I Mestieri della Moda. Agatha Ruiz de la Prada

Sfavillante. Colorata. Estrosa. Sono questi alcuni degli aggettivi con i quali è possibile descrivere  la mostra che si terrà fino al 5 maggio presso il museo Correr e dal titolo I mestieri della moda. Agatha Ruiz de la Prada. Trentuno abiti che reinterpretano con una ludica esuberanza icone care alla stilista madrilena e che, al contempo, parlano con sfrontata allegria dei suoi trentuno anni di carriera.
Le creazioni presentate e accolte nel Salone da Ballo del Museo Correr in Piazza San Marco, giocano con l’idea propria di moda, trasformandosi in vere e proprie opere d’arte, nelle quali predominano opposizioni nette di forme e colori: strutture quasi architettoniche che sfidano lo stesso concetto di vestibilità e nascono dal vissuto della stilista.
Sorprende l’abito gabbia, nel quale le linee pulite quasi minimaliste e debitrici agli anni Settanta, si scontrano con la freddezza della gabbia circolare contenente uccellini di plastica dipinti a colori pieni. Nascono i contrasti e le forti, eccentriche e quanto mai bizzarre contrapposizioni, come è possibile notare con l’abito ombrello che, nello stesso tempo, esaspera le forme tipiche degli anni Cinquanta e gioca con i complementari: ecco, allora, che se sul bustino compare una nuvola azzurro chiaro, la gonna, invece, si tinge di un giallo carico e solare.
Le creazioni dell’artista parlano e desiderano raccontare gli scontri tra gli opposti, quelli presenti nella moda, quelli esistente nella vita.
Tuttavia, nonostante la forza prorompente di queste opere d’arte, questa carica di energia che fa sia dimenticare momentaneamente che riflettere sulle sofferenze che invadono i nostri tempi, chi è chiamato a visitare la mostra non riesce totalmente a vivere l’attimo, le sensazioni.
L’allestimento scelto, infatti, se da un lato ha la pretesa di raccontare una storia, quella di un ballo, dall’altro non permette al visitatore di farne pienamente parte: l’uomo si sente intruso in questo mondo, e a nulla gli serve camminare tra i manichini; il suo ruolo è quello di comparsa e non di partecipante all’evento.
L’osservatore si sente escluso e solo tra la folla di personaggi-vestiti, ed i colori estrosi ed accesi, che in alcune delle creazioni diventano quasi fluo, non riescono a colmare il vuoto che si viene necessariamente a creare: il visitatore come partecipante ad una festa per la quale non possiede in realtà l’invito, estraneo tra gli estranei, diverso tra i diversi.
Nonostante, quindi, le meraviglie contenute nella sala, si viene a creare una sorta di barriera inconscia che costringe il fruitore a circumnavigare l’area centrale occupata dagli abiti, piuttosto che camminarci attraverso, fatto che preclude la totale fruibilità dell’opera e della sua bellezza.
La sensazione è che non ci sia comunicazione tra le parti, un dialogo che dovrebbe essere, invece, essenziale e necessario in occasioni del genere, oltretutto se l’artista in questione è una stilista vitaminica del calibro di Agatha Ruiz della Prada.
L’esposizione immortala attimi senza, tuttavia, raccontarli, pregiudicando la riuscita di una mostra che avrebbe potuto, sulla carta, essere grandiosa per i tanti fattori positivi (la location, le opere, il momento storico), ma che nella realtà non riesce a trasformare l’arte in vita e la vita in arte.

 

Giulia Jurinich
26 marzo 2013

Foto: “Cage dress, Agatha Ruiz de la Prada”

Scheda tecnica
I mestieri della moda. Agatha Ruiz de la Prada, fino al 5 maggio 2013, Museo Correr, Piazza San Marco, Venezia.
Orario:  fino al 31 marzo tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.00 (la biglietteria chiude un’ora prima); dal 1 aprile al 5 maggio dalle 10.00 alle 19.00 (la biglietteria chiude alle 17.00).
Biglietti: intero 16,00 euro; ridotto 8,00.

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