ARTE FIERA BOLOGNA | Contratta, ridimensionata, il fiato un po’ corto… ma imperdibile!

ARTE FIERA BOLOGNA | Contratta, ridimensionata, il fiato un po’ corto… ma imperdibile!

L’appuntamento di Bologna con Arte Fiera è imperdibile e la professionalità si sente anche quest’anno, con la barra del timone saldamente in mano ad un team d’eccezione, il neo presidente Franco Boni e Angela Vettese professionista di altissimo livello a cui si deve, oltre alla direzione artistica, la cura in prima persona della sezione “fotografia”.

Ecco se si vuole sottolineare l’anima museale credo che sia questa la strada da percorrere anche per le altre sezioni e infatti l’impronta è data dal Comitato che affianca i galleristi di provata esperienza come Alessandra Bonomo, Massimo di Carlo, Marco Niccoli e Laura Trisorio, curatori come Roberto Pinto e Maria Grazia Messina.

La fiera occupa le Hall 25 e 26, ed è un bel vedere. Alle sezioni principali Main Section con 123 gallerie di provata professionalità e Solo Show cui partecipano in 18, si affiancano Nueva Vista di Simone Frangi con 3 gallerie che riflettono su artisti degni di attenzione riproponendone la ricerca forse ingiustamente trascurata, la sezione fotografia appunto, con 9 gallerie; ancora Special Project firmata da Chiara Vecchiarelli e al I piano The Body and Packaging di Genda, la rivista Italo Cinese che propone un dialogo tra esperienza e abbandono del Paesaggio.

Direi però che a queste sezioni si deve assolutamente aggiungere Euromobil, data la rinnovata e consolidata collaborazione con l’azienda che da anni è promotore dell’omonimo premio, dedicato agli artisti Under 30. Altri premi si sono aggiunti poi e mi piace qui segnalare il Premio Rotary Valle del Samoggia dedicato all’installazione più creativa.

Ed entriamo finalmente nella Hall 25. Brian Eno praticamente di fronte alla Fondazione Dino Zoli, è un po’ sconcertante ma piacevole; subito dopo la galleria Laura e Rino Costa – chi mi segue sa che ne abbiamo parlato recentemente – presenta le splendide monocotture di Luigi Mainolfi e le installazioni bianche di Rudy Pulcinelli che ritroviamo anche di fronte alla Galleria Bonelli; ancora Pino Pascali con Campaiola di Roma fronteggia la Poggiali e Forconi di Firenze con una bellssima mostra di ispirazione classica, l’ottima M.E.Vannucci di Pistoia, l’unica a presentare un catalogo ad hoc sui contenuti della loro presenza in fiera, presenza peraltro notevole grazie al bassorilevo di luce di Fabrizio Corneli, all’installazione – se cosi si può dire – di sculture di Giuseppe Spagnulo ma anche Luca Caccioni.

Proseguendo, Niccoli di Firenze con Arcangelo Sassolino e la scultura di pneumatici, Piero Atchugarry galleria di respiro mondiale, con Raffaele Rossi e i delicatissimi lavori di mano giapponese, Contini di Venezia con le sculture trasparenti di corpi umani a grandezza reale, di David Begbe, condiviso nel suo percorso, probabilmente all’insaputa uno dell’altro da Giuseppe Pugliese, e al volo Paludetto con Elvio Chiericozzi notevole il suo fulmine. Fotografato? No, disegnato in punta di matita. Finalmente emersi dal limbo Consagra e Scanavino, entrambi purtroppo scomparsi, presenti con opere di altissimo livello, ancora un piccolo Guttuso, una sculturina delicatissima. Insomma affrettatevi che ne vale la pena.

In ogni caso mi sono divertita ed emozionata. Ho visto proposte coraggiose e divertenti, con i Signori dell’Arte – Tornabuoni, Dello Scudo, Rino Costa, Santo Ficara e Guidi – due fiorentini, un veronese, un alessandrino e un genovese sfidarsi a botte di capolavori indiscussi, da Fontana a Schifano a Munari a Mainolfi. Bravi tutti questi galleristi italiani e stranieri a metà, che hanno aperto all’estero come Allegria Ravizza, che hanno investito, bypassando un momento cosi complicato, scegliendo spazi espositivi, che dello stand non hanno più nulla per fortuna, con lo stesso entusiasmo di “qualche” anno fa.

Proposte di giovani leve poche, per questo ha trovato spazio e dignità SetUp, la fiera giovane, fatta di giovani curators, non chiamiamoli curatori che nella nostra lingua evoca i tribunali. Fresca, giovane e divertente la kermesse ideata da Simona Gavioli e Alice Zannoni che hanno anticipato tante idee innovative per il futuro; è giunta alla V edizione e tra i protagonisti cito tra tutti, per ragioni di spazio, il team Vibra Giulianini, oltre alle mostre seguite da seguiti da Irene Biolchini e Chiara Giglio. E siamo cosi in Centro Città dove l’Arte è ovunque, “dall’Instabilità degli oggetti” l’ottima mostra in via Rizzoli 7 progettata da Pietro Gaglianò. E comunque ce n’è in ogni angolo e anche in ciò che proprio angolo non è, anche a Palazzo Bevilacqua, per uno degli appuntamenti più attesi di ArtCity, quello che ospita nel suo Palazzo Ippolito Bevilacqua e progettato da Oliva Spatola ed Eli Sassoli de Bianchi, quest’anno dedicato a Fabio Gianpietro.

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