LEGO | The Art of the Brick approda a Milano

LEGO | The Art of the Brick approda a Milano

“Crea ciò che vedi. Crea ciò che senti. Crea ciò che non hai mai visto. Semplicemente, crea.” Questo è il senso dell’esposizione The Art of the Brick dell’artista americano Nathan Sawaya, ex avvocato che ha lasciato la sua professione per dedicarsi all’arte, curata da Fabio Di Gioia e aperta dal 19 ottobre 2016 al 31 gennaio 2017. Dopo il grande successo riscosso a Roma l’anno scorso, in cui furono contate oltre 150mila presenze, la mostra delle opere d’arte realizzate con i mattoncini Lego ha scelto Milano: un’area di oltre 1600mq ospita più di 100 opere presso La Fabbrica del Vapore (Via Giulio Procaccini n.4, Milano).

E’ una mostra di arte moderna che vuole unire la Pop Art al Surrealismo con delle creazioni sbalorditive che si lasciano contemplare dal visitatore. In particolare, suscitano grande interesse le opere in 2D e in 3D dei capolavori d’arte più famosi al mondo: la Gioconda di Da Vinci, la Venere di Milo, la Ragazza con l’orecchino di Perla, il David di Michelangelo, la Notte Stellata di Van Gogh e tanti altri pezzi inediti.

legoAltra peculiarità della mostra dei Lego è stata quella di intercettare un pubblico senza età. Come spiega il curatore stesso Fabio Di Gioia, “il lavoro di Nathan Sawaya colpisce immediatamente, forse anche più l’adulto che il bambino. Le opere infatti sembrano tutte facilmente realizzabili: basta avere a disposizione un buon numero di mattoncini e attaccarli secondo uno schema. Ma in The Art of The Brick c’è soprattutto l’elemento del genio, nascosto dal divertissement, che esprime sia l’arte, reinterpretandola, sia la condizione umana. E questo è piuttosto un gioco da adulti. Introdurre la mostra di Sawaya in Italia, riconosciuta terra del genio e dell’arte è dunque un atto vincente poiché ci sembra di riportare in Patria qualcosa che in fondo, ci appartiene”.

“Docere et delectare”, dunque, come credeva un grande della Letteratura, sono gli scopi di Nathan Sawaya: insegnare e divertire allo stesso tempo. Accessibile a tutti, quindi, la mostra affascina adulti e bambini di tutte le età, e tutti coloro che, a un certo punto della vita, hanno maneggiato i famosi mattoncini Lego dando vita all’immaginazione.

“Forse la mia opera più famosa, Yellow ha sempre destato l’attenzione di adulti e bambini. Perché? Credo che noi adulti apprezziamo molto il valore catartico dell’ “apertura di se stessi al mondo” per l’anima. E i bambini? Loro invece si divertono perché ci sono gialle interiora sparse ovunque tutt’intorno. Io invece interpreto quest’opera come la metamorfosi che ho vissuto nel corso dei miei viaggi.”

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