“La vita davanti a sé” secondo Silvio Orlando

“La vita davanti a sé” secondo Silvio Orlando
http://www.torinoggi.it/2017/08/31/leggi-notizia/argomenti/eventi-11/articolo/torna-torino-spiritualita-linfanzia-e-protagonista.html

Quando si vuole raccontare la storia di un bambino che tristemente affronta le difficoltà della vita, diventando troppo in fretta adulto, il rischio di fare un dipinto alla Oliver Twist è dietro l’angolo. Lacrime e pietismi nei confronti degli orfanelli che senza genitori e senza concretamente una vera guida che li possa seguire passo passo nella crescita, si ritrovano catapultati nella realtà, ammirandone e conoscendone fin da subito le brutture e quell’alone grigio che avvolge il genere umano: ma forse ci hanno anche un pochino stufato queste storie, proprio perché di Charles Dickens ce ne sarà sempre e solo uno, e tanto basta.

Nessuna critica dunque, ma solo elogi per questo romanzo dal titolo “La vita davanti a sé” scritto dallo scrittore lituano francese Romain Gary, che venne pubblicato in prima edizione nel 1975, seguendo la scelta dell’autore in apparire in copertina non con il suo vero nome, bensì sotto lo pseudonimo di Emile Ajar. Un romanzo che ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra i quali il premio Goncourt nello stesso anno e trasposto poi nell’omonimo film nel 1977. Chi oggi ha avuto il coraggio di abbandonarsi al fascino degli audiolibri (e devo ammettere con il servizio Audible di Amazon, è impossibile non cedervi), potrà avere l’occasione di ascoltare lo stesso romanzo letto dallo voce di Marco D’Amore.

Quello che contraddistingue questi romanzi che ancora dimostrano di avere un eco non indifferente, nonostante siano passati già più di 40 anni, è anche la loro capacità di sapersi prestare a diverse interpretazioni nei campi artistici, come può essere un adattamento cinematografico, un audio libro e perché no, una rilettura odierna sul palcoscenico di un teatro.

A Torino infatti, in occasione dell’evento Torino Spiritualità giunto alla sua tredicesima edizione che durerà dal 21 al 25 settembre 2017, giovedì sera ha avuto luogo presso il Teatro Carignano la rappresentazione di questo romanzo, letto da Silvio Orlando. Uno dei volti più rappresentativi oltre che pittoreschi del nostro cinema italiano, ha fatto sua questa storia, la storia di Momò e di Madame Rosà e delle sue gentili curve,  accompagnato dalle note musicali di diversi strumenti, per celebrare nuovamente l’unione perfetta che è possibile creare tra musica e letteratura (e troppo poco sfruttata). Una rappresentazione che è riuscita a cogliere, grazie principalmente al romanzo, ma anche e soprattutto a Silvio Orlando che ne ha reso tutto il significato, il tema principale di questa edizione di Torino Spiritualità, che decide di indagare sui misteri che ancora avvolgono l’infanzia e la successiva maturazione ad un livello più adulto e di come  i  nostri affetti possano essere così mutevoli a seconda di quello che viviamo sulla nostra pelle. Di come Momò, un bambino non voluto nemmeno dalla mamma prostituta, venga accolto da Madame Rosa e di come lui per primo si senta morire alla sola idea di perdere quest’unica persona che gli ha fatto conoscere l’amore e il calore della famiglia.

Una trasposizione che ha fatto scattare moltissimi applausi al suo termine e che ha nuovamente dimostrato come sia possibile unire e plasmare e trasformare un’opera d’arte già vecchietta in nuove forme, unendo tutte le arti.

Rebecca Cauda

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