Casa Venier de’ Leoni, benvenuti nell’ultima residenza di Peggy Guggenheim

Casa Venier de’ Leoni, benvenuti nell’ultima residenza di Peggy Guggenheim

Siamo a “Casa Venier de’ Leoni”, ma non a Venezia, a Genova a Palazzo Ducale dove il Centro Primo Levi ripropone l’ultima splendida residenza scelta da Peggy Guggenheim, ora Museo molto attivo d’arte contemporanea, a Venezia.

La mostra “La Valigia dell’Arte”‘ a cura di Alberto Rizzierio e Danièle Sulevic, è senz’altro in linea con il messaggio interculturale che il Centro ama diffondere, ed è realizzata in collaborazione con Palazzo Ducale di Genova. Fin dal titolo ne esprime il carattere.

Peggy Guggenheim, un nome, un mito e per chiunque bazzichi il mondo dell’arte un MUST!

La Fondazione Primo Levi ci invita quindi a varcare la soglia della residenza della signora dell’arte per antonomasia. Un privilegio indubbiamente, come privilegiata è stata la sua vita da romanzo.

GuggenheimNata alla fine dell’ottocento a NewYork, che lascerà per trasferirsi, grazie a Laurence Vail, marito e padre dei suoi due figli Sindbad e Pegeen, quest’ultima un’artista, a Parigi che vive uno dei suoi tanti momenti magici. Qui conosce Constantin Brancusi, Djuna Barnes e Marcel Duchamp, amici poi di tutta la vita. Il mondo dell’arte diventa il suo mondo e a 40 anni, quando già i bagliori dell’orribile guerra fratricida lampeggiano per l’Europa, decide di scommettere sulla vita e apre a Londra Guggenheim Jeune, una galleria d’arte che impronterà il corso dell’arte del dopoguerra. Frequentata da intellettuali come Samuel Beckett, presenta al mondo tra gli altri Jean Cocteau, Vasily Kandinsky. La galleria si rivela in realtà essere il primo passo verso il suo museo d’arte moderna a Londra. L’idea non si concretizzerà però perchè Peggy, totalmente assorbita dalla sua passione, è determinata a “comprare un quadro al giorno”: Georges Braque, Salvador Dalí, Piet Mondrian, Francis Picabia, Brancusi. Il mondo è in fiamme e lascia la Francia occupata dai nazisti, per tornare a New York con una piccola tribù formata dai figli, Max Ernst che sposerà di li a poco dopo, e il marito con la sua seconda moglie. L’arte è famiglia sistema di vita e quindi “patria” e apre “Art of Century”, che inaugura con una doppia personale: Jean Tinguely e Alexander Calder rappresentanti di entrambe le correnti che ama: cubismo e surrealismo.

Sfilano Robert Motherwell, William Baziotes, Mark Rothko, David Hare, Richard Pousette-Dart, Robert de Niro Sr, Clyfford Still e Jackson Pollock, punta di diamante della galleria. Pollock pioniere dell’Espressionismo Astratto americano, che affonda le proprie radici del Surrealismo.

GuggenheimL’Europa uscita stremata dalla II guerra mondiale, la chiama e la sua collezione viene esposta per la prima volta alla Biennale di Venezia del 1948, nel padiglione greco :Arshile Gorky, Jackson Pollock e Mark Rothko vengono esposte per la prima volta da questa parte dell’Oceano. Folgorata da Venezia, Peggy acquista Palazzo Venier dei Leoni, dove si trasferisce con la sua collezione. I successivi trent’anni la vedono in simbiosi totale con la città e l’arte, protagonista assoluta della vita venenziana, e veneziana ormai d’elezione la sua collezione gira il mondo ma dal 1951 è esposta nuovamente a Palazzo Venier de’ Leoni dove da allora è visibile al pubblico. Dopo una significativa mostra al Museo Solomon R. Guggenheim di New York decide di donare il suo palazzo e la collezione alla Solomon stessa. Tutto sommato rimane in famiglia. La Fondazione infatti fu creata nel 1937 dallo zio di Peggy, Solomon, che ha tra i suoi scopi quello di promuovere la comprensione dell’arte, mira a fondare e dirigere “uno o più musei”, a partire dal Museo Solomon R. Guggenheim. Peggy Guggenheim muore all’età di 81 anni, ma si muore poi nel mondo dell’arte? Da allora, sotto la supervisione della Fondazione Guggenheim, la Collezione Peggy Guggenheim è diventata uno dei maggiori musei d’arte moderna al mondo.

Centro culturale Primo Levi
Orari 11/13 e 15/20
Info : Eliana Quattrini O108310748 [email protected]

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