’oblio è un obbligo ma anche un una sfida alla velocità vorticosa del presente.

FdA

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