VITA? O TEATRO? | L’opera di Charlotte Salomon per la prima volta in Italia

VITA? O TEATRO? | L’opera di Charlotte Salomon per la prima volta in Italia

Arriva in Italia l’opera straordinaria della pittrice tedesca Charlotte Salomon. Una donna complessa, fragile e silenziosa che ha saputo trasformare il dolore in vitalità creatrice, trovando una possibilità di Bellezza anche nel momento più disperato della sua vita, oltre che storicamente drammatico.

Autoritratto, 1940

Charlotte Salomon è una giovane ebrea berlinese con un tragico destino segnato dalla Shoah. Muore il 10 ottobre del 1943 in una camera a gas a soli ventisei anni, incinta di quattro mesi del suo primo figlio, il giorno stesso del suo arrivo ad Auschwitz. Ma prima di morire Charlotte affida il racconto di tutta la sua vita a centinaia di tempere, raccolte sotto il titolo Vita? o Teatro?.

È stata un’artista precoce, come precoce è stata la vicinanza con l’inferno della Shoah. Una donna che nel privato ha saputo reagire con forza  a profonde crisi depressive, nonchè al suicidio prima della madre e successivamente della nonna, oltre a quasi tutta la parte femminile della sua famiglia.

Ammessa all’Accademia delle Belle Arti di Berlino, vive l’umiliazione di venir allontanata dal corso di studi, vincendo un premio che non potrà mai ritirare in quanto ebrea. Il padre, famoso virologo, viene interdetto dalla professione e deportato nel campo di Sachsenhausen. Nel 1940 in un rastrellamento Charlotte viene internata con il nonno nel campo di Gurs; saranno poi liberati grazie alle pessime condizioni di salute dell’uomo.

Perseguitata in Germania, capisce che è il momento di scappare. A soli ventitré anni si rifugia in Francia e chiusa per due anni in una stanza a St. Jean Cap Ferrat produrrà Vita? O Teatro?. Nonostante la fuga, finirà nelle mani dei nazisti a causa di una denuncia anonima in seguito al matrimonio con il profugo austriaco Alexander Nagler. Sembrerebbe che proprio la necessità di reperire il certificato di matrimonio mise le autorità sulle tracce della coppia in quanto ebrei. La loro fine era ormai segnata.

Prima di essere arrestata, Charlotte mette i suoi lavori in una valigia dicendo «è tutta la mia vita». E questa sua vita miracolosamente è sopravvissuta attraverso il suo lavoro sia alle persecuzioni che alla guerra. Un lascito artistico che è un autentico canto del destino, con il vissuto di Charlotte a stagliarsi sullo scenario doloroso del Novecento per parlare con schiettezza e senza vittimismo dell’orrore patito da lei e da tutta la sua generazione, vittima della lucida follia nazista.

A guerra finita sarà Ottilie Moore,  che aveva ospitato nella sua villa la Salomon, a restituire i disegni al padre di Charlotte, che nel 1959 li dona al Rijksmuseum di Amsterdam, per poi passare al Jood Historisch Museum della stessa città, dove è attualmente conservata.

Leben? Oder Theater? Ein Singespiel (nome originale del dramma in musica Vita? O Teatro?) è a tutti gli effetti un copione teatrale composto da 1325 fogli realizzati tra il 1940 ed il 1942, di cui 769 dipinti con la tecnica del guazzo, con numerose annotazioni e un accompagnamento musicale. Quest’ultimo è dedicato al suo amore impossibile con Alfred Wolfsohn, maestro di canto della propria matrigna.

Natalia Aspesi, dopo aver visto Vita? O Teatro?, dirà: «Nell’ultimo foglio lei si dipinge in costume da bagno, accucciata in riva al mare della Costa Azzurra, con il volto invisibile. Sulla schiena ha scritto Vita? O teatro? E nei fogli che lo precedono, scritti a colori in stampatello, con tratto nervoso, detta una specie di testamento: E con gli occhi appena svegli dal sogno, vide tutta la bellezza attorno a sé, vide il mare, sentì il sole, e seppe che era necessario per lei svanire per un po’ dalla vita, e fare qualsiasi sacrificio per creare dal profondo un mondo nuovo, suo».

Dagli anni Sessanta in avanti le tempere di Charlotte Salomon sono state esposte in molti musei importanti ma mai in Italia. Mostre in forma antologica al Centre Pompidou e al Museo Ebraico di Parigi, alla Whitechapel Art Gallery e alla Royal Academy di Londra, al Museo Ebraico di Berlino e in varie altre città tedesche, a Bruxelles, Tel Aviv, Chicago, New York, San Francisco, Tokyo.

Vita? o Teatro? finalmente è visitabile a Milano. La mostra, a cura di Bruno Pedretti, è promossa e prodotta dal Comune di Milano | Cultura, Palazzo Reale e Civita Mostre, in collaborazione con il Jewish Historical Museum di Amsterdam. Nelle Sale al piano terra di Palazzo Reale, si avrà la possibilità di visitare l’esposizione di circa 270 tempere, insieme a decine di fotografie storiche che illustrano la vita di Charlotte e gli avvenimenti del suo contesto, parallelamente alle scene rappresentate nel suo poema autobiografico e ad un filmato che introduce il visitatore nel mondo dei suoi affetti privati.

Sull’opera di Charlotte sono stati scritti numerosi libri, girati molti filmati e prodotti naturalmente cataloghi delle varie esposizioni, tra cui anche alcune edizioni integrali delle tempere, a cui si sono ultimamente aggiunti altri tributi a questa donna straordinaria, di genere sia letterario, sia operistico, sia filmico.

La figura di Charlotte Salomon è anche la protagonista del romanzo del curatore della mostra milanese, Bruno Pedretti: Charlotte. La morte e la fanciulla (prima ed. Giuntina, Firenze 1998; ed. francese Robert Laffont, Parigi 2006; nuova ed. Skira, Milano 2015). Informazioni su Charlotte Salomon e la sua opera sono reperibili nel sito del Jewish Historical Museum – Museo Storico Ebraico di Amsterdam.

Charlotte Salomon
Vita? o Teatro?
Palazzo Reale, Milano
30 marzo – 25 giugno 2017

Info: 199.15.11.21 (dall’estero 02 89096942)
(dal lunedì al venerdì 9.00-18.00; il sabato 9.00-12.00)
[email protected]
www.palazzorealemilano.it
www.charlottesalomon.it
Orari Lunedì: 14.30 -19.30
martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30
giovedì e sabato: 9.30 – 22.30
La biglietteria chiude un’ora prima

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