Toronto e le strade colme di libri

Toronto e le strade colme di libri
(fonte immagine: www-gqitalia)

A Toronto, dal 1 al 2 ottobre, in occasione della notte bianca, le strade sono state riempite da circa 10 mila libri

A Toronto, Canada, dal tramonto del 1 ottobre fino all’alba del 2 si è assistito a una vera e propria rivoluzione culturale.

Stop al traffico che circonda le persone, che affolla le menti e impedisce di assaporare il silenzio. In occasione della notte bianca le macchine sono rimaste parcheggiate e si è lasciato spazio alle gambe e agli occhi che si sono trovati circa 10 mila libri tra le strade della città Hagerman Street di Toronto.

Questa rivoluzione culturale che prevede l’“invasione” di libri per le strade della città non è la prima: infatti è già stata fatta a New York e a Madrid (illegalmente) e a Melbourne.

Tale installazione è arrivata anche a Toronto, creata dal collettivo spagnolo di artisti e designer di Luzinterruptus e curata dall’artista Camille Hong Xin con l’intento di sensibilizzare a interessi comuni, come in questo caso alla lettura.

L’iniziativa prende nome “Literature vs Traffic” proprio a sottolineare questa dicotomia che intercorre tra il traffico della città immersa nella velocità e la lentezza che accompagna – e pretende – la lettura di un libro.

Literature vs Traffic è un’iniziativa che cerca di sensibilizzare sia sull’importanza delle lettura che su quella del traffico. Tra i motivi che hanno, infatti, spinto a scegliere Toronto come città ospitante di questa iniziativa, c’è quello che i pedoni si trovano a combattere una battaglia quotidiana per non essere travolti dai veicoli che sfrecciano veloci.

Rallentare per osservare

La nostra è l’era della velocità, quella in cui a un pensiero lento si sostituisce uno rapido fatto di frasi spezzettate e sentimenti a breve scadenza. Come sostiene il neurobiologo Lamberto Maffei in “Elogio alla lentezza” (2014) questa rapidità ci sta portando ad un’atrofia dell’emisfero cosiddetto “del tempo”, ovvero l’emisfero sinistro che come suo proprio ha la lentezza, in quanto essa è propria dei meccanismi nervosi che ne stanno alla base, basti pensare come gli impulsi nervosi che si distribuiscono in modo temporale richiedano tempo per trasmettere un messaggio.

Il circuito della letto-scrittura risiede a sinistra e questo fa comprendere quanto sia necessaria la lentezza per l’essere umano.

L’iniziativa svolta a Toronto ci spinge a riflettere a quanto spesso, immersi nel solito affanno quotidiano, non prestiamo un po’ di tempo alla lettura, quando leggere è importante, sia a livello spirituale, sia come si è visto precedentemente, a livello neuronale.

A questo si aggiunge il problema del traffico, che porta con sé quello dell’inquinamento, ambientale, ma anche acustico.

Quei due giorni a Toronto hanno dato la pace ai tanti cittadini che abitano o che si sono trovati a passare di lì.

Abituati a delle strade stracolme di macchine e rumori di clacson e quant’altro, essere accolti dal silenzio di libri aperti a terra dev’essere stato uno spettacolo speciale per quanti hanno avuto la possibilità di assistervi.

I creatori e curatori dell’iniziativa palesano con tale parole il loro intento:

«Il nostro intento è quello di portare la letteratura a conquistare lo spazio pubblico – spiega il collettivo sul proprio sito, – offrendo ai passanti un luogo libero dal traffico. Un luogo che per qualche ora deve sottomettersi al potere della parola scritta. Così uno spazio che solitamente è riservato alla velocità e al rumore può diventare un posto di tranquillità e relax, illuminato dalla luce soave delle pagine. Alla fine le auto torneranno nella strada, ma molti di quelli che avranno assistito all’installazione porteranno con sé il ricordo di questa notte, e impareranno a vivere meglio la propria relazione con l’ambiente circostante.»
(Fonte: www.gqitalia.it)

Un po’ come sosteneva Leopardi con il concetto di “social catena umana” anche qui l’effetto sperato è che da questa – in fondo piccola – iniziativa, della durata di soli due giorni, ci si apra ad una riflessione che conduca alla consapevolezza di come ogni tanto sia necessario rallentare e dedicarsi ad attività quali la lettura, necessaria un maggiore sviluppo della propria personalità e individualità.

La situazione in Italia

Il nostro Paese è indubbiamente la culla dei maggiori poeti e scrittori di ogni tempo. Conta la genitorialità delle opere maggiori che hanno resistito allo scorrere del tempo grazie alla loro forza letteraria e artistica, ma questo sembra non essere necessario all’arresto del calo dei lettori. Gli ultimi sondaggi effettuati dall’Istat hanno evidenziato come nel nostro paese si registra un calo della quota dei lettori. La quota che supera il 50% è quella composta dagli studenti che quindi leggono perché “devono”. Gli italiani che hanno letto almeno un libro nel tempo libero – e quindi non legato a motivi scolastici o di lavoro – è circa il 42%. Questi sono i cosiddetti “lettori deboli”, quelli “forti”, ovvero quelli che leggono almeno un libro al mese, sono solo il 13,7%, meno rispetto al 2014 che ne contava 14,3%.

A questi dati si aggiungono quelli agghiaccianti dell’editoria. Circa il 40% dei piccoli editori potrebbero sparire sotto la spinta della crisi che si sta vivendo nell’editoria – e non solo.

In tutto questo scenario, per lo più tragico, se ne aggiunge un altro: circa il 70% degli italiani vive un fenomeno di “analfabetizzazione di ritorno” che non gli permette di comprendere appieno un testo complesso e questo ovviamente dipende dal fatto – già illustrato – che l’uomo italiano legge sempre meno.

Velocità, consumismo, tecnologia, sono sicuramente tutti elementi che ostacolano la lettura e la lentezza, ma iniziative come quella a Toronto sono necessarie per farci riflettere su come, nonostante gli impegni, nonostante la necessità di trovarsi rapidamente da un posto all’altro, non dobbiamo dimenticare che la nostra caratteristica primaria è la lentezza e a questa aggiungerci l’importanza della letteratura.

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