RUDY PULCINELLI | L’incomunicabilita comunica

RUDY PULCINELLI | L’incomunicabilita comunica

Grandi, piccole, piane, a tutto tondo, di ferro, di gomma o acciao corten, cemento, pietra, vetroresina, carta, cotone, ceramica, polistirolo, materiali di riuso, questi i media, anima e corpo delle opere di Rudy Pulcinelli, candide come la neve o del colore della materia da cui prendono vita. Le sue lettere/scultura sembrano venirci incontro dagli spazi ariosi della galleria di Valenza.

L’artista, profondamente attratto dal tema della comunicazione, ha creato un suo lessico artistico, del tutto originale, fatto di lettere appartenenti ai sette alfabeti più usati al mondo: latino, greco, cirillico, cinese, ebraico, arabo e giapponese. Un’emblematica Torre di Babele da cui promana forte e chiaro il suo messaggio, la cultura come bene primario, unico strumento per arginare e sconfiggere la barbarie che oggi più che mai si affaccia nel nostro panorama da cui sembrava scacciata per sempre.

Le sue affascinanti lettere, testimoni della storia del mondo con la loro appartenenza a civiltà diverse, si spogliano della loro dimensione di incomunicabilità reale perché entrano in dialogo, creano intrecci, si abbracciano, formano cascate, occupano superficie piane. Si impongono così alla nostra attenzione come a quella di coloro che appartengono ad altre culture e diventano portatrici di speranza grazie al linguaggio trasversale e universale, che evoca per certi verso l’utopia dell’esperanto.

Rudy PulcinelliA dimostrarlo le innumerevoli mostre realizzate in tutto il mondo a partire da quando appena ventenne l’artista pratese viene invitato in Francia. Il suo spirito nomade e il suo lessico artistico gli aprono le porte del mondo… tocca gli Stati Uniti, gli Emirati Arabi Uniti, seguono a ritmi serrati la Germania, Paesi Bassi, Uruguay, Thailandia, Cina, Marocco e Argentina. Contemporaneamente arrivano i Premi, nel 2000 il “Fiorino d’Oro” del Premio Firenze, nella sezione scultura, “Proposta Originale” per le sette sculture per l’A.N.T.E.R. Associazione Nazionale Tutela Energie Rinnovabili che commissiona la realizzazione di sette opere, ancora l’Europol International con l’opera “Sinergie” che è all’Aja, Paesi Bassi. Le sue lettere “parlano” nella collezione permanente del Museo Paolo VI Arte Contemporanea di Brescia, come al Museo Stauròs Arte Sacra Contemporanea di Teramo, XIII Biennale d’Arte Sacra Contemporanea.

Il cursus continua inarrestabile e a Lucca, siamo nel 2009, realizza un’installazione permanente all’interno del Museo Lu.C.C.A.- Lucca Center of Contemorary Art, mentre una sua prima scultura monumentale è anche al Museo di Arte Contemporanea Fundacion Pablo Atchugarry, Uruguay. È a Bangkok nel 2009 con l’installazione “Alfabeto del tempo”, nella collezione permanente del Silpakorn Art Centre, ed è presente da allora con Art Connections al network internazionale di ARTOUR- O il MUST mentre con ArtistiKm0 presenta il suo lavoro al Museo d’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato.

Rudy PulcinelliQui mi fermo per ovvi motivi, ma chi fosse interessato ad approfondire il suo percorso, può contattare il CID/ArtiVisive, Centro di Informazione e Documentazione per le Arti Visive, Museo Arte Contemporanea Luigi Pecci a Prato. Erede di una tradizione che in Oriente è sempre attuale, Pulcinelli ha declinato con coerenza e padronanza la sua ricerca che esplora il rapporto tra arti visive e scrittura, peraltro uno dei capisaldi dell’arte del secolo scorso. Il tema ha affascinato movimenti diversissimi tra loro, che ci hanno lasciato il proprio sentire. Così le avanguardie storiche, i cubisti con i collages, i futuristi “le parole in libertà”, i dada, la pop art, la poesia visiva degli anni Settanta, ma anche Pietro Consagra, Carla Accardi, fino ad Alighiero Boetti, Bustamante, Isgrò o Maurizio Arcangeli e ora la Street art.

È proprio di questi giorni l’interessante mostra al MACRO che ne presenta varie sfaccettature a partire dal cosidetto “alfabeto” di Giuseppe Capogrossi. La freschezza e la genialità del suo fare arte sta però nel rendere protagoniste le lettere da testimoni dell’incomunicabilità, che grazie al suo fare arte si liberano della veste dovuta alle provenienze diverse. La loro memoria diventa comunicazione, dando vita ad un nuovo linguaggio visivo tra scultura e installazioni, che riporta l’Uomo al centro, esaltandone le peculiarità individuali.

Rudy PulcinelliPeculiarità appunto, vissute come tali e non come ostacoli, perché a saperle “leggere” le diversità diventano opportunità di conoscenza. Cesare Musatti nel suo testamento morale, lasciò in eredità, all’Umanità tutta, la tolleranza, perché dove c’è tolleranza c’è civiltà e quindi educazione e istruzione, chiavi per aprire la porta del comunicare che è una necessità primaria per noi figli della “tribù”.

Galleria Lara e Rino Costa
Fino al 28 febbraio
http://www.galleriarinocosta.it
La mostra è a cura di Lara Costa
Testo critico di Giorgio Bonomi

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