LA FLÂNERIE

LA FLÂNERIE
immagine: www.flaneurbnb.it

Tutto nasce dalla recensione di un breve libro intitolato “La gioia del vagare senza meta – piccolo eserciziario della flânerie” di Roberto Carvelli.

Flânerie
Immagine: elzucc.blogspot.it

Flânerie!! Ma che cosa s’intende con questo elegante termine francese, chi è il flâneur e come può convivere oggi con la modernità e la frenesia dei nostri giorni.

Il flâneur è una figura che nasce nel 1800, è il cittadino acculturato che passeggia lentamente per la città senza una meta precisa, si immerge nella folla, si confonde tra gli altri cittadini ma solo per osservare attentamente ciò che lo circonda. Questa figura sociale muove i sui passi nella capitale della Modernità, la Parigi del XIX secolo e Charles Baudelaire, nelle sue opere ci ha lasciato una testimonianza vivissima di quell’ambiente non mancando di tratteggiare la figura del flâneur quale botanico del marciapiede”, insomma una sorta di antropologo urbano.

Questo frequentatore delle strade parigine partecipava al teatro della vita nella veste di spettatore e non di attore o comparsa come tutti gli altri era padrone del suo tempo, acuto osservatore era il borghese pensionato o beneficiario di una piccola rendita ma che poteva permettersi di condurre una vita imprevedibile. A condurlo su una strada, piuttosto che su un’altra, in un ristorante o un caffè, era il dettaglio più impensabile, il più leggero incidente: «une feuille qui vole, un pied mignon, une taille bien prise…».

Oggi come allora il fascino del flâneur resta inalterato, ma come non riconoscere in lui una figura utile per analizzare le attuali trasformazioni urbane. In base a tale approccio il flâneur potrebbe essere considerato oggetto ma anche soggetto della analisi urbana con una narrazione che integra strategie analitiche ben più consolidate come l’etnografia o l’indagine sociologica.

Ma non addentriamoci in ambiti troppo tecnici, restiamo leggeri per apprezzare anche con un pizzico di romanticismo il nostro flâneur. Fare flânerie significa anche oggi salvaguardare i piccoli momenti in cui passeggiamo senza meta nelle nostre città, alla ricerca di un cortile o un portone che ci ricordi la nostra storia.

Proviamo ad incedere tra la folla anonima urbana con uno spirito diverso, trovare contaminazione ma anche distacco, camminare con quella lentezza che concilia il pensiero. La lentezza qualcuno potrà dire è parente dell’ozio, un ozio che però nel flâneur diventa creativo, condizione questa che ci permetterà di osservare tutto quanto ci accade intorno senza fretta e senza frenesie magari apprezzando quei momenti di solitudine che non ci faranno paura.

FdA

Immagine: elzucc.blogspot.it

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