Scavare nella mente? Possibile, se sai come farlo

Scavare nella mente? Possibile, se sai come farlo
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Si presuppone che ciascuno di noi abbia una mente, un cervello. Certamente la differenza tra le tante e diverse persone sta nel saperlo sfruttare e usare nella maniera migliore e più intelligente possibile: nota bene, gli errori li commettiamo tutti e ci inciampiamo continuamente, perché siamo umani ed è nella nostra natura la capacità di sbagliare e di continuare a farlo. Magari non perseverando nella stessa scelta sbagliata o nel medesimo comportamento nocivo, ma tanto è che nessuno è perfetto.

Ecco, poi ci sono quei modi di agire che escono fuori da quei contorni di “normalità” che vanno a ledere non solo la singola persona che li mette in atto, ma anche chi gli sta intorno: qui la mente galoppa a delle velocità o troppo elevate o al contrario terribilmente lente, e allora lì si scatenano i comportamenti devianti, pericolosi, sbagliati, omicidi, violenti. Sicuramente ci vuole per forza qualcuno che provi almeno a capirli questi modi di comportarsi e nella vita reale sono gli psichiatri, nella vita fatta di storie fantastiche e dominate dalla parola scritta, sono proprio gli scrittori.

Patrick McGrath, autore nato e cresciuto a Londra, svolge ormai da anni proprio questo compito: attraverso i suoi romanzi, cupi e per molti tratti gotici, tenta di scavare nelle menti deviate e problematiche per qualsivoglia motivo, andando a creare dei personaggi singolari, spesso inquietanti, caratterizzati proprio da quelle menti di cui sopra. Come la protagonista del suo nuovo romanzo “La signora del guardaroba”, in uscita nei prossimi mesi sempre con la casa editrice Adelphi, che lo scrittore presenterà in grande anteprima al Circolo dei Lettori di Torino. Save the date: mercoledì 25 ottobre ore 18.30, tutti in fila composti e in silenzio, ad ascoltare uno degli autori più completi e complessi che si possa leggere.

Chi lo conosce per i suoi precedenti romanzi, come “Trauma” o “Follia”, sa che tendenzialmente sono le donne quelle caratterizzate da quelle menti un po’ particolarmente folli e che spesso non sono più in grado di distinguere ciò che è reale da ciò che invece è frutto della loro folle fantasia. Non sempre chiaramente, perché ad esempio nel libro “Spider” il protagonista è un uomo che trasforma i suoi confusi ricordi in un progetto macchinoso e destinato a fallire, che lo farà precipitare in un buio ancora più pesto e profondo.

Anche in quest’ultima sua narrazione, ci troviamo a Londra nel 1947, avvolta dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale e la nostra protagonista è una donna di nome Joan: il marito, l’attore di teatro Charlie Grice muore improvvisamente, lasciandola sola e sconvolta. Ma quando sul palcoscenico vede salire il sostituto del giovane marito scomparso, Joan non può fare a meno di notare che… il defunto rivive proprio nelle vesti di questo personaggio e questo la scaraventerà con prepotenza e violenza in una realtà della sua vita che prima o poi è destinata a rompersi per sempre.

Indagatore delle menti e rivelatore dei problemi della psiche umana, Patrick McGrath si rivela nuovamente nel suo ultimo scritto come uno di quegli scrittori che magari non potrà mai curare quelle menti, ma che indubbiamente sa leggerle e capirle profondamente.

Rebecca Cauda

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