Il carattere ha carattere. Typevisual di Lorenzo Marini

Il carattere ha carattere. Typevisual di Lorenzo Marini

Lorenzo Marini. Nomen omen dicevano i latini. E in effetti nome e cognome già evocano protagonisti indiscussi del mondo dell’arte. I primi che “vedo” Lorenzo Ghiberti e Marino Marini. Il nostro Lorenzo è veneto di nascita, e di educazione ancestrale all’arte. Evanescente quanto presente, alternativo e pragmatico, sensibile e manageriale, questo e altro, Lorenzo Marini vive e lavora fra Milano, Los Angeles e New York. Queste le sue città, fino a poco tempo fa solo come titolare di una delle più importanti agenzie di pubblicità. In questo campo per lui parlano i prestigiosi premi conseguiti a livello internazionale.

typevisualDa 15 anni però ha definitivamente rotto la sottilissima lastra di ghiaccio che separa il mondo dell’arte dal suo quotidiano lavoro creativo, accettandone finalmente la contiguità prima, il dialogo poi, e infine la simbiosi. Angela Vettese in uno dei suoi tanti libri – “Si fa con tutto. il linguaggio dell’arte contemporanea ” – anticipa il concetto della totale legittimità dell’arte contemporanea a invadere campi “altri”, ma nel suo caso il confine tra grafica e arte è davvero quasi inesistente.

La ricerca di Lorenzo Marini ha la levità e la pervasività di un soffio d’aria, le parole sgorgano dalla mente alla tela e i caratteri zampillano ovunque. Caratteri con un’anima e una loro precisa personalità. Ognuna delle 26 lettere dell’alfabeto diventa l’incipit di una fiaba, di una poesia, quelle 26 lettere dell’alfabeto così amate, “umili compagne di viaggio”, prendono forma e dignità artistica per l’identità che in esse, quale regista indiscusso della parola, Marini sa cogliere e trasmettere.

typevisualDalle tavolette degli assiri ad oggi i caratteri sono sempre stati protagonisti del nostro vivere e il loro fascino è sentito, anche da altri artisti, uno per tutti Rudy Pulcinelli, che ha saputo dar corpo e corposità alle lettere grazie alla scultura, suo precipuo campo d’azione. Già sento il loro contrappunto. Dalla sostanza poetica alla poetica della forma, Marini ha sviluppato la sua ricerca in questi ultimi quindici anni in assoluto isolamento, isolamento fatto di concentrazione e di difesa. Parlo di quella difesa, quantomeno incoscia, da quella mentalità “di importazione”, non certo italiana, anche se purtroppo ormai radicata, quella corrente insinuatasi ovunque: la monocultura imperante, quella cultura della specializzazione, paradossalmente assimilata nel Paese che ha canoni all’esatto opposto, avendo dato i natali a giganti della versatilità.

typevisualE proprio qui, in questa terra ricca di talenti, poco archiviabili, ha trovato spazio quel perfido detto che recita “chi più fa più sbaglia”. Ha avvelenato intere generazioni contraddicendo la qualità più alta e la componente più forte dell’essere artista. Ne è testimone Leonardo che suonava il liuto come un dio, Michelangelo che ci ha lasciato splendidi sonetti e per venire più vicino a noi, Fausto Melotti, ingegnere, ceramista, scultore, disegnatore e pianista, o Giorgio Faletti, da campione di rally a pittore e aggiungete voi gli altri campi sicura che li conosciate già.

typevisualA proposito di Typevisual, la mostra personale che resta in cartellone fino a fine ottobre, Giacomo Grasso che segue Marini da tempo, sottolinea che apre un nuova strada nel percorso senza fine dell’arte, perché “sfrutta la capacità comunicativa della pubblicità, la linearità mistica della grafica e l’intimità antica della pittura, convogliando il tutto verso l’osservatore che d’innanzi alla dimensione bianca riscopre sè stesso.”

typevisualInstancabile e generoso, Lorenzo Marini è in partenza per Barcellona dove, dal 17 al 23 ottobre, lo aspetta ARTOUR-O il MUST. Un felice ritrovarsi al MUSeo Temporaneo, dopo la presenza a Praga dell’anno scorso. Massima la sintonia con l’evento accolto all’Istituto Italiano di Cultura e in altri luoghi prestigiosi in Città come la Fondazione Miralles, per la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, dove è presente come artista, come manager e come relatore, perfetto sotto ogni aspetto per il tema lanciato quest’anno dal Ministero degli Esteri: il Design

TYpevisual Palazzo della Permanente Milano

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