La 30° edizione del Salone del Libro si conclude con numeri da record

La 30° edizione del Salone del Libro si conclude con numeri da record
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Lunedì 22 maggio si è conclusa la 30° edizione del Salone del Libro di Torino ed è subito tempo di bilanci, di numeri e soprattutto di ringraziamenti. In una affollatissima Sala Gialla del Salone del Libro nel pomeriggio di lunedì si è tenuta la conferenza stampa finale alla presenza di Massimo Bray, Presidente della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, Mario Montalcini, Vicepresidente e Nicola Lagioia, Direttore editoriale.

I numeri di questo Salone letti da Massimo Bray sono certamente impressionanti e riempiono d’orgoglio: 165.746 mila visitatori totali, di cui 140.746 mila sono gli ingressi effettuati presso il Lingotto; si tratta di un numero incredibile rispetto all’anno scorso. Sono numeri che hanno dato ragione a coloro che hanno lavorato intorno e per il Salone. Parole di stima quelle di Massimo Bray nei confronti di Nicola Lagioia, da lui scelto con grande fiducia nel ruolo di Direttore editoriale, fiducia ripagata a pieno titolo da un grande entusiasmo ed impegno. Tra coloro che hanno creduto fin dal primo giorno in questo Salone appena conclusosi ci sono Chiara Appendino, Sindaco di Torino e Sergio Chiamparino, Presidente della Regione Piemonte, che vengono elogiati e ringraziati congiuntamente dalla coppia Bray-Lagioia, in particolar modo perché, pur appartenendo a due schieramenti diversi, si sono prodigati alacremente per la loro città e la loro regione e in generale per la cultura, conferendo ancora più valore alla loro impresa. Doverosi i ringraziamenti ai Ministri che sono intervenuti in questi giorni, in particolare alla Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli e al Ministro della Cultura Dario Franceschini.

Ringraziamenti spirituali quelli che Massimo Bray sente di dover rivolgere a Leone Ginzburg, alla memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (in particolar modo nella data del 23 maggio, data in cui si ricorda la strage di Capaci del 23 maggio del 1992); in linea con il tema del Salone che recita le parole “Oltre il Confine”, la memoria va anche all’archeologo Khaled Al-Asaad, ucciso da un gruppo jihadista e ricordato come il martire di Palmira.

I ringraziamenti di Massimo Bray si concludono nel segno di una frase, tratta dal volume di racconti donato a Bray nell’ambito della manifestazione “Lingua Madre” che si è svolta al Salone in questi giorni; la frase recita: “vorrei dedicare il mio racconto a tutti coloro che sono in grado di sognare, ma sognano di fare in modo che l’impossibile diventi possibile”. Mai pensiero più di questo si adatta bene allo spirito che ha animato tutti gli sforzi che hanno portato alla realizzazione del Salone. La scorsa estate il sogno del Salone del Libro si rivelava come un sogno abbastanza complicato da realizzare, eppure è diventato una bellissima realtà che si è potuta vivere a pieno nei cinque giorni appena trascorsi.

Appassionate e sincere le parole pronunciate da Nicola Lagioia, il cui discorso ha sottolineato da un lato la grande affluenza e la grande ricettività di cui il Salone ha goduto anche da un punto di vista mediatico e dall’altro il valore che questo Salone può e deve rappresentare per Torino, per l’Italia e per l’Italia nel mondo. Secondo Nicola Lagioia è accaduto qualcosa di molto profondo nei cinque giorni del Salone che ha a che fare con l’idea di comunità, di stare insieme in maniera fraterna e solidale. Torino e il suo Salone possono costituire un modello da esportare; questo è il messaggio che si lascia ai molti autori che sono venuti dall’estero per trascorrere cinque giorni a Torino per un’esperienza unica e il messaggio da trasmettere ai nostri italiani all’estero, per far capire loro che c’è qualcosa in Italia di cui si può essere orgogliosi. “Questo  Salone  ha  dimostrato  molte  cose,  che  smentiscono  sonoramente, completamente, una scuola di pensiero di cui la gente è stanca […] Ad  esempio,  non  è  vero  che  se  alzi  il  livello  il  pubblico  si  restringe.  Se alzi   il   livello,   e   lo   fai   in   un’ottica   di   vera   inclusione,   e   di   vera partecipazione,  può  capitare  che  il  pubblico  smetta  di  essere  pubblico, rompa  il  guscio  odioso  che  separa  la  società  dello  spettacolo  dalla  vita reale,  e  (non  più  pubblico)  si  trasformi  di  nuovo  in  una  comunità  di fratelli e sorelle felici di esserci, e di vivere tutti quanti insieme. […] Torino, con  il suo Salone e al di  là del  Salone, attraverso  i libri  e  la  cultura  (questo  ci  stanno  dicendo  le  centinaia  di  migliaia  di donne  e  uomini,  ragazze  e  ragazzi  che  ci  si  sono  stretti  intorno)  si propone  per  gli  anni  a  venire  come  uno  dei  più  importanti  laboratori di democrazia,  pace,  e  convivenza  civile  a  livello  europeo” -così parla Nicola Lagioia-.

Un invito caldo e gradito quello rivoto ai grandi assenti del mondo dell’editoria di quest’anno e che vengono calorosamente invitati a partecipare e  dare il loro contributo al Salone l’anno prossimo. Nicola Lagioia esplicita il suo riferimento alla grande assente Mondadori e al dispiacere da lui provato in quanto scrittore Einaudi, nel sapere che la casa editrice torinese sia stata costretta ad una lunga trattativa per ottenere un piccolo stand nella propria città. Quello di Lagioia è un vero e proprio appello rivolto agli amici di Mondadori, molti dei quali sono colleghi, affinché insieme si possa rendere il Salone qualcosa di ancora più bello e affinché gli amici di Einaudi siano restituiti al Salone della propria città.

Mario Montalcini ci tiene a ringraziare i soci, gli sponsor, gli espositori, enti ed istituzioni, il Comune di Torino, il Segretario Generale Giuseppe Ferrari, i consiglieri della Fondazione e tutti coloro che a vario titolo hanno reso possibile questa 30° edizione. Anche Montalcini si profonde nell’elenco di altri numeri importanti del Salone, a partire dai 500 appuntamenti del Salone Off nell’arco di 20 giorni. L’Università di Torino ha elaborato un questionario e ha prodotto i primi risultati di 1300 questionari acquisiti, da cui risulta per esempio che il 38% delle persone intervistate  partecipa al Salone di Torino da 7 anni, il 24 % è alla prima edizione;  l’87% dei visitatori si ritiene molto soddisfatta, il 34% ha provato una soddisfazione quasi massima e il 53% ha espresso una soddisfazione massima su scala da 1 a 5; il 90% degli intervistati è  intenzionato a tornare. 3000 giornalisti e blogger accreditati a conferma del carattere estremamente mediatico di questa edizione del Salone; 9600 invece sono stati i buoni libri distribuiti.

In tutto questo il progetto del Salone Internazionale del Libro di Torino per il 2018 sta già prendendo forma e vengono annunciate proprio in conferenza stampa le date del prossimo appuntamento: il Salone del Libro 2018 si svolgerà dal 10 al 14 maggio 2018.

 

 

 

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