Tattiche per una messa a fuoco del proprio “senso dello humor”

Tattiche per una messa a fuoco del proprio “senso dello humor”
(fonte immagine: www.ilgiornaledelloyoga.it)

Questo articolo è stato ispirato dal libro Ingegneria del buon umore di Terenzio Traisci e dal suo intervento al TedX di Bergamo del 2016.

Sapevate che alzare le braccia fa abbassare il livello di cortisolo nel sangue? E che una risata fatta di cuore rilascia endorfine?

Be, onestamente il fatto delle braccia non lo sapevo se non fino a qualche giorno fa. Ebbene sì, il semplice movimento della braccia ha questa peculiarità e insieme all’adrenalina (altro fattore che può implicare i vari torcicollo, male alle spalle o sottrazione di ossigeno dal cervello) porta questi benefici.

A tutti capita di vivere momenti di tensione e preoccupazione durante alcune giornate, per il sempre meno tempo a disposizione, per imprevisti che si accollano al normale carico di lavoro o l’avere a che fare con persone, quali colleghi di lavoro, familiari o semplici passanti, che ci spengono un po’ il sorriso: mancandoci di rispetto, scaricando addosso una bella dose di stress, deludendo magari le buone aspettative covate nei loro confronti.

Tra i vari fattori esterni che influenzano il nostro stato d’animo, noi, cari lettori, abbiamo un cosiddetto “margine d’azione”, ossia, cambiando il nostro stato d’animo riusciamo ad attutire meglio i colpi della vita ma anche a intendere in modo differente quello che ci accade. Come l’alzare le braccia, quindi compiere del movimento attraverso il quale il nostro corpo rilascia le endorfine, ormone del benessere che aiuta a disporci nelle condizioni migliori per reagire in situazioni scomode.

Il movimento crea l’emozione

Proprio su alcune ricerche di carattere neuroscientifico si dimostra quanto il movimento, l’interazione motoria, genera un emoziona propositiva. Muovendosi da persona allegra è più facile che lo si diventi.

Lo stesso William James, padre della psicologia empirica, diceva: “è impossibile rimanere tristi manifestando sintomi di allegria”.

Immagino che molti di voi avranno visto persone tristi che certamente non stavano saltellando sulla sedia o che allargavano il sorriso a 36 denti. Invece, potremmo notare un viso spento ed una postura curva e incavata. E pensate è proprio questa postura, ad esempio, che impedisce inconsapevolmente al cervello di ossigenare in modo corretto per aumentare le possibilità di risolvere un problema.

Quindi è importante avere un atteggiamento corporeo con una postura dritta, aperta, per contribuire a generare stati entusiastici e allegri.

A volte alcuni di noi, in contrasto a queste tendenze, hanno dentro di sé una voce, quella voce inconscia che è riluttante a questo tipo cambiamento, che ci dice: “non lo fare, non stare dritto che ti viene una paralisi e non ridere che ti aumentano le rughe!”.

Come si fa a vincere questa voce impertinente? Agendo.

Nel momento in cui agiamo sfruttiamo queste risorse personali in un contesto consapevole generando un onda positiva che muterà passo dopo passo la giornata.

Provate. State dritti con la schiena, alzate il mento, allargate le guance simulando una risata, alzate gli occhi al cielo in modo da trasformare le onde celebrali, andando più indietro con la testa ci verrà ancora di più da ridere in modo spontaneo.

Ci avete provato? Vi suggerisco di farlo magari con più persone, vi verrà da ridere molto di più a veder le facce dei vostri amici.

Vi siete chiesti perché vi è venuto da ridere?

Il nostro cervello ha collegato l’espressione facciale ad uno stato d’animo positivo correlandosi, il più delle volte, a ricordi a lungo termine di quando eravamo bimbi; l’interazione che i grandi avevano con noi quando eravamo nelle culle è proprio la stessa espressione assunta poco prima. Il cervello ha registrato questo avvenimento e possiamo utilizzarlo ogni volta per cambiarci l’umore in meglio.

Ha senso gratificarsi

Quando facciamo qualcosa, anche di banale, la gratificazione è fondamentale nel cambiamento dalla parte dolorosa a quella piacevole. A volte pensiamo che per arrivare alla parte piacevole sia troppo complesso, generando a sua volta dolore.

