Leonardo torna a Firenze a tutto tondo

Leonardo torna a Firenze a tutto tondo

La Chiesa sconsacrata di Santo Stefano al Ponte è un’inaspettata oasi di pace nel cuore della Città, e come sempre a Firenze, di bellezza, e si trova ad un passo dall’Accademia dei Georgofili, tragicamente ferita nel 1993.

Sono qui per Experience Leonardo, il nuovo progetto di Cross Media Group che fa il bis della formula lanciata con  Experience Klimt.

Una scelta ancora più felice della precedente. Merito senz’altro di Leonardo da Vinci, genio assoluto, sempre più presente nella nostra vita grazie ad un messaggio più attuale che mai. La sua cosmica esuberante ricerca, animata da una curiosità incontenibile, continua rivelarsi e a svelarsi anche grazie anche a mezzi di indagine impensabili fino a pochi anni fa,  offrendo motivo di  studi sempre più approfonditi. Senza fine. Lungo il porticato di accesso il Progetto Leonardo, un’impresa editoriale senza precedenti, che vide la luce nel 1964, grazie ad un decreto del Presidente della Repubblica che affidò alla Giunti Editrice, sotto l’egida della Commissione Vinciana,  la cura e la riproduzione in fac simile di tutti i codici  e i disegni di Leonardo da Vinci.

Alcuni di questi “gioielli” originali sono esposti nelle bacheche…

Il responsabile ci tiene a precisare che non si tratta  di un progetto scientifico, ma divulgativo dell’operato del nostro più illustre avo, simbolo  del nostro Paese,  però possiamo toccarne  con mano la  genialità,  la poesia,  la delicatezza e soprattutto la professionalità che a seconda delle Committenza era in grado di creare opere sublimi, ma anche armi micidiali, che osservavano comunque  canoni estetici non comuni.

Già grata per questa sequenza straordinaria di appunti e quaderni di valore e contenuto inestimabile, oltrepassato il carro armato in legno e ferro all’ingresso di S.Stefano al Ponte, e l.’entrata mi riserva un’emozione pura indescrivibile… il buio fitto che accoglie il visitatore, si squarcia all’improvviso regalandomi un primo piano della Vergine delle Rocce.

Là dove una volta c’era l’altare, lo spazio è totalmente occupato dal dipinto che focalizza l’attenzione ma che al contempo si rimbalza sulle pareti della navata, atomizzato nei suoi particolari, l’occhio, la mano, la postura, il dipinto sezionato in ogni suo particolare.

Così ho potuto poi sfiorare  anche l’anima della Gioconda, per cui non avevo mai provato l’innamoramento suscitato per esempio dai cartoni. I volti  ingranditi a dismisura offrono infatti nella loro sublime perfezione la poesia e la magnificenza della mano che li creò.

Rivelano ciò che ad occhio nudo non sarebbe possibile scoprire. Un incredibile attimo di felicità che si è  rinnovato alla comparsa di ogni slide che ha evidenziato il suo tratto perfetto nell’essenza e nella filosofia, quei volti dalla luce ultraterrena, dall’espressione cosi dolce.

Sant’Anna, gli angeli, sapere che quel ricciolo che appare  così naturale,  è stato oggetto di anni di  studio, come  le pieghe delle vesti segnate dai corpi, e che qui vediamo nascere  dalle linee accennate che mutano via via  dando vita ai  disegni e poi alle opere, e mentre sullo schermo di fondo appare l’immagine nella sua completezza, ai  lati  come dicevo, una  sequenza di immagini dello stesso soggetto che sono poi proiettate con grande  effetto sugli otto schermi e rimbalzate a ritmo incalzante anche sul soffitto e sull’enorme  scenografica macchina per il volo umano sospesa sulle nostre teste.

La fedele ricostruzione di questa come di tutte gli altri progetti di Leonardo si deve a Sergio Martelli e dai suoi due figli Sandro e Silvano, titolari della Martelli appunto, eccellenza artigianale fiorentina. E poi la musica grazie a brani d’opera sapientemente selezionati, segue il ritmo dell’incalzare delle immagini.

Personalmente avrei preferito musica d’epoca, ma non avrebbe contribuito a toccare  quelle corde che possono  far vibrare Verdi o Puccini. La sapiente regia è opera degli architetti Marilena Bertozzi e Vincenzo Capalbio che dal 1999 con ArtMediaStudio si muovono nel settore dei new media creando progetti tra il teatro e il documentario.

Tutto l’ambiente è coinvolto, e lo spettatore è immerso in questa sorta di acquario multimediale, dove non esiste centimetro che non sia usato come schermo. Experience Leonardo è questa esperienza straordinaria ma è anche altro.

Grazie alla realtà  aumentata  della postazione  Oculus Vr, è possibile entrare nelle macchine ideate 500 anni fa, interagire con i meccanismi, navigare con la barca a pale, provare a volare con l’ornitottero o guidare il carro armato.

Ancora è il box magico di Effeci Group di Daniela Zirtoni che da oltre 15 anni sviluppa progetti multimediali per gli ambienti più disparati, e che qui  grazie ad un estroso cartone animato, è attenta non solo ai bambini, ma  anche ai bambini “dentro”.

Mi sento di ringraziare tutti i protagonisti di questa avventura che comunque dobbiamo in primis a C&T  CrossMediaGroup che dal 2008, grazie ad una approfondita conoscenza del sistema museale europeo, e a tante altre professionalità, è in grado di proporre simili strumenti dì fruizione del nostro patrimonio culturale.

Aperta il 13 maggio Experience Leonardo resta in cartellone, è il caso di dirlo, fino all’8 ottobre prossimo.

www.davinciexperience.it

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