Il vintage più moderno che mai del Future Vintage Festival

Il vintage più moderno che mai del Future Vintage Festival

Impressioni e momenti della settima edizione, da record, del Festival conclusasi domenica a Padova.

future vintageLinus l’ha definita cool, io aggiungerei chic, ricca di dettagli e di linguaggi nuovi raccontati tra una sala e l’altra del Centro Culturale Altinate San Gaetano che dal 9 all’11 settembre ha ospitato il Future Vintage Festival.

La varietà di stimoli e di colori offerta nel corso delle tre giornate ha saputo raccontare il concetto di classico contemporaneo: il vecchio, o meglio il vintage, che sposa la modernità portandosi dietro le certezze (e quella giusta dose di decadenza) del passato. Iconico il selfie-dipinto, simbolo del Festival, raffigurante un ritratto dai colori caravaggeschi dietro ad un modernissimo selfie-stick.

È stata un’edizione dei grandi numeri quella appena trascorsa a Padova che ha registrato oltre 53.000 presenze attirate da 15 incontri con grandi protagonisti, 16 workshop creativi, 24 mostre ed esposizioni, 4 concerti serali e 4 eventi fuori festival.

Molto apprezzato lo spazio dedicato alle eccellenze dell’industria e dell’artigianato made in Italy firmato da nomi storici quali Fiorucci e Olivetti nella sezione “Icon”, per passare a quella del “Design” dove abbiamo conosciuto realtà curiose come FattoBene che vuole valorizzare le marche storiche dell’industria italiana; impossibile non sorridere annusando la Carta d’Eritrea o la profumatissima Coccoina che alcuni i più vintage, ricorderanno bene.

Un’autentica sorpresa è stata la mostra fotografica Hey Ho Let’s Go dedicata ai Ramones, a cura della galleria Ono Arte Contemporanea di Bologna, che documenta i primi anni della mitica punk band newyorkese attraverso gli scatti di Danny Fields, all’epoca il loro primo manager.

Tra le 21 mostre ed esposizioni artistiche che abbiamo visitato spiccano anche gli scatti di Nicola Bertellotti, Giuseppe Palmisano, le illustrazioni psichedeliche di Matteo Guarnacca, dove si incontrano culture arcaiche e culture moderne, per passare poi da quelle di Michele Guidarini e Pasquale de Sensi fino alle illustrazioni realizzate con una semplice biro di Marcello Carrà.

Gli amanti della carta hanno trovato un regno felice nella parte dedicata ad Emidio Bernardone che dalle centinaia di riviste accumulate nella sua cantina crea dei collage unici dove il frammento di carta destinato al macero diventa reliquia e testimone di un passato che si rinnova. Il giro continua con la “Street Art” amatissima dal pubblico, che poi lascia spazio al bizzarro nell’area curiosissima dedicata alle Wunderkammer, dove abbiamo ammirato centinaia di piccoli oggetti alcuni degni del laboratorio del Dottor Frankenstein.

«Mai come quest’anno l’afflusso di pubblico ha premiato le esposizioni artistiche e di design nei piani superiori. In questo modo, anche grazie alle preiscrizioni online sempre più numerose, siamo stati in grado di ridurre i tempi d’attesa per l’ingresso del pubblico, eliminando quasi del tutto le code per l’accesso al festival, decongestionando la fila che si veniva a creare per l’Expo Mercato», ha commentato Andrea Tonello, direttore del Festival.

Dopo aver acquistato una grottesca stampa da Django Notes e una lattina di Real Shit (si è proprio della sana shit in lattina totalmente biologica e maturata 9 mesi) siamo passati al cuore pulsante della manifestazione, l’Expo Mercato, dove più che di esplorare linguaggi la tentazione era di esplorare il portafogli tra le bancarelle di venditori selezionati tra i migliori professionisti a livello internazionale.

Hanno registrato il sold-out tutti gli incontri gratuiti con le 15 personalità di rilievo nel mondo della moda, del design, della comunicazione e dello spettacolo nell’auditorium del Centro Culturale dove centinaia di visitatori hanno potuto conoscere da vicino Justine Mattera, Mauro Corona, Maccio Capatonda, Giampiero Mughini, Ambra Angiolini, Rocco Siffredi, Ivan Zazzaroni, Linus, La Pina e Diego di Radio Deejay, media partner dell’evento.

Non è mancata nemmeno la buona musica al Future Vintage Festival iniziato giovedì sera con il live acustico dei Tiromancino allo storico Caffè Petrocchi, seguito poi dal live degli Street Clerks, Mokadelic per chiudere domenica sera con l’esibizione di Tony Esposito.

L’evento ha dato spazio anche alla Fondazione Foresta Onlus che da anni si occupa del problema relativo alla violenza sulle donne. Durante il Festival la charity ha raccolto 30.000€ per la realizzazione del progetto di prevenzione “Salviamo Otello” che propone un punto di ascolto per uomini che abitualmente agiscono con violenza.

Il Future Vintage Festival, organizzato da Vintage Factory in collaborazione con Superfly Lab si riconferma ancora una volta una manifestazione leader nel settore in Italia.

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