L’ingegno sta nel capire che pensare modi per trovare la serenità ed il senso di benessere ha di sicuro come fulcro scovare la cosa più semplice da fare ora per godere del senso di gratificazione.

Esistono delle tecniche, oltre a quei esercizi descritti in precedenza, con degli step ben precisi.

Il primo è la consapevolezza, cioè la consapevolezza che esiste una questione da risolvere. Una questione che riguarda te stesso, quindi al di là delle faccende esterne, ti assumi la responsabilità muovendoti verso te, mettendo la tua persona come priorità. Non si tratta di egoismo, ma di un sano obbligo verso di sé. Più mi prendo cura di me, più potrò essere partecipe del mondo e godere da esso.

Il secondo step è l’atteggiamento corporale, ossia, mi metto nelle condizioni fisiche migliori per una intelligenza positiva e un atteggiamento mentale che mi permetta di operare il mio focus su soluzioni e utilizzare il linguaggio in modo capace.

Si colloca in una posizione molto importante, nel terzo step, come chiamiamo le cose, che parole usiamo. Un po’ come quando descriviamo il meteo del giorno. Ci alziamo una mattina, alziamo la serranda della finestra e vediamo nuvolo ed esclamiamo:” uh, che giornata uggiosa! Che giornata pesante che mi aspetta!”.

Proprio nella frase usata impostiamo il nostro cervello in modalità “giornata pesante”. Oppure pensate ad una forchetta ed un piatto, e al raschiare della forchetta sul piatto. Sentite che cattiva sensazione state provando? Eppure non c’è né la forchetta né il piatto. Ma noi abbiamo reagito “come se”.

Ogni parola crea una suggestione alla nostra mente

Sapendolo, possiamo utilizzare il linguaggio in modo più furbo. Invece di dire che la giornata di oggi è uggiosa o brutta, posso dire: “oggi è meno bella di ieri!”; o: “domani tornerà il sole!”.

Perciò questi 3 step, consapevolezza, atteggiamento fisico e atteggiamento mentale, tengono insieme il mero senso della gratificazione e della svolta a giornate o stati d’animo un po’ barcollanti.

Nella storia della psicologia e della stessa medicina in precedenza, si è sempre chiesto come mai la gente sta male; solamente con la moderna psicologia positiva ci si chiede: ”come mai la gente sta bene?”.

Mutare completamente la messa a fuoco

Quando si studiano le malattie ci si focalizza sugli aspetti negativi, come quando vai dal medico e disquisendo delle varie malattie per proprietà di immedesimazione ti sembra di averle tutte. Invece, spostare il focus sulla salute, sulle buone pratiche per essere felici, è un passo in avanti per raggiungerla. E ci si accorge inevitabilmente di alcuni elementi che quando si è concentrati sulla malattia non si vedono.

Là dove si pone l’attenzione li si raccoglie il risultato.

La risata ed il sorriso, ad esempio, sono strumenti utili nel coinvolgere le persone nella guida e nella comprensione dei propri paradigmi obsoleti. Lo stesso Dr Holden, psicologo e terapeuta, ha sottoposto alcune persone inclini alla depressione in un esperimento che le “obbligava” a sorridere 20 minuti al giorno anche senza un motivo valido. Ed i risultati sono stati sorprendenti.

Ridere fa bene alla salute

Oltre ad esser un ipotetico slogan accattivante, queste parole hanno in se un significato molto potente e di impatto su ognuno di noi.

Mi viene in mente la celebre pellicola cinematografica che ha diffuso ancor di più i metodi e le rivoluzioni in campo medico del famoso Dr Patch Adams, colui che capii il valore di intervenire prima sull’anima che sul corpo. Disse: ”un medico non ha solo il compito di prevenire la morte, ma anche migliorare la qualità della vita”. Ed è, a mio avviso, il compito di ognuno di noi, per noi stessi e per chi troviamo in difficoltà.

Quando si cura una malattia, si può vincere o perdere, ma quando si cura una persona, si vince sempre qualunque esito abbia la terapia.”

 

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