PAOLA MASINO | Una mostra sui generis…

PAOLA MASINO | Una mostra sui generis…

In una magnifica sede, quella del Museo di Roma a piazza Navona, una mostra di una delicatezza tale da essere a tratti struggente.

Paola MasinoLa sensazione è di trovarsi nell’intimità dello studiolo della padrona di casa, una gran signora che ci viene incontro e ci permette di conoscerla attraverso la sua passione che ha dato vita ad una collezione particolare. Per 25 anni ha commissionato e raccolto le carte da gioco reinventate dagli artisti, suoi compagni di strada per buona parte del secolo scorso.

Le due piccole stanze del piano terra dei Musei di Roma, sono molto ben allestite. Il progetto è a firma Zetema infatti. Una quantità di piccoli quadri, da una parte, e dall’altra i ritratti che ci permettono di approfondite la conoscenza. Qui è esposta la collezione di una vita di Paola Masino, raffinata intellettuale, che ha incrociato la sua vita durante la prima metà del secolo scorso con una serie di personaggi protagonisti del mondo della cultura di quegli anni devastati da ben due guerre catastrofiche.

Paola MasinoGrazie al carteggio da lei intrattenuto, tra i tanti suoi interlocutori, troviamo Corrado Cagli, Carlo Guggenheim, una volta tanto un lui non la onnipresente Peggy ormai familiare a tutti, ma anche Italo Calvino, Achille Funi, Alberto Burri, Fautrier, Turcato o Consagra.

Paola MasinoLa sua vita è improntata fin dall’inizio all’amore per la scrittura. A soli 19 anni, nel 1927, l’anno di svolta nella sua vita, presenta il suo lavoro Le tre Marie al teatro Argentina a Roma, sua città natale e conosce Massimo Bontempelli, poi suo compagno di vita, tra mille difficoltà. Difficile capire per un giovane oggi cosa significasse allora vivere una tale relazione che la condannò sostanzialmente all’ostracismo.

Paola MasinoAllontanata da Roma per non alimentare lo scandalo, si trasferisce a Firenze dove rivede il suo amico Felice Carena che le fece conoscere tra gli altri Marino Marini. Nasce un sodalizio anche professionale con Bontempelli, ma lo scandalo incalza e la coppia preferisce trasferirsi a Parigi dove ha modo di collaborare all’Europe Nouvelle e al Bureau international de cooperation intellectuel.

Paola MasinoInsomma, fu proprio la sua condanna all’ostracismo a permetterne la crescita artistica, perché vista con gli occhi del poi, fu solo grazie alla condanna della società benpensante che Paola Masino ebbe l’occasione di vivere una vita così intensa e interessante.

Paola MasinoA Parigi ritrovò Pirandello, il suo amico di sempre, e frequenterà Cremieux, Picasso, Max Jacob, De Chirico De Pisis. Da Parigi a Milano, dove non mancava certo il fermento intellettuale. Siamo nel 31, e qui inizia la serie di ritratti grazie ad Achille Funi, Marino Marini, Salietti. Tenta di rientrare a Roma ma per evitare ancora imbarazzo alla famiglia lei e il suo “compagno di una vita” si trasferiscono a Frascati.

Paola MasinoIl regine fascista, siamo nel’38, interdice a Bontempelli la sua attività e la coppia è costretta a trasferirsi ancora, questa volta a Venezia. Tornano a Roma, e nonostante lo scrittore sia raggiunto da una condanna alla fucilazione, qui vivono gli anni della guerra, in clandestinità aiutati dai Labroca, da Mastrocinque e da Stefano Pirandello.

Paola MasinoAnche quell’inferno ha fine e già nel ’47 pubblica un volume Poesie. L’idea di dare alle carte da gioco un’anima artistica prende vita nel 1950 e copre un arco di 25 anni. Gli amici artisti accettano volentieri e le preziose carte della collezione sono conservate nei mitici pacchetti delle Muratti che allora erano quasi un “must”.

Paola MasinoDopo la scomparsa di Bontempelli nel ’60 si dedica alla cura sua opera omnia e nel 1989 con la sua morte si chiude definitivamente un’epoca e noi che siamo entrati, “salutati ospiti” ci congediamo, ringraziando Paola Masino per questa accoglienza cosi sentita.

Paola MasinoFino al 30 aprile a Palazzo Braschi Museo di Roma a Piazza Navona

Paola Masino

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