APHRA BEHN O “LA PROSTITUTA DELL’INTELLIGENZA”: dal Seicento all’8 marzo

    Una donna  che faceva pagare il proprio cervello… non altro,  tanto da essere apostrofata  negli ambienti intellettuali  inglesi  del ‘600la poetessa prostituta”.  E’ consuetudine alla data canonica  ma  limitante  dell8  marzo  riproporrequestafigura emblematica di  donna,  Aphra Behn,  una  scrittrice che a quell’epoca  osava  uscire allo scoperto,  di presentarsi cioè  al pubblico  nella suareale identità femminile anziché  velarsi, come  era  consentito  alle donne scrittrici dell’epoca, dietro uno pseudonimo maschile. 

    Poco conosciuta dal grande pubblico odierno, anzi ignorata e svilita come autrice per tre secoli, Aphra Behn, scrittrice, poetessa e drammaturga, veniva messa all’indice  dalla pruderie  del tempo  che considerava alla stregua di una prostituta la donna che  scrivesse per denaro.  Penna assai  prolifica e anticonformista, fustigatrice dei costumi  delle classi sociali di allora,  la Behn  fu antesignana  nell’affrontare  argomenti  scabrosi  quali l’omosessualità, l’impotenza, la violenza sessuale.  Divenne  oggetto di insulti feroci  da parte dei critici e censurata per tutta la sua vita, che condusse attraverso  vicende drammatiche e avventurose:  una femminista ante litteram, coraggiosa e spregiudicata.
     I ritratti  di Aphra Behn  ci rimandano l’immagine di una  bellezza opulenta, con  una massa di  riccioli bruni alla Re Sole, diremmo oggi, che i coiffeurs  del  nostro secolo  non hanno davvero inventato  ma copiato  di sana pianta  dagli archivi  della storia del costume.

La storia di Eaffry
   Occorre inquadrare la Behn  in quel periodo della storia  monarchica inglese chiamato il periodo della  Restaurazione.  In  sintesi,  alla morte di Re Carlo I,  nel 1649, seguì  la breve parentesi del governo repubblicano del Commonwealth, sfociato nel protettorato di Oliver e Richard Cromwell. La mancanza di sostenitori politici  dei Cromwell  creò un vuoto di potere, per cui venne richiamato Carlo II, esule in Francia, e restaurata la monarchia con la sua Incoronazione nel 1661.
   La biografia di Eaffry , questo il diminutivo di Aphra, riporta notizie abbastanza  discordanti circa la sua nascita e il suo percorso esistenziale, specie nella prima fase della sua vita.  Nasce  il 10luglio 1640 nel Kent, vicino Canterbury, quasi certamente dal barbiere Bartholomew Johnson ed Elizabeth Denham, ma forse da loro adottata. E poiché Elizabeth presta servizio come infermiera o balia presso il ricco barone Colepeper, si suppone che Eaffry sia cresciuta con i figli del barone. Tale familiarità la porta  a frequentare  ambienti  d’elite che favoriscono  la sua cultura e lo sviluppo di una personalità già di per se stessa singolare.


    Il primo importante viaggio è  nel 1663, quando visita  una colonia inglese sul fiume Suriname in Venezuela,  dove è quasi  accertato  l’incontro  con  un principe africano tenuto in schiavitù, che le offre lo spunto per scrivere  una delle sue opere più famose “Oroonoko, or the Royal Slave”, considerato come primo romanzo “abolizionista” mai scritto da una donna.  Sposa  nel 1664  Johan Behn, mercante tedesco di origine olandese, ma il matrimonio  dura  pochi anni, rivelandosi solo un pretesto  per  raggiungere lo stato di vedovanza che le avrebbe facilitato  il raggiungimento dei suoi  progetti.  
     E’ nel 1666, a 26 anni,  che fa  il suo primo ingresso a Corte, quando  Re  Carlo II, da  cinque  anni  incoronato, forse vista la sua avvenenza e personalità,  le offre il ruolo di “spia politica” ad  Anversa  nel corso della seconda guerra anglo-olandese. Nella città belga, con lo pseudonimo di Astrea, col quale pubblicherà  buona parte dei suoiscritti,  non ricevendo dalla Corte compensi adeguati al suo tenore di vita,  Aphra è costretta ad indebitarsi a tal punto da essere arrestata per debiti! Rilasciata grazie all’intervento di un anonimo benefattore, da allora in poi si manterrà esclusivamente col proprio talento di scrittrice.

