Don Milani è l’uomo del futuro nel libro secondo classificato allo Strega

Don Milani è l’uomo del futuro nel libro secondo classificato allo Strega

È stato un premio Strega senza sorprese quello che ha visto impegnata la società letteraria quest’anno. Rispetto all’anno scorso, in cui la partecipazione di una graphic novel e di Elena Ferrante ha fatto discutere, la 70^ edizione si è svolta come da manuale.

A vincere è stato un «romanzo epocale», come è stato definito dalla critica. Eppure, pur non entrando nel merito di quale fosse il più meritevole di vittoria, vi è almeno uno dei titoli finalisti meritevole di menzione. L’uomo del futuro di Eraldo Affinati, le cui pagine riportano i passi di un uomo, Don Lorenzo Milani, che negli anni Cinquanta, con la sua rivoluzione pedagogica, si è dimostrato un precursore di larghe vedute.

«Ha incontrato i don Milani di oggi, ed è andato a risvegliare il don Lorenzo di ieri», riporta il Corriere della Sera presentando il libro di Affinati lo scorso febbraio. Una frase che ben rispecchia quello che il lettore si aspetterà di trovare nel libro: un excursus tra il passato e il presente. L’eredità culturale di un uomo, Don Milani, che andava contro ai modelli tradizionali ecclesiastici e che, negli anni Cinquanta, ha portato avanti la sua rivoluzione pedagogica a Barbiana, durante quel che fu molto simile a un “esilio”.

L’uomo del futuro. Sulle strade di don Lorenzo Milani ripercorre la vita del priore di Barbiana, da quando era un “signorino”, nato borghese, a quando decise di prendere i voti. Fino agli ultimi anni di vita, quando la sua rivoluzione culturale, già radicata a Barbiana, era appena l’inizio. «Era l’uomo del futuro – dice Affinati al Corriere della Sera – soprattutto perché aveva sognato una scuola che oggi stentiamo ancora a realizzare, ma cui non possiamo rinunciare. È la scuola del maestro che si mette in gioco e guarda negli occhi il suo scolaro. Uno a uno. Irrealizzabile? No, ho viaggiato molto nelle scuole italiane e tanti professori lavorano così».

Insegnante lo è lui stesso e, in quanto tale, non poteva che essere ispirato dalla figura di Don Milani: «invitava a reagire con il suo grande impegno civile che ho sentito mio ed ho deciso di raccontarlo» dichiara all’Huffington Post. Dieci capitoli scritti in prima persona, in cui Affinati scrive un reportage dei viaggi che ha condotto negli anni e delle esperienze conquistate. E dieci capitoli in seconda persona, alla ricerca di quel «confronto con il mondo» di cui, secondo lui, ognuno ha bisogno.

Affinati parte da questi elementi, raccontanto il presente – l’allora futuro di Don Milani – e viaggiando per il mondo alla ricerca di chi, più o meno consapevolmente, ha ereditato quello spirito di insegnamento profondamente altruista e motivante di Lorenzo Milani. In 180 pagine, Affinati batte le strade del priore e quelle da lui mai percorse, riportando le testimonianze di chi è stato suo allievo in quel primo tentativo di Barbiana e di chi, in Africa, a Berlino o in Cina ripercorre le sue orme senza saperlo.

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