Come rendersi speciali usando la voce

Come rendersi speciali usando la voce

Noi spesso li diamo per scontati, ma sta di fatto che esistono e ci rendono speciali oltre che unici al mondo: sono i nostri cinque sensi, quella cinquina di peculiarità che ci permette di provare emozioni così semplici eppur così importanti, che rischiamo di sottovalutare, ma che in realtà sono tutto fuorché banali. Infatti, come ci troveremmo se improvvisamente qualcuno decidesse di spegnere il nostro udito? Niente più musica, niente più suoni, niente più suonerie, niente più cani che abbaiano o gatti che miagolano, tutto sarebbe muto. E se per caso qualcuno decidesse di privarci del tutto della nostra vista? Il buio più totale, il mondo perderebbe tutta la luce che conosciamo e i suoi colori, per diventare un enorme buco nero: mai più immagini, foto, film, mai più lettura. Quanto sarebbe difficile per un amante della lettura trovarsi improvvisamente privo della capacità di divorare con gli occhi una pagina dopo l’altra del suo libro preferito?

Per venire incontro a tutte le persone non vedenti, è nato il Centro Internazionale del Libro Parlato, con l’obbiettivo appunto di aiutare i non vedenti ad accostarsi alla lettura e allo studio, e può contare su decine di volontari in tutta Italia. Questo centro creato nel 1983 a Feltre, è composto prevalentemente da persone comuni, che decidono di dedicare alcune ore della loro giornata alla registrazione di letture di qualsivoglia libro, manoscritto, volumi per lo studio, romanzi per un ascolto gradevole, per tutte quelle persone che non hanno avuto la fortuna di possedere il dono della vista e ai quali sono purtroppo precluse una lunga serie di possibilità.

I “prestavoce” sono oggi circa 300 volontari, sparsi su tutto il territorio nazionale, suddivisi secondo le loro competenze, che dedicano costantemente alcune ore della settimana per la registrazione di opere specificatamente richieste, spazianti in ogni campo culturale (dalla filosofia alla scienza, dall’elettronica alla letteratura)”.

L’idea è proprio quella di rendere più gradevoli quelle giornate buie, tramite l’ascolto di un buon libro, realizzando anche il desiderio di laurea di tanti studenti privati del dono della vista. Al Centro si rivolgono non vedenti, ipovedenti, dislessici, distrofici, anziani, malati terminali e tutti coloro per i quali la lettura in modo tradizionale non è possibile; la loro unica possibilità sta proprio nella volontà delle altre persone di prestare loro la voce, entrando così nel mondo della cultura e della letteratura.

La cosa ancora più bella è che ognuno di noi può diventare facilmente un donatore di voce, seguendo alcune piccole regole di autocandidatura (trovate tutte le informazioni sul sito http://www.libroparlato.org). Nell’era in cui gli audiolibri hanno conquistato una grossa fetta del mercato editoriale, avere questa possibilità, donando a qualcun altro l’esperienza della lettura, raccontandone i personaggi, la storia, gli avvenimenti, rendendo tramite la modularità vocale i diversi stati d’animo dei protagonisti, le loro emozioni, ma rendendo anche i colori dei paesaggi e tutto quello che fa da contorno ad un libro, è indubbiamente qualcosa che deve essere sfruttata e resa utile per gli altri.

Non solo, in quanto anche per se stessi, si tratta di un arricchimento culturale: non è infatti affatto facile essere in grado di leggere ad alta voce, senza monotonia, un grande classico della letteratura o un volume di storia, rendendo bene le diverse sfumature, le punteggiature, le vere emozioni che solo la lettura può scatenare in tutta la sua interezza. Ma se lo si riesce a fare, si regala davvero un grosso bagaglio di sensazioni a chi quelle stesse sensazioni, senza un piccolo aiuto, non potrebbe mai provarle.

 

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