 Critiche , scandali  e sepoltura regale
    Alla donna avventurosa e  avventuriera va dato  il merito della sua  genialità,  riversata  senza remore  di pregiudizi  nella sua  produzione  drammaturgica, poetica e letteraria.  Fu nel 1670 che debuttò come autrice teatrale in “The Forced Marriage” , quel  “matrimonio forzato”  di sapore  autobiografico, come è lecito supporre.   Fu un grande successo di pubblico, tanto che  la commedia venne replicata per sei serate di seguito, con evidenti  introiti  economici  per  l’autrice. Non dello stesso parere si dimostrava  la critica bacchettona  – e invidiosa dei successi della Behn –  che  non smise di stroncarla e insultarla come “ prostituta dell’intelligenza”.
   Alla produzione teatrale, assai incentrata sui quei “matrimoni combinati” che erano costume dell’epoca, Aphra alternava  la passione per la poesia.  Anche il suo stile poetico  debordava  dalle  leziosità  arcadiche  delle altre autrici  costrette a  velarsi sotto panni maschili:  il suo approccio ai versi risultava carico di umorismo, raro nelle donne,  e di un  sano e ardito erotismo  proprio della sua indole  e delle  esperienze di una vita  vissuta al di là delle convenzioni. Quel suo genio era considerato “mostruoso” ed Aphra  così poco femminile.  Lei stessa affermava di scrivere  “… per la parte maschile che è in me, per il poeta che è in me”.
    Va detto che  gli scrittori inglesi dell’epoca  non erano affatto castigati e che quel “self control” tutto anglosassone  va ridimensionato ad una pura questione di apparenza, laddove la produzione letteraria maschile  denunciava espliciti contenuti sessuali. Aphra Behn non negò di essersi ispirata nei suoi lavori a quel Conte di Rochester, poeta,  noto libertino sia nella vita privata che artistica.    
      “The Disappointment” ( La Delusione, 1680) è  il componimento poetico di Aphra  più popolarmente conosciuto, trattando  del  problema da sempre diffuso dell’impotenza maschile.  Parla del pastore Lisandro che arde dalla voglia di possedere la vergine Clori: nell’inseguimento, Clori cade svenuta e alla mercè di Lisandro, ma il pastore, ahimè, non riesce assolutamente nel suo intento.  Quanto una Nemesi  vendicatrice  dovrebbe abbattersi al momento opportuno  sugli  stupratori di oggi!
     La Behn  si manteneva anche  come  traduttrice di lavori letterari e scientifici, conoscendo il francese, l’italiano e lo spagnolo. Fu considerata l’autrice più prolifica del suo tempo dopo il grande John Dryden, anch’egli drammaturgo, poeta e traduttore suo contemporaneo.  Nell’ultimo periodo della sua vita, in due  commedie del 1682,  Aphra  scagliò  dure critiche al regno di Carlo II  e per questo  dovette ancora una volta sopportare  il peso del carcere.

    Astrea, la spia letterata, tolse il disturbo a quei critici suoi fieri oppositori  all’età di 49 anni, il 16aprile 1689.  Ed era suo destino  sorprendere fino alla morte. Ultimo scandalo di una  contestata  e controversa esistenza,  fu sepolta  nell’Abbazia di Westminster:  la sua tomba giace  nell’austera  cattedrale  gotica  di Londra, tempio sacro di  sacre spoglie di Re, Regine,  personaggi della letteratura, delle arti, delle scienze. 
    Lei,  Aphra Behn, la “commoner”,  la provinciale del Kent  cattivo esempio per le donne inglesi,  antesignana dell’emancipazione femminile, ancora  disegna  tra le arcate a sesto  acuto di Westminster  le note della sua canzone di  libertà.

 

Angela Grazia Arcuri

Roma, 8 marzo 2013

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