Grandi insegnanti alla Scuola Holden

Grandi insegnanti alla Scuola Holden
https://gramoup.com/media/BUt8hlOl9pB

Ci hanno insegnato, fin da quando siamo bambini, che si va a scuola principalmente per imparare a leggere, scrivere, contare, socializzare, imparare ad inserirsi in quella grande realtà che si chiama mondo. Poi da bambini si diventa ragazzini, la scuola la si detesta con ogni fibra del proprio corpo e non ci sono parole e gesti che possano far cambiare questo sentimento. Terminato il liceo, ognuno va per la propria personale strada, ciascuna più nobile dell’altra, che a seconda può coinvolgere un’altra struttura maledetta come l’Università (e tale sia solo perché italiana) o un qualsiasi tipo di lavoro.

Ma la struttura intesa come scuola dove si impara rimane nei nostri cuori e nelle nostre menti per sempre, perché è da lì che tendenzialmente ognuno di noi è partito: c’è poi chi da lì è partito e lì è ritornato, come Alessandro Baricco, che ha amato a tal punto la scuola da volerne creare una tutta sua, nella città in cui è nato e cresciuto, dedicandola a tutti coloro che come lui volessero intraprendere una vita professionale legata indissolubilmente alla letteratura. Esistente ormai dal 1994, la Scuola Holden di Torino venne intitolata a Holden Caulfield, ovvero il protagonista del romanzo “Il giovane Holden” di J.D. Salinger; tra i vari e differenti percorsi di studio, essa ospita spesso incontri con attori, registi, scrittori, traduttori, aperti ad un pubblico interessato, con ingresso aperto a tutti fino ad esaurimento posti.

Mercoledì 24 maggio, ospiti di eccezione e in arrivo dal successo ottenuto al Festival del Cinema di Cannes con il loro film “Fortunata”, alle ore 19 si è svolto un incontro doppio con la scrittrice Margaret Mazzantini e suo marito nonché regista ed attore Sergio Castellitto. Due menti che lavorano insieme ormai da una vita e che condividono, oltre ad una passione comune, la loro vita personale come marito e moglie. Un’intervista doppia, gestita e maneggiata dal direttore didattico della Scuola Holden Martino Gozzi, che ha rivelato i pensieri e le opinioni di due personaggi che sono sotto certi aspetti, uno l’antitesi dell’altra: Castellitto, che agisce e lavora sotto la luce dei riflettori e/o dietro la videocamera come regista, che è fisicamente presente nel panorama culturale italiano (oltre ad essere uno dei pochi esponenti validi davvero).

Poi c’è lei, Margaret, che agisce più nell’ombra e che ammette “Non si scrive per se stessi. Scrivo sempre per qualcuno. Sono i lettori e gli spettatori a far vivere una storia. Quando raccontiamo, sia io che Sergio Castellitto, ci giochiamo la carne, sempre. E anche così definisce la storia di Fortunata, una donna forte e indipendente, nata da un suo racconto mai pubblicato. Una ragazza con tante imperfezioni, che nonostante questi ultimi trae la sua forza proprio dalla sua fragilità; un racconto che la stessa scrittrice dice di aver preso e rimollato, proprio perché non troppo convinta di quello che stava scrivendo. Una volta convinta della riuscita di questa storia, è nata l’idea del film nel momento in cui entrambi hanno incontrato Jasmine Trinca (che interpreta magistralmente la protagonista), premiata anche lei al Festival di Cannes.

Una storia al femminile che per una volta nasce dalla penna di una donna: come infatti ammette Sergio Castellitto, ultimamente le storie di donne vengono raccontate dagli uomini, che però spesso non riescono davvero ad entrare nell’intimità del personaggio e non gliene si deve fare una colpa. Due sessi opposti, che benché si attraggano costantemente, non possono mai comprendersi al 100 %: fatta forse eccezione per Margaret Mazzantini e Sergio Castellitto, che dimostrano di aver creato una coppia che umanamente e professionalmente parlando, non potrebbe essere più in armonia.

Rebecca Cauda

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook