IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI | Un dialogo tra il Bene e il Male

IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI | Un dialogo tra il Bene e il Male

L’alternarsi del bene con il male ha ormai sconvolto la storia dell’umanità da sempre, da ancora prima che l’uomo stesso nascesse. Qualcuno provava a spiegarla con il termine “natura” o “sopravvivenza”, ma a conti fatti sono due facce della stessa medaglia che esistono e non potranno sopravvivere l’una senza l’altra. Perché l’esistenza del male fa da stimolo al bene per lottare sempre contro il suo acerrimo nemico e a non sedersi mai, a non abbassare mai la guardia. Al contrario, la presenza del bene spinge il male a provocarlo sempre, a stuzzicarlo nei modi più beceri e crudeli possibili.

Nel momento in cui poi il mondo è stato travolto dall’arrivo dell’umanità, il tutto si è amplificato: questo perché solo l’essere umano può essere capace di compiere azioni a servizio del male, così irripetibili e violente e prive di senso e truci. E come spesso accade, la vita offre degli spunti più o meno interessanti per quasi tutti gli artisti: pittori, scultori, cantanti, scrittori: cosa risulta più semplice se non prendere come esempio il naturale svolgersi degli eventi nella vita di ciascuno di noi, per magari rappresentarli nella loro crudezza, illustrarli con tutte le ombre che li contraddistinguono o addirittura romanzarli?

Thomas Harris ha fatto suo questo concetto di osservare la vita e il rincorrersi continuo del bene con il male, per poter dare vita al suo romanzo “The Silence of the Lambs” [Il Silenzio degli Innocenti], il suo scritto più famoso e amato ormai da decenni. Uscito per la prima volta in America nel 1988, nonostante il prequel “Il delitto della terza luna” fosse uscito qualche anno prima, è questo il libro che consacrerà lo scrittore e gli regalerà notorietà e successo.

La trama la conosciamo a grandi linee un po’ tutti: la promettente studentessa di Quantico Clarice Starling viene assoldata da detective Jack Crawford a collaborare alla cattura di un serial killer, aka Buffalo Bill,che sta terrorizzando tutta la città. La chiave della collaborazione della giovane donna sta in un compito assai pericoloso e allo stesso tempo irrinunciabile: interrogare il cannibale Hannibal Lecter, che data la sua enorme intelligenza e le sue competenze come psichiatra, forse può aiutare a delineare i contorni di un soggetto così folle come sembra essere Buffalo Bill.

Quello che viene a galla dalla trama del romanzo e che resta appiccicato nelle menti dei lettori, è il rapporto che si va a creare tra la giovane Clarice e Hannibal: dialoghi tra un uomo in cella, che a sua volta ha compiuto gesti inumani e una donna che nella sua vita ha dovuto affrontare alcune difficoltà, che tiene nascoste proprio nella sua mente. Quindi tra i due si instaurerà un rapporto fatto di dialoghi, di un dare e ricevere informazioni, per salvare la vita di due persone diverse. Il lettore, benché cerchi di porsi ad un livello esterno, entra dentro questi due personaggi e riesce ad eliminare i contorni devianti che avvolgono entrambi i personaggi.

Perché in fondo la lotta tra i due c’è sempre e nessuno dei due è guaribile: Clarice Starling è e sarà sempre dalla parte del bene, mentre Hannibal Lecter è schierato (più o meno consapevolmente) dalla parte del male. Questo è un dato di fatto che per entrambi non si può cambiare: eppure, anche se ciò resta vero solo a momenti alterni, essi non si fanno la lotta, ma collaborano per un bene superiore, che spesso sembra quasi prendere i contorni di un male superiore. Mentre il bilanciamento di interessi è presente per tutti i personaggi, ognuno di loro ottiene quello che merita, che sia qualcosa di positivo o di negativo e cruento.

Thomas Harris è riuscito a creare una storia (prendendo spunto dal caso del serial killer Edward Gein, che negli anni ’50 sconvolse gli Stati Uniti con degli omicidi irriferibili – la vita che offre spunti interessanti) in cui i dialoghi estremamente raffinati tra Clairice e Hannibal dilagano e riempiono le pagine riuscendo a creare un atmosfera di quasi amicizia tra i due (che poi ovviamente non potrebbe mai essere), comunque andando a creare un legame estremamente particolare e ugualmente pericoloso.

Rebecca Cauda

 

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