DONATO CARRISI | Un incontro con le ombre di uno scrittore

DONATO CARRISI | Un incontro con le ombre di uno scrittore

“A mille ce n’è… nel mio mondo di scrittori che verran.. che verran..” Nello specifico, scrittori che nascono come funghi in mezzo al bosco durante il mese di settembre: cantastorie (senza voler sembrare virtuosi) che si lanciano di testa, con tutti i suoi pro e contro, in una professione che potrebbe calzargli a pennello come invece sembrare una tutina da gara di sci addosso ad un elefante.

Dunque, non sempre ci azzeccano, soprattutto quando si prendono il rischio di intraprendere la strada del genere Thriller/Giallo, che forse non c’è una via più incasinata di questa. Poi per nostra fortuna di lettori, ci sono invece quegli scrittori che porca miseria, non sbagliano mai: uno di questi è Donato Carrisi, che martedì 6 dicembre ha deliziato la città di Torino con le sue parole i suoi racconti.

Per l’occasione, ha scelto una location ambita quanto mai deliziosa che esiste come tale solo nel capoluogo piemontese: il Circolo dei Lettori, in Via Bogino. Un freddo allucinante fuori, un caldo culturale dentro. Alle ore 21, la sala principale del Circolo erano gremita di persone (ma senza sfociare in una massa informe), pronte e in attesa di Donato (per noi, solo oggi, Donatone).

Insieme a Giuseppe Strazzeri, direttore editoriale della casa editrice Longanesi, si è assistito ad un dialogo tra i due, che poi in realtà si è trasformato in un monologo dello scrittore (e ben venga), dove il suo nuovo romanzo era sì il protagonista delle sue parole, ma non si è parlato solo di quello. Donatone parla dei rischi, di come lui abbia rischiato nella sua vita intraprendendo la carriera di scrittore di Thriller (e di rischi si parla solo perché siamo in Italia), di come a lui sia andata indubbiamente molto bene e di come vorrebbe vedere rischiare molte altre menti potenzialmente geniali che se ne stanno nascoste nell’ombra.

Si è parlato anche di loro, delle ombre, che ci accompagnano sempre ogni giorno e di come siano le nostra compagne silenziose quando la luce sparisce e si lascia spazio al buio: un buio artificiale, creato da un black out nella già molto caotica Roma, che senza corrente rischia di diventare una città in preda alla più totale anarchia. Perché è il buio che sembra darci il coraggio di fare tutto quello che non osiamo compiere alla luce del sole: tradimenti, atti vandalici, pensieri oscuri, omicidi.

Donatone ci trasporta in un mondo frenetico come quello che vive la città del passato, del presente e del futuro, ci trascina con lui e riesce a farlo utilizzando solo le parole. Le sue parole, così pulite e limpide e sincere, senza essere banali, che dal libro passano alla nostra realtà senza nascondere una certa ironia che risulta così perfetta nonostante la tematica non sia affatto ridicola.

Uno scrittore apprezzato nel panorama mondiale, l’unico autore di thriller qui in Italia, come lui stesso ammette dopo il grande Giorgio Faletti, senza il quale lui per primo non si sarebbe mai dedicato alla carriera di scrittore. Al termine dell’incontro, Donatone si dà con il cuore al firma copie dei suoi libri, e non solo: con ironia e gentilezza fa foto con tutti, ridendo e scherzando, proprio come se i suoi lettori fossero parte del suo mondo più privato, una grande famiglia allargata.

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