La Selvaggia che c’è in ognuna di noi

La Selvaggia che c’è in ognuna di noi
https://xn--attualit-6ya.com/2017/07/14/selvaggia-lucarelli-in-libreria-con-dieci-piccoli-infami-leggi-un-estratto/

Oggi è un giorno di profonda autocritica. In quanto appartenente al sesso debole (aka per chi non lo sapesse, le donne), mi rendo pienamente conto che spesso e volentieri siamo indifendibili e a denti stretti ammetto anche che il nostro carattere può sfociare in tante di quelle sfumature che nemmeno Mr Grey sarebbe in grado di starci dietro e coglierne almeno una metà.

Tolto questo peso dalla coscienza, oggi ci si lamenta (tanto per cambiare) di come ci sia poca collaborazione tra le persone: che siano dello stesso sesso o di quello opposto poco cambia, ognuno di noi vuole pensare solamente a sé senza doversi impegnare per capire e/o apprezzare quella che è l’uomo o la donna con cui si deve relazionare. Collaborazione zero, egoismo uno, e questo ormai da molti anni. Da un certo punto di vista è indubbiamente molto triste, perché la storia e gli eventi che ci circondano ogni giorno ci hanno dimostrato come l’unione delle forze e delle diverse menti possa dare vita a opere grandiose e magnifiche, come anche a grandissime schifezze e creazioni che forse fossero rimaste nei cervelli sarebbe stato meglio.

Allora, quando si ritrova a parlare di “Donne nell’Arte” risulta abbastanza difficile capire chi si sia infilata in questa categoria con meriti e chi invece forse avrebbe potuto scegliere una categoria ben diversa e più azzeccata. Selvaggia Lucarelli è una di quelle donne che ha la lingua tagliente, che sparge le sue tirate velenose un po’ ovunque, prediligendo i canali social come Facebook e Twitter, che non le manda a dire a nessuno e che dimostra di avere una sua opinione ben precisa su fatti di cronaca, di politica, ma anche in campo letterario e cinematografico. Ora, forse bisogna capire dove ci si deve fermare e dove invece si può sguazzare amabilmente con le proprie idee e pensieri.

Giovedì 28 settembre alle ore 18, presso il Circolo dei Lettori di Torino, la giornalista e opinionista (ma quanto è ampia questa categoria?) ha presentato il suo terzo libro “Dieci piccoli infami” (temo che Agatha Christie si stia rivoltando nella tomba), edito da Rizzoli. Mettendo da parte i facili pregiudizi di cui una donna affascinante può ancora essere accusata e di cui non voglio cadere vittima nemmeno io, i presupposti per la lettura di questo romanzo sono davvero miseri e poco convincenti: un libro in cui una donna che ha agito in passato commettendo molti errori, si sfoga utilizzando le sue parole e i suoi ricordi, forse anche per giustificare quelle azioni che sono state alla base di scelte sbagliate e decisamente fuori dalla categoria “Donne nell’Arte”. Dieci incontri che secondo Selvaggia hanno cambiato la sua vita in peggio, che l’hanno resa una persona peggiore anche solo per pochi istanti e che indubbiamente l’hanno portata a prendere delle decisioni errate.

Forse la Lucarelli non sa che non serve a nulla tentare di giustificare le proprie azioni sbagliate (passate, presenti e future) dando la colpa a quegli incontri sbagliati che magari molte donne fanno nella loro vita, che però sono in grado di avere carattere e forza per tirarsi indietro e decidere di testa propria. Forse l’opinionista e blogger la cui pagina Facebook ha più insulti che complimenti (e questo rientra in un meccanismo profondamente sbagliato) non sa che certi ricordi della propria vita è meglio tenerli per sé, lasciando spazio a chi magari non vuole far parlare di se stessa, ma vuole raccontare una storia nuova e originale, con protagonisti coraggiosi e pieni di vita che magari inciampano nei loro mostri, ma che poi non si giustificano per sempre e si risollevano con le loro forze e con la loro determinazione.

Rebecca Cauda

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