“The spirit of Caravaggio”, esperienza immersiva alle Sale del Bramante

“The spirit of Caravaggio”, esperienza immersiva alle Sale del Bramante
Caravaggio, "Vocazione di San Matteo"

Al di là delle varie sfumature che caratterizzano il mondo, e le persone, e i caratteri di queste, in genere due risultano le categorie di individui esistenti: quelli che potremmo definire “tradizionalisti”, poco sensibili alle aperture innovatrici, all’integrazione utile di nuove tecnologie; dall’altro lato, sul fronte opposto, i “cantori” della tecnologia, che di questa sono fieri sostenitori. Se così è nella vita, in generale, in tutti i campi in cui la tecnologia ha preso piede, così è anche nel mondo dell’arte in cui, negli ultimi anni, si è fatto sempre più ricorso a installazioni e proiezioni video per rendere l’esperienza delle mostre ancora più valida e sentita. Novità che ha fatto storcere il naso a quanti sono affezionati all’idea classica di mostra. Questo che citiamo è il caso delle “mostre immersive”, che non vogliono essere comuni proiezioni di immagini, ma viaggi dell’anima capaci di coinvolgere i visitatori, travolgendone i sensi.

Un esempio di suggestiva esperienza immersiva lo ritroviamo nella mostra “The spirit of Caravaggio”, allestita alle Sale del Bramante fino al 30 novembre e curata in maniera sapiente da Ivan Menchinelli. Un viaggio multimediale, lungo tre sale espositive, che racconta e celebra il mito di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, dirompente e visionario pittore del ‘600 italiano, riscoperto e apprezzato solo verso la metà del XX secolo.

La scelta di allestire nelle sale del Bramante non è affatto data al caso e riflette anzi quell’attenzione ai dettagli e quella meticolosità che contraddistinguono solo quelli che fanno un lavoro per passione, animati dal fuoco del vero amore. Le Sale, infatti, situate a Piazza del Popolo e addossate alle Mura Aureliane, sono state la testimonianza del passaggio di innumerevoli artisti: dal Bramante che ne fece il suo studio mentre lavorava all’abside e alla volta della Basilica di Santa Maria del Popolo, allo stesso Caravaggio che se ne servì quando dipinse il ciclo della Cappella Cerasi.

350 mq di atmosfera surreale in grado di far rivivere la magia e la bellezza della Roma Barocca anche allo spettatore meno attento e sensibile. Se la prima sala è costituita da cinque schermi, uno dei quali ripercorre la vita del tormentato artista milanese attraverso immagini e parole, e lo spettatore è da subito colpito dalla proiezione sul pavimento di una medusa in movimento, le successive due sale contengono alcuni dei volti più belli dipinti dal Caravaggio: Giuditta, i Bari, La Maddalena Penitente, Amore Vincitore. Estremamente interessante la scelta di dedicare un angolo della mostra allo studio del corpo umano avviato da Leonardo Da Vinci quasi un secolo prima, modelli a cui Caravaggio fece senz’altro riferimento quando mise su tela la sua arte.

Enorme forza evocativa presenta anche la ricostruzione di quella che potrebbe essere stata la stanza di Caravaggio. Difatti, da più parti si ritiene che, al fine di svolgere un più attento studio della luce, tratto caratteristico della pittura caravaggesca e della sua espressività, il Merisi utilizzasse una sorta di camera oscura, tecnica a cui molti altri pittori a cavallo tra il ‘500 e il ‘600 ricorsero e che si basava sulle conoscenze ottiche che in quegli anni andavano sviluppandosi. Ecco presenti quindi lo specchio e, più avanti, in una stanzetta attigua, una riproduzione de la Vocazione di San Matteo, uno dei punti-chiave di tutta la storia dell’arte; luce che nella Vocazione non è casuale, ma che diventa un raggio divino, assumendo una valenza allegorico-simbolica la cui funzione è quella di creare quel contrasto bivalente luce-oscurità che conferisce un’aura di mistero a tutte le sue opere e che presagisce l’inevitabilità del destino dell’uomo.

E se l’impatto visivo in questo genere di mostre è fondamentale, degno di nota è anche il comparto sonoro che accompagna le immagini, perfettamente in linea con lo spirito della mostra.

A completare un quadro già così perfetto contribuisce l’angolo biblioteca, con la messa a disposizione di libri dedicati all’artista e, last but not least, l’apertura in via del tutto eccezionale del Sepolcro dei Domizi, un’antica tomba della prima età imperiale in cui, con tutta probabilità, vennero sepolte le ceneri di Nerone, conservate in un’urna di porfido.

Ciò che è stato Caravaggio, e che continua a essere attraverso le sue opere, non è facile da descrivere a parole. Il consiglio è di farsi coinvolgere da questo splendido viaggio multimediale.

ORARIO

Da giugno a novembre 2017
Tutti i giorni ore 11.00-19.00

Ultimo ingresso ore 18.30

OSPITATO

Sale del Bramante

Indirizzo: Piazza del Popolo, 12 [ centra sulla mappa ]

Zona: Rione Campo Marzio (P.Spagna-P.Popolo-Pincio) (Roma centro)

INFORMAZIONI

Ticket Mostra + Sepolcro dei Domizi:
Ingresso intero: € 10,00
Ingresso ridotto: € 8,00
Ingresso gruppi: € 7,00
Ingresso gratuito: per guide, giornalisti mediante presentazione del tesserino o di valida certificazione

CONTATTI

Telefono: +39 06 56569302

Facebook: http://www.facebook.com/thespiritofcaravaggio/

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