Tarantino in stile Penguin: quando la letteratura diventa design

Il grafic designer londinese Sharm Murugiah, forse ispirato dal premio Oscar per la sceneggiatura di Django Unchained dato a Tarantino quest’anno, ha realizzato una serie di artwork dedicata proprio alle sceneggiature del regista. La particolarità? Lo stile dei tascabili Penguin.

 Per chi non lo sapesse, la Penguin Books è una nota casa editrice inglese nata nel lontano 1935. La storia della sua nascita vede il fondatore Allen Lane aspettare il treno in una stazione di Exter, di ritorno da una visita ad Agatha Christie. Insoddisfatto data la mancanza di un buon libro da acquistare, ecco l’illuminazione: se solo si potesse ottenere una lettura di qualità in stazione o in tabaccheria a prezzi modici, il mercato editoriale ne risulterebbe del tutto rivoluzionato. Aveva ragione.

Nel 1936 la Penguin diventa un’azienda, dopo aver lanciato le opere dei contemporanei Hemingway, Maurois e la stessa Agatha Christie. Nel corso degli anni la casa editrice si arricchirà di collane specializzate (classici, gialli, letteratura per bambini ecc); per la prima volta delle grandi opere entravano nella vita dell’uomo medio grazie a un’accessibilità economica senza precedenti: l’Odissea magari, a soli 6 pence, l’equivalente, all’epoca, di un pacco di sigari.

Ma la storia della Penguin non vanta meriti esclusivamente culturali; le origini della popolarità vanno cercate nel design. Il logo e lo stile, realizzati inizialmente da Edward Young, sono caratterizzati da un tratto sobrio e stilizzato, senza il capriccio di sfumature cromatiche.

La grafica dello stile Penguin diventa subito moda fino ad arrivare ai giorni nostri come una nuova pop art, dalla quale lasciarsi ispirare per uscire dalla letteratura e invadere la grafica cinematografica. Sharm Murugiah ha reinterpretato uno stile in omaggio a Tarantino e a tanti altri registi, realizzando i poster di numerosi film (tutti rigorosamente sulla scia del Penguin design).

In conclusione, se ora possiamo acquistare una tragedia di Shakespeare a 4,90 euro dobbiamo ringraziare, molto probabilmente, la felice intuizione di Allen Lane. Ma non solo.
La scelta del grafico inglese ci ricorda quanto sia facile che un’arte ne richiami per natura un’altra in un gioco infinito di compenetrazione e arricchimento.
Possiamo intrecciare, storicamente ed esteticamente, letteratura, cinema e arte grafica, tutto al costo di un pacco di sigari. Cosa chiedere di più?

Martina Perseli

22 marzo 2013

 

